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E la cosa peggiore? Ripeti come un pappagallo e dopo pochi giorni devi ricominciare da capo.
Immagina invece di memorizzare al primo colpo, dimezzare i tempi di studio e dire addio all’ansia da esame.
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Come organizzare lo studio
La quantità di argomenti richiesta dal Concorso ASMEL Enti Locali può sembrare scoraggiante se affrontata senza un piano chiaro. La differenza tra chi riesce e chi si blocca spesso sta proprio nella struttura della preparazione. Studiare senza metodo significa rischiare di perdere tempo, dimenticare le informazioni e arrivare alle prove senza sicurezza.
Ecco un approccio pratico e sostenibile:
1. Crea un piano di studio realistico
Prima di iniziare, valuta quanto tempo hai a disposizione fino alla data delle prove e suddividi i giorni in blocchi tematici.
Esempio: se mancano 90 giorni, dedica 60 giorni allo studio intensivo e 30 al ripasso e alle simulazioni.
Alterna le materie per evitare la monotonia (es. mattina diritto amministrativo, pomeriggio contabilità).
2. Suddividi le materie in micro-obiettivi
Non limitarti a dire “oggi studio diritto costituzionale”. Definisci capitoli precisi.
Esempio: “Articoli 1-12 della Costituzione” o “Atti amministrativi: classificazione e requisiti”.
Questo approccio ti permette di monitorare i progressi in modo misurabile.
3. Integra teoria ed esercitazioni
Il rischio più grande è fermarsi alla lettura delle norme. Il concorso valuta capacità di applicazione, quindi è essenziale:
Fare quiz giornalieri su ogni argomento appena studiato.
Ripetere ad alta voce concetti complessi.
Redigere brevi schemi o mappe mentali.
4. Organizza sessioni di ripasso ciclico
Il cervello dimentica rapidamente se non richiama le informazioni a intervalli regolari.
Ripassa gli argomenti a distanza di 1 giorno, 1 settimana e 1 mese dalla prima lettura.
Usa tecniche di richiamo attivo (flashcards, domande e risposte).
5. Simula le condizioni del concorso
Negli ultimi 30 giorni, dedica almeno 2-3 ore ogni settimana a simulazioni cronometrate.
Ricrea le condizioni reali: niente interruzioni, tempo limitato, uso di soli strumenti permessi.
Dopo la simulazione, correggi e analizza gli errori per evitare di ripeterli.
Suggerimento extra:
Se possibile, unisciti a gruppi di studio online o in presenza. Confrontarsi con altri candidati ti aiuta a chiarire dubbi, mantenere la motivazione alta e scoprire risorse utili che da solo potresti non trovare.
Strategie e tecniche di memorizzazione
Studiare per il Concorso ASMEL Enti Locali non significa solo leggere e capire le norme: la vera sfida è ricordarle e saperle richiamare rapidamente durante le prove, specialmente nei quiz a tempo o nei colloqui orali. Per questo motivo, applicare strategie di memorizzazione efficaci può fare la differenza tra un buon candidato e uno eccellente.
1. Metodo del richiamo attivo (Active Recall)
Invece di rileggere più volte lo stesso testo, prova a testarti continuamente:
Dopo aver studiato un argomento, chiudi il libro e scrivi tutto ciò che ricordi.
Crea domande e prova a rispondere senza guardare gli appunti.
Più sforzi fai per recuperare le informazioni, più queste restano impresse.
2. Spaced Repetition (Ripetizione dilazionata)
Il cervello dimentica se non viene stimolato a intervalli regolari.
Usa un calendario di ripasso: 1 giorno dopo, 7 giorni dopo, 30 giorni dopo la prima lettura.
Puoi utilizzare strumenti come Anki o Quizlet per gestire flashcards digitali.
3. Mappe concettuali e schemi visivi
Il diritto e le norme possono essere complesse: schematizzare aiuta a visualizzare i legami tra i concetti.
Usa colori diversi per evidenziare articoli, principi e eccezioni.
Disegna diagrammi ad albero per procedure e gerarchie.
4. Metodo dei loci (Palazzo della memoria)
Tecnica antica ma molto efficace:
Associa concetti complessi a luoghi familiari (stanze di casa, strade conosciute).
Immagina di “camminare” in questi luoghi e di trovare “oggetti” che rappresentano le informazioni da ricordare.
5. Studio multisensoriale
Coinvolgere più sensi facilita la memorizzazione:
Leggi ad alta voce per stimolare l’udito.
Scrivi a mano gli appunti per attivare la memoria motoria.
Registra spiegazioni e riascoltale durante i momenti liberi.
6. Ripetizione spiegata a terzi
Il cosiddetto metodo Feynman:
Spiega l’argomento a un amico o a un familiare come se fosse un principiante.
Se non riesci a spiegare un concetto in modo semplice, significa che non lo hai ancora assimilato a fondo.
Consiglio pratico:
Alterna lo studio delle norme con esercizi pratici e quiz. Il passaggio continuo tra teoria e applicazione è il modo migliore per fissare i concetti e ridurre il rischio di “vuoti di memoria” durante l’esame.
Come affrontare le prove
Superare il Concorso ASMEL Enti Locali richiede non solo preparazione teorica, ma anche strategia operativa per affrontare ciascuna fase con metodo e lucidità. Ogni prova ha le sue peculiarità e, per ottenere il massimo, è importante adattare il proprio approccio in base al tipo di esame.
1. Prova preselettiva
La preselezione è spesso il primo ostacolo da superare.
Gestisci il tempo: i quiz a risposta multipla richiedono rapidità. Se una domanda ti blocca, passa oltre e torna dopo.
Allenati con simulazioni cronometrate: riproduci le stesse condizioni dell’esame per ridurre l’ansia e migliorare la velocità di risposta.
Concentrati sui punti forti: alcune materie pesano più di altre. Consolidare le aree dove sei già forte ti permette di guadagnare tempo per le domande più complesse.
2. Prova scritta
La prova scritta può includere sia domande teoriche che esercizi pratici.
Organizza la risposta: inizia con una breve introduzione, sviluppa il corpo centrale e concludi con una sintesi chiara.
Cita riferimenti normativi: menzionare l’articolo o la legge di riferimento dimostra padronanza della materia.
Mantieni la leggibilità: usa frasi brevi e paragrafi ben distinti; una buona presentazione può influenzare positivamente la valutazione.
3. Prova orale
Il colloquio valuta non solo la conoscenza, ma anche la capacità di comunicare in modo chiaro e sicuro.
Allenati a parlare ad alta voce: ripeti i concetti principali come se li stessi spiegando a un collega.
Simula domande a sorpresa: chiedi a un amico di farti domande casuali sulle materie del bando per abituarti a ragionare “a caldo”.
Cura postura e tono di voce: mantieni contatto visivo, evita di parlare troppo in fretta e usa un tono fermo ma naturale.
4. Gestione dell’ansia
Respira profondamente prima di iniziare ogni prova.
Usa tecniche di rilassamento rapido, come il respiro 4-4-4 (inspira per 4 secondi, trattieni per 4, espira per 4).
Ricorda che un po’ di tensione è normale e può persino migliorare la concentrazione.
Suggerimento finale:
Considera ogni fase come un “gradino” verso l’obiettivo. Anche se la competizione è alta, affrontare le prove con metodo e serenità aumenta le tue probabilità di successo in modo significativo.
Errori da evitare nella preparazione
Anche i candidati più motivati possono compromettere le proprie possibilità di successo commettendo errori strategici durante la preparazione. Conoscere in anticipo questi rischi ti permette di evitarli e di concentrarti solo su ciò che ti avvicina davvero all’obiettivo.
1. Mancanza di pianificazione
Studiare “quando si ha tempo” è una delle trappole più comuni.
Senza un programma chiaro, si tende a concentrarsi solo sulle materie preferite, trascurando quelle più complesse.
La soluzione è creare un calendario di studio strutturato, con obiettivi giornalieri e settimanali ben definiti.
2. Studio passivo
Limitarsi a leggere e sottolineare testi senza fare esercizi porta a una falsa sensazione di preparazione.
La conoscenza teorica va sempre accompagnata da quiz, simulazioni e casi pratici per fissare le informazioni e capire come applicarle.
3. Ignorare la normativa aggiornata
Molti candidati studiano su materiali vecchi e non verificano eventuali modifiche legislative.
Poiché il diritto è in continua evoluzione, è fondamentale controllare sempre le fonti ufficiali (Gazzetta Ufficiale, siti ministeriali) per evitare di memorizzare norme superate.
4. Trascurare le materie “minori”
Materie come informatica o lingua inglese, spesso percepite come secondarie, possono invece essere decisive per il punteggio finale.
Dedica tempo a ogni disciplina, anche a quelle che sembrano meno rilevanti.
5. Non simulare l’esame
Affrontare il concorso senza aver mai provato simulazioni a tempo reale è come correre una maratona senza allenamento specifico.
Le prove simulate aiutano a gestire lo stress, ottimizzare il tempo e ridurre gli errori dovuti alla fretta.
Nota importante:
Prepararsi bene non significa solo studiare tanto, ma studiare in modo intelligente. Eliminare queste cattive abitudini ti farà guadagnare tempo e aumenterà la tua sicurezza durante l’esame.
Conclusione
Prepararsi al Concorso ASMEL Enti Locali è un percorso che richiede impegno, costanza e capacità di organizzarsi. Non si tratta soltanto di memorizzare norme e procedure, ma di sviluppare un metodo di studio che ti permetta di arrivare alle prove con lucidità e fiducia. Ogni ora che dedichi alla preparazione è un investimento su te stesso e sul tuo futuro professionale.
Ricorda che non stai semplicemente cercando un lavoro: stai puntando a entrare in un contesto in cui il tuo contributo può fare la differenza per la comunità. Lavorare in un ente locale significa essere parte attiva nel miglioramento dei servizi pubblici, nella gestione trasparente delle risorse e nel supporto ai cittadini. È una responsabilità importante, ma anche un’opportunità unica per mettere le tue competenze al servizio del bene comune.
Il cammino potrà sembrarti lungo e, in certi momenti, potresti sentirti sopraffatto dalla mole di materie da studiare o dalla pressione della competizione. In quei momenti, ricorda perché hai iniziato: che si tratti di stabilità economica, crescita professionale o desiderio di contribuire alla tua comunità, il tuo obiettivo merita ogni sforzo.
Mantieni la disciplina, segui un piano, sfrutta al meglio le tecniche di memorizzazione e affronta ogni prova come un gradino verso il traguardo. Non lasciare che il dubbio o la paura ti fermino: la preparazione costante, anche nei giorni in cui sembra difficile, è ciò che farà la differenza.
Ogni grande risultato nasce da una serie di piccoli passi quotidiani. Il giorno dell’esame non sarà un momento isolato, ma il frutto del lavoro che avrai costruito con costanza e determinazione. E quando vedrai il tuo nome nella graduatoria degli idonei, saprai che ogni sacrificio è valso la pena.
Il Concorso ASMEL per gli Enti Locali
è diventato, negli ultimi anni, uno degli appuntamenti più attesi da chi desidera lavorare nella pubblica amministrazione, in particolare nei comuni e negli enti locali italiani. Partecipare a questa selezione significa aprirsi la strada verso un impiego stabile, ben retribuito e ricco di opportunità di crescita professionale. Non si tratta soltanto di un concorso, ma di una vera e propria porta di accesso a un mondo dove le competenze individuali possono fare la differenza nel miglioramento dei servizi alla cittadinanza.
ASMEL, acronimo di Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali, organizza una procedura concorsuale centralizzata che consente a decine di comuni e amministrazioni locali di attingere a un’unica graduatoria di idonei. Questo significa che superare le prove non offre solo la possibilità di lavorare in un singolo ente, ma apre le porte a più enti contemporaneamente, aumentando le possibilità di essere chiamati in tempi brevi.
Negli ultimi anni, l’interesse verso il concorso ASMEL è cresciuto in modo esponenziale grazie a diversi fattori: la semplificazione delle procedure, la possibilità di svolgere alcune prove online, l’ampio ventaglio di profili ricercati (amministrativi, tecnici, contabili, informatici, ecc.) e la stabilità contrattuale che ne deriva. Tuttavia, proprio per questo motivo, la competizione è molto alta: migliaia di candidati si iscrivono a ogni edizione e soltanto una preparazione mirata e costante può fare la differenza.
In questo articolo, andremo ad analizzare in dettaglio cosa bisogna studiare e come organizzare lo studio per affrontare al meglio ogni fase della selezione. Ti guiderò passo passo nella comprensione delle materie richieste, delle tecniche di memorizzazione più efficaci e delle strategie per arrivare al giorno delle prove con la massima sicurezza.
Cos’è l’ASMEL e a cosa serve
L’ASMEL – Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali – è un’organizzazione senza scopo di lucro nata con l’obiettivo di supportare i comuni e le amministrazioni locali italiane nella gestione e nell’innovazione dei loro processi. Fondata per favorire la collaborazione tra enti e rendere più efficiente la macchina amministrativa, ASMEL si pone come punto di riferimento per la digitalizzazione, la formazione e la semplificazione delle procedure burocratiche.
Uno degli aspetti più importanti della sua attività è proprio la gestione di concorsi pubblici in forma aggregata. Invece di organizzare singolarmente le proprie selezioni, molti comuni aderenti delegano ad ASMEL l’intero processo concorsuale. Questo approccio porta diversi vantaggi:
Riduzione dei costi per le singole amministrazioni, che non devono predisporre bandi separati.
Uniformità nelle procedure, garantendo trasparenza e imparzialità.
Maggiore visibilità delle opportunità di lavoro, poiché un unico concorso serve più enti.
Il concorso ASMEL crea una graduatoria unica dalla quale ogni ente aderente può attingere per assumere personale. Questo significa che un candidato idoneo non si limita a sperare in un solo posto disponibile, ma può essere contattato da diversi comuni per ruoli anche differenti, in base al proprio profilo professionale.
Oltre ai concorsi, ASMEL promuove attività di formazione continua per il personale degli enti locali, offre servizi di supporto tecnico-legale e sviluppa strumenti digitali per semplificare la gestione amministrativa. La sua missione è chiara: modernizzare la pubblica amministrazione locale rendendola più vicina, veloce ed efficiente per i cittadini.
Conoscere a fondo il ruolo di ASMEL è fondamentale per affrontare il concorso con maggiore consapevolezza: non si tratta solo di superare delle prove, ma di entrare in una rete organizzativa ampia, dove competenze e professionalità vengono valorizzate e messe al servizio di più realtà territoriali.
Come funziona il concorso ASMEL Enti Locali
Il Concorso ASMEL Enti Locali si distingue per la sua struttura snella ed efficace, pensata per permettere a più amministrazioni di reclutare personale qualificato tramite un’unica procedura. Il processo è suddiviso in più fasi, ognuna delle quali ha regole precise e criteri di valutazione trasparenti. Conoscerle bene ti aiuterà a prepararti in modo mirato e ad affrontare le prove con maggiore sicurezza.
1. Pubblicazione dell’avviso e iscrizione
Tutto inizia con la pubblicazione dell’avviso ufficiale, che riporta i requisiti di partecipazione, le modalità di iscrizione e le date indicative delle prove. L’iscrizione avviene esclusivamente online sul portale ASMEL o tramite la piattaforma indicata nel bando, compilando un modulo e allegando la documentazione richiesta (documento d’identità, eventuali titoli di studio e professionali, ricevuta del pagamento della tassa di concorso). È fondamentale rispettare le scadenze: una domanda inviata anche solo un minuto dopo il termine non viene accettata.
2. Requisiti di partecipazione
A seconda del profilo per cui si concorre (amministrativo, tecnico, contabile, informatico, ecc.), possono essere richiesti:
Diploma di scuola superiore o laurea specifica.
Cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’UE.
Godimento dei diritti civili e politici.
Assenza di condanne penali che impediscano l’accesso alla PA.
3. Fase di preselezione
Quando il numero di candidati supera un certo limite, viene organizzata una prova preselettiva a quiz. I quesiti sono a risposta multipla e vertono su materie come diritto amministrativo, diritto costituzionale, normativa sugli enti locali, logica, informatica e lingua inglese. Superano la preselezione solo i candidati che raggiungono la soglia minima prevista dal bando.
4. Prova scritta
La prova scritta può consistere in:
Quesiti a risposta multipla e/o aperta.
Esercizi pratici legati al profilo (es. redazione di atti, analisi di casi, calcoli contabili).
Il punteggio è determinante per l’accesso alla fase successiva.
5. Prova orale
Il colloquio orale verifica non solo le conoscenze tecniche, ma anche la capacità di ragionamento, la chiarezza espositiva e, in alcuni casi, la padronanza di una lingua straniera. Vengono inoltre valutate competenze trasversali come il problem solving e l’attitudine al lavoro di squadra.
6. Formazione della graduatoria unica
Al termine delle prove viene creata una graduatoria di idonei. Questa graduatoria resta valida per più anni e viene utilizzata da tutti gli enti locali aderenti per assumere personale. Essere inseriti significa poter ricevere chiamate anche mesi o anni dopo il concorso.
In sintesi, il concorso ASMEL è un’opportunità che richiede preparazione su più fronti: normativa, logica, competenze tecniche e abilità comunicative. Prepararsi conoscendo la struttura delle prove è il primo passo per affrontarle con metodo e serenità.
Cosa studiare per il concorso ASMEL
Uno degli errori più comuni tra i candidati è sottovalutare l’ampiezza e la varietà del programma. Il concorso ASMEL non si limita a verificare la conoscenza di singole normative, ma valuta la capacità di comprendere, interpretare e applicare le leggi e i regolamenti al contesto operativo degli enti locali. Per questo motivo, la preparazione deve essere strutturata e completa, toccando sia le materie giuridiche che quelle tecnico-pratiche.
Di seguito, le principali aree di studio richieste:
1. Diritto amministrativo
Fonti del diritto e gerarchia delle norme.
Atti amministrativi: tipologie, requisiti di validità, efficacia e vizi.
Procedimento amministrativo (L. 241/1990) e trasparenza amministrativa.
Accesso agli atti e tutela della privacy (Regolamento UE 2016/679 – GDPR).
Responsabilità della Pubblica Amministrazione e responsabilità dei dipendenti pubblici.
2. Diritto costituzionale
Principi fondamentali della Costituzione italiana.
Diritti e doveri dei cittadini.
Ordinamento dello Stato e delle Regioni.
Funzioni e ruoli del Parlamento, del Governo, della Presidenza della Repubblica e della Magistratura.
3. Normativa sugli enti locali
Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000): funzioni di comuni, province e città metropolitane.
Statuti comunali e regolamenti.
Organi di governo degli enti locali: sindaco, giunta, consiglio comunale.
4. Contabilità pubblica
Principi di contabilità armonizzata.
Bilancio di previsione e rendiconto di gestione.
Entrate e spese degli enti locali.
Patto di stabilità interno.
5. Trasparenza e anticorruzione
Normativa in materia di prevenzione della corruzione (L. 190/2012).
Piani triennali per la prevenzione della corruzione.
Obblighi di pubblicità e trasparenza (D.Lgs. 33/2013).
6. Informatica
Uso del pacchetto Office (Word, Excel, PowerPoint).
Posta elettronica e PEC.
Firma digitale e protocolli informatici.
Nozioni di sicurezza informatica.
7. Lingua inglese
Comprensione di testi brevi.
Traduzione di frasi semplici.
Vocabolario base relativo all’ambito amministrativo.
Consiglio pratico:
Non limitarti alla lettura passiva dei testi normativi. Integra lo studio con schemi, riassunti e test di verifica. Allenati con quiz a risposta multipla: sono il formato più frequente, soprattutto nelle preselezioni, e ti permettono di consolidare la memoria in modo attivo.
Ogni anno migliaia di persone in tutta Italia si preparano con impegno e determinazione per superare il concorso dei Vigili del Fuoco. E non si tratta semplicemente di un’opportunità lavorativa stabile nel settore pubblico: entrare a far parte del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco significa abbracciare una missione. È una professione che richiede coraggio, prontezza, senso del dovere e, soprattutto, un profondo spirito di servizio verso il prossimo.
Che si tratti di spegnere incendi, prestare soccorso in caso di calamità naturali, intervenire in situazioni di emergenza stradale o salvare vite in condizioni estreme, il Vigile del Fuoco è sempre in prima linea. Per questo motivo, l’accesso alla professione è regolato da un concorso pubblico altamente selettivo, pensato per individuare candidati non solo preparati teoricamente, ma anche fisicamente e psicologicamente pronti ad affrontare situazioni complesse e stressanti.
Negli ultimi anni, l’interesse per il concorso è cresciuto esponenzialmente. La crisi economica, la ricerca di sicurezza lavorativa, ma anche l’ammirazione verso chi ogni giorno mette a rischio la propria vita per salvare quella degli altri, spingono sempre più giovani (e non solo) a voler entrare nel Corpo. Tuttavia, molti si avvicinano alla preparazione senza avere le idee chiare su cosa effettivamente si studia, come affrontare le diverse prove, né quali strumenti siano davvero efficaci.
In questo articolo troverai una guida completa per affrontare il percorso di studio con metodo, motivazione e realismo. Ti mostreremo passo dopo passo cosa aspettarti, come organizzare al meglio la tua preparazione, quali materiali consultare e come sviluppare le competenze necessarie per aumentare le tue probabilità di successo. Preparati a dare il massimo: il tuo futuro potrebbe iniziare proprio qui.
Il Concorso dei Vigili del Fuoco: struttura e requisiti
Diventare Vigile del Fuoco richiede il superamento di un concorso pubblico nazionale, pubblicato periodicamente dal Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile. Si tratta di un iter selettivo articolato in diverse fasi, che mira a verificare la preparazione culturale, l’idoneità fisica e l’attitudine psico-attitudinale dei candidati. Conoscere bene la struttura del concorso è il primo passo per affrontarlo con successo.
Requisiti generali di partecipazione
Per poter partecipare al concorso, al momento della presentazione della domanda è necessario soddisfare determinati requisiti minimi, che vengono specificati nel bando ufficiale. I principali sono:
Cittadinanza italiana
Età non superiore a 26 anni (elevabile fino a 37 anni per chi ha svolto servizio militare volontario)
Godimento dei diritti civili e politici
Diploma di scuola secondaria di primo grado (licenza media) come requisito minimo
Idoneità psicofisica e attitudinale al servizio operativo come Vigile del Fuoco
Assenza di condanne penali o procedimenti in corso
Non essere stati espulsi dalle Forze Armate o da un corpo militare dello Stato
È importante leggere con estrema attenzione il bando di concorso, poiché ogni nuova edizione potrebbe introdurre variazioni nei criteri di ammissione o nei punteggi.
Struttura del concorso: le fasi
Il concorso per l’accesso alla qualifica di Vigile del Fuoco si compone solitamente di quattro fasi principali:
Prova preselettiva (solo se il numero di candidati è molto elevato):
Consiste in un test a risposta multipla su materie come cultura generale, logica, matematica, comprensione del testo e capacità verbale.
Serve a ridurre il numero di candidati ammessi alle fasi successive.
Prova motorio-attitudinale (fisica):
Comprende esercizi come corsa piana, salto in alto, sollevamento pesi, trazioni alla sbarra e altri test volti a verificare la resistenza, la forza, la coordinazione e la prontezza fisica.
È eliminatoria: chi non supera le soglie previste, non accede alle fasi successive.
Accertamento dell’idoneità psico-fisica e attitudinale:
Visite mediche approfondite, test psicologici e valutazioni per determinare l’idoneità generale del candidato.
Si verifica la capacità di lavorare in situazioni di stress, in team e in ambienti ostili.
Valutazione dei titoli:
Punteggi aggiuntivi possono essere assegnati in base a titoli di studio superiori, esperienze lavorative attinenti, servizio militare volontario o professionale, brevetti e corsi specifici.
Graduatoria e assunzione
Alla fine del processo selettivo, viene stilata una graduatoria finale sulla base del punteggio ottenuto in tutte le fasi del concorso. I candidati idonei vengono poi chiamati a scorrimento, in base al numero di posti disponibili e alle necessità del Corpo Nazionale.
Essere ben informati su ogni passaggio è fondamentale per evitare sorprese. Solo chi si prepara a 360 gradi – sul piano teorico, fisico e mentale – può affrontare il concorso con reale consapevolezza e fiducia nei propri mezzi.
Cosa si studia per il concorso dei Vigili del Fuoco?
Una delle domande più frequenti tra chi decide di affrontare il concorso per diventare Vigile del Fuoco è: “Quali materie devo studiare?”. La risposta varia leggermente a seconda del bando e della presenza o meno della prova preselettiva, ma in generale è possibile identificare una serie di argomenti ricorrenti e fondamentali per una preparazione efficace.
Le materie principali
La prova preselettiva, quando prevista, è composta da un questionario a risposta multipla che può includere da 60 a 80 domande suddivise per aree tematiche. Le principali materie su cui concentrarsi sono:
1. Logica e ragionamento
Comprensione e interpretazione di brani scritti
Serie numeriche e alfabetiche
Analisi di relazioni logiche
Problemi di deduzione e ragionamento verbale
Matematica di base (percentuali, proporzioni, problemi con le quattro operazioni)
Queste domande valutano la prontezza mentale, la capacità di ragionamento logico e la gestione del tempo, tutte abilità utilissime in situazioni operative.
2. Cultura generale
Storia e geografia (soprattutto italiana)
Educazione civica
Attualità e conoscenze del mondo contemporaneo
Nozioni di base su scienza e tecnologia
Un buon livello di cultura generale è essenziale, non solo per superare la prova scritta, ma anche per dimostrare versatilità e preparazione trasversale.
3. Ordinamento e struttura del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
Compiti e funzioni del Corpo
Organizzazione interna
Tipologie di intervento
Ruoli e gradi
Conoscere l’organizzazione che si vuole servire è un segno di motivazione e serietà.
4. Normativa sulla sicurezza e prevenzione incendi
Decreto legislativo 81/2008 sulla sicurezza sul lavoro
Principi di prevenzione incendi
Protezione civile e gestione delle emergenze
Primo soccorso
Questo tipo di conoscenze è fortemente attinente al lavoro quotidiano di un Vigile del Fuoco, quindi viene spesso incluso nei quiz e nelle prove orali.
5. Costituzione e diritto
Principi fondamentali della Costituzione italiana
Diritti e doveri dei cittadini
Ordinamento dello Stato
Forze armate e corpi dello Stato
Queste nozioni sono essenziali per comprendere il ruolo istituzionale del Vigile del Fuoco all’interno del sistema democratico.
Tipologia delle domande
Le domande sono solitamente a risposta multipla, con una sola opzione corretta tra quattro o cinque proposte. La difficoltà sta non solo nella conoscenza, ma anche nella gestione del tempo: ogni secondo conta.
Molti bandi prevedono batterie ufficiali di quiz che vengono pubblicate online prima della prova. Questo consente ai candidati di studiare direttamente sulle domande reali.
Quanto è importante la preparazione teorica?
La preparazione teorica è fondamentale per superare la preselettiva, ma ha un ruolo anche nelle fasi successive, come la prova orale o eventuali colloqui attitudinali. Un candidato che dimostra conoscenze solide, sicurezza nel rispondere e spirito di servizio, ha molte più probabilità di fare buona impressione.
Tuttavia, la preparazione teorica da sola non basta: va affiancata a un programma di allenamento fisico e alla costruzione di una mentalità resiliente. Di questo parleremo nella prossima sezione.
Come studiare in modo efficace: metodi e strategie
Affrontare il concorso per diventare Vigile del Fuoco richiede più di buona volontà. È fondamentale avere un metodo di studio ben strutturato, costante e orientato ai risultati. La quantità di nozioni da memorizzare, il tempo spesso limitato e la pressione di una prova a tempo rendono indispensabile studiare in modo intelligente.
1. Organizzazione: crea un piano di studio personalizzato
Il primo passo per una preparazione efficace è organizzare lo studio in modo strategico. Ti consigliamo di:
Dividere le materie in blocchi settimanali.
Stabilire obiettivi giornalieri e realistici (es. 100 quiz al giorno o un capitolo al giorno).
Alternare momenti di studio teorico a sessioni di esercitazione pratica.
Utilizzare una tabella di marcia: cartacea o digitale, deve accompagnarti ogni giorno.
Un piano ben fatto ti permette di evitare l’accumulo di stress e ti aiuta a mantenere il focus nel lungo periodo.
2. Studio attivo, non passivo
Leggere e sottolineare non basta. Per fissare bene i contenuti nella memoria a lungo termine è necessario uno studio attivo, ovvero:
Riassumere con parole proprie.
Utilizzare mappe concettuali e schemi visivi.
Spiegare a voce alta gli argomenti come se dovessi insegnarli a qualcuno.
Creare flashcard per memorizzare velocemente concetti, definizioni e numeri chiave.
Più coinvolgi i tuoi sensi e la tua mente nel processo, più lo studio sarà efficace.
3. Allenamento con quiz e simulazioni
Le prove preselettive sono quasi sempre basate su quiz a risposta multipla. Quindi è fondamentale esercitarsi costantemente con batterie di domande. Ecco come farlo bene:
Utilizza libri con quiz aggiornati e piattaforme online affidabili.
Simula l’esame in condizioni reali: tempo limite, niente aiuti, concentrazione massima.
Monitora i tuoi errori e crea un quaderno degli sbagli, da rileggere ogni settimana.
Ripeti le simulazioni a intervalli regolari, aumentando la difficoltà progressivamente.
Questo tipo di esercizio ti abitua a gestire il tempo, la pressione e la tipologia di quesiti, migliorando anche la tua sicurezza.
4. Tecniche di memorizzazione rapida
Per ricordare date, normative, articoli e numeri tecnici, puoi usare:
Mnemonici e acronimi (es. per ricordare gli articoli della Costituzione)
Tecnica del palazzo della memoria (collegare informazioni a spazi immaginari)
Ripetizione dilazionata: ripassare gli argomenti a intervalli crescenti (dopo 1 giorno, 3 giorni, 1 settimana, ecc.)
La memoria è come un muscolo: più la usi in modo intelligente, più diventa forte.
5. Ambiente di studio e disciplina
Studia in un luogo ordinato, silenzioso e privo di distrazioni. Spegni il telefono o usa app che bloccano le notifiche. Se hai difficoltà a concentrarti, prova la tecnica del Pomodoro (25 minuti di studio intenso + 5 minuti di pausa).
Ricorda che la disciplina batte la motivazione: non aspettare di “avere voglia”, crea una routine quotidiana anche quando non ti senti ispirato.
Studiare per il concorso dei Vigili del Fuoco è una sfida seria, ma con il giusto metodo puoi massimizzare i risultati in meno tempo e aumentare notevolmente le tue possibilità di successo. E se alla preparazione teorica unisci quella fisica… allora sei già a metà strada.
La preparazione fisica: cosa sapere e come allenarsi
Superare il concorso per entrare nei Vigili del Fuoco non significa solo studiare bene, ma anche dimostrare di avere una preparazione fisica all’altezza. Le prove motorio-attitudinali sono una fase eliminatoria del concorso e rappresentano un ostacolo per molti candidati. Per questo motivo è fondamentale sapere con chiarezza quali esercizi ti aspettano, quali sono i criteri di valutazione e come puoi allenarti in modo efficace e progressivo.
Le prove fisiche: cosa comprendono?
Ogni bando specifica nel dettaglio le prove motorie richieste, ma nella maggior parte dei casi si tratta di test che valutano forza, resistenza, coordinazione ed equilibrio. Alcuni esempi ricorrenti:
Corsa piana (1.000 o 1.500 metri): resistenza aerobica e gestione del ritmo.
Corsa veloce (100 metri): scatto e reattività.
Salto in alto o in lungo: potenza esplosiva delle gambe.
Trazioni alla sbarra (per uomini) / sospensione alla sbarra (per donne): forza degli arti superiori.
Sollevamento e trasporto di pesi: simulazione di condizioni operative reali.
Percorsi di equilibrio e destrezza: coordinazione motoria, gestione del corpo nello spazio.
Tutti questi test sono valutati con parametri minimi da raggiungere. Non superarli comporta l’immediata esclusione dal concorso, indipendentemente dall’esito delle prove teoriche.
Come prepararsi in modo efficace
1. Allenamento costante e progressivo
Non improvvisare. L’allenamento deve iniziare almeno 3-4 mesi prima delle prove e seguire un programma equilibrato, con:
3-4 sessioni settimanali, alternate tra forza e resistenza.
Allenamenti full-body, ma con focus su gambe, schiena e braccia.
Progressioni graduali, per evitare infortuni e migliorare in modo continuo.
Recupero e stretching: essenziali per migliorare mobilità e prevenire lesioni.
2. Corsa e resistenza aerobica
Per superare la corsa lunga, è necessario:
Aumentare gradualmente la durata e l’intensità (parti da 15 min lenti e sali).
Inserire ripetute brevi per migliorare la soglia anaerobica.
Allenarsi anche in salita o su percorsi misti per simulare stress operativo.
3. Forza funzionale
Il lavoro muscolare deve puntare sulla forza funzionale, cioè utile per spostare, sollevare, reagire. Ottimi esercizi:
Trazioni alla sbarra (in progressione, con elastici se sei principiante)
Piegamenti sulle braccia (push-up)
Squat e affondi (bodyweight o con carico)
Circuiti ad alta intensità (HIIT) da 20-30 minuti
L’obiettivo non è diventare culturisti, ma saper usare il proprio corpo in modo efficiente.
4. Simulazione delle prove reali
Se conosci le prove specifiche, simulale una volta alla settimana nelle stesse condizioni (cronometro, stesso spazio, stesso numero di esercizi). Questo ti abitua a:
Gestire la fatica
Affrontare l’ansia da prestazione
Imparare a dosare lo sforzo
Alimentazione e recupero
Un corpo che si allena ha bisogno del giusto carburante. Cura la tua alimentazione:
Mangia in modo equilibrato: proteine, carboidrati complessi, grassi sani.
Evita cibi pesanti prima dell’allenamento.
Idratati correttamente.
Dormi almeno 7-8 ore a notte: il recupero è parte integrante del miglioramento.
La componente mentale
Affrontare le prove fisiche è anche una sfida psicologica. Serve determinazione, capacità di soffrire e superare i propri limiti. Allenati anche mentalmente:
Visualizza le prove.
Ripeti a te stesso che ce la puoi fare.
Non mollare ai primi fallimenti: sono parte del processo.
Prepararsi fisicamente è una questione di costanza e intelligenza, non solo di forza bruta. Chi unisce impegno, disciplina e metodo ha tutto per superare questa fase cruciale e avvicinarsi sempre di più al sogno di vestire la divisa da Vigile del Fuoco.
Conclusione
Prepararsi al concorso per diventare Vigile del Fuoco non è semplice. Richiede costanza, metodo, disciplina e spirito di sacrificio. Ma è proprio questo che rende il traguardo così speciale: sapere che hai conquistato qualcosa con le tue forze, superando ostacoli che avrebbero fatto arrendere molti altri.
In questo articolo ti abbiamo mostrato tutti gli aspetti fondamentali del percorso: cosa studiare, come allenarti fisicamente, quali tecniche di memoria adottare, quali strumenti scegliere e dove trovare sostegno. Ora la palla è nelle tue mani.
Non esiste un candidato perfetto, ma esiste chi si prepara in modo serio, mirato e costante. Se ogni giorno farai anche solo un piccolo passo, tra sei mesi potresti essere in graduatoria. E tra un anno, potresti indossare la divisa che oggi sogni.
Non aspettare di sentirti pronto per iniziare: inizia oggi, e giorno dopo giorno ti costruirai la preparazione.
Affronta questa sfida come un Vigile del Fuoco affronterebbe un incendio: con calma, sangue freddo e determinazione.












