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E la cosa peggiore? Ripeti come un pappagallo e dopo pochi giorni devi ricominciare da capo.
Immagina invece di memorizzare al primo colpo, dimezzare i tempi di studio e dire addio all’ansia da esame.
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Come organizzare lo studio
La quantità di argomenti richiesta dal Concorso ASMEL Enti Locali può sembrare scoraggiante se affrontata senza un piano chiaro. La differenza tra chi riesce e chi si blocca spesso sta proprio nella struttura della preparazione. Studiare senza metodo significa rischiare di perdere tempo, dimenticare le informazioni e arrivare alle prove senza sicurezza.
Ecco un approccio pratico e sostenibile:
1. Crea un piano di studio realistico
Prima di iniziare, valuta quanto tempo hai a disposizione fino alla data delle prove e suddividi i giorni in blocchi tematici.
Esempio: se mancano 90 giorni, dedica 60 giorni allo studio intensivo e 30 al ripasso e alle simulazioni.
Alterna le materie per evitare la monotonia (es. mattina diritto amministrativo, pomeriggio contabilità).
2. Suddividi le materie in micro-obiettivi
Non limitarti a dire “oggi studio diritto costituzionale”. Definisci capitoli precisi.
Esempio: “Articoli 1-12 della Costituzione” o “Atti amministrativi: classificazione e requisiti”.
Questo approccio ti permette di monitorare i progressi in modo misurabile.
3. Integra teoria ed esercitazioni
Il rischio più grande è fermarsi alla lettura delle norme. Il concorso valuta capacità di applicazione, quindi è essenziale:
Fare quiz giornalieri su ogni argomento appena studiato.
Ripetere ad alta voce concetti complessi.
Redigere brevi schemi o mappe mentali.
4. Organizza sessioni di ripasso ciclico
Il cervello dimentica rapidamente se non richiama le informazioni a intervalli regolari.
Ripassa gli argomenti a distanza di 1 giorno, 1 settimana e 1 mese dalla prima lettura.
Usa tecniche di richiamo attivo (flashcards, domande e risposte).
5. Simula le condizioni del concorso
Negli ultimi 30 giorni, dedica almeno 2-3 ore ogni settimana a simulazioni cronometrate.
Ricrea le condizioni reali: niente interruzioni, tempo limitato, uso di soli strumenti permessi.
Dopo la simulazione, correggi e analizza gli errori per evitare di ripeterli.
Suggerimento extra:
Se possibile, unisciti a gruppi di studio online o in presenza. Confrontarsi con altri candidati ti aiuta a chiarire dubbi, mantenere la motivazione alta e scoprire risorse utili che da solo potresti non trovare.
Strategie e tecniche di memorizzazione
Studiare per il Concorso ASMEL Enti Locali non significa solo leggere e capire le norme: la vera sfida è ricordarle e saperle richiamare rapidamente durante le prove, specialmente nei quiz a tempo o nei colloqui orali. Per questo motivo, applicare strategie di memorizzazione efficaci può fare la differenza tra un buon candidato e uno eccellente.
1. Metodo del richiamo attivo (Active Recall)
Invece di rileggere più volte lo stesso testo, prova a testarti continuamente:
Dopo aver studiato un argomento, chiudi il libro e scrivi tutto ciò che ricordi.
Crea domande e prova a rispondere senza guardare gli appunti.
Più sforzi fai per recuperare le informazioni, più queste restano impresse.
2. Spaced Repetition (Ripetizione dilazionata)
Il cervello dimentica se non viene stimolato a intervalli regolari.
Usa un calendario di ripasso: 1 giorno dopo, 7 giorni dopo, 30 giorni dopo la prima lettura.
Puoi utilizzare strumenti come Anki o Quizlet per gestire flashcards digitali.
3. Mappe concettuali e schemi visivi
Il diritto e le norme possono essere complesse: schematizzare aiuta a visualizzare i legami tra i concetti.
Usa colori diversi per evidenziare articoli, principi e eccezioni.
Disegna diagrammi ad albero per procedure e gerarchie.
4. Metodo dei loci (Palazzo della memoria)
Tecnica antica ma molto efficace:
Associa concetti complessi a luoghi familiari (stanze di casa, strade conosciute).
Immagina di “camminare” in questi luoghi e di trovare “oggetti” che rappresentano le informazioni da ricordare.
5. Studio multisensoriale
Coinvolgere più sensi facilita la memorizzazione:
Leggi ad alta voce per stimolare l’udito.
Scrivi a mano gli appunti per attivare la memoria motoria.
Registra spiegazioni e riascoltale durante i momenti liberi.
6. Ripetizione spiegata a terzi
Il cosiddetto metodo Feynman:
Spiega l’argomento a un amico o a un familiare come se fosse un principiante.
Se non riesci a spiegare un concetto in modo semplice, significa che non lo hai ancora assimilato a fondo.
Consiglio pratico:
Alterna lo studio delle norme con esercizi pratici e quiz. Il passaggio continuo tra teoria e applicazione è il modo migliore per fissare i concetti e ridurre il rischio di “vuoti di memoria” durante l’esame.
Come affrontare le prove
Superare il Concorso ASMEL Enti Locali richiede non solo preparazione teorica, ma anche strategia operativa per affrontare ciascuna fase con metodo e lucidità. Ogni prova ha le sue peculiarità e, per ottenere il massimo, è importante adattare il proprio approccio in base al tipo di esame.
1. Prova preselettiva
La preselezione è spesso il primo ostacolo da superare.
Gestisci il tempo: i quiz a risposta multipla richiedono rapidità. Se una domanda ti blocca, passa oltre e torna dopo.
Allenati con simulazioni cronometrate: riproduci le stesse condizioni dell’esame per ridurre l’ansia e migliorare la velocità di risposta.
Concentrati sui punti forti: alcune materie pesano più di altre. Consolidare le aree dove sei già forte ti permette di guadagnare tempo per le domande più complesse.
2. Prova scritta
La prova scritta può includere sia domande teoriche che esercizi pratici.
Organizza la risposta: inizia con una breve introduzione, sviluppa il corpo centrale e concludi con una sintesi chiara.
Cita riferimenti normativi: menzionare l’articolo o la legge di riferimento dimostra padronanza della materia.
Mantieni la leggibilità: usa frasi brevi e paragrafi ben distinti; una buona presentazione può influenzare positivamente la valutazione.
3. Prova orale
Il colloquio valuta non solo la conoscenza, ma anche la capacità di comunicare in modo chiaro e sicuro.
Allenati a parlare ad alta voce: ripeti i concetti principali come se li stessi spiegando a un collega.
Simula domande a sorpresa: chiedi a un amico di farti domande casuali sulle materie del bando per abituarti a ragionare “a caldo”.
Cura postura e tono di voce: mantieni contatto visivo, evita di parlare troppo in fretta e usa un tono fermo ma naturale.
4. Gestione dell’ansia
Respira profondamente prima di iniziare ogni prova.
Usa tecniche di rilassamento rapido, come il respiro 4-4-4 (inspira per 4 secondi, trattieni per 4, espira per 4).
Ricorda che un po’ di tensione è normale e può persino migliorare la concentrazione.
Suggerimento finale:
Considera ogni fase come un “gradino” verso l’obiettivo. Anche se la competizione è alta, affrontare le prove con metodo e serenità aumenta le tue probabilità di successo in modo significativo.
Errori da evitare nella preparazione
Anche i candidati più motivati possono compromettere le proprie possibilità di successo commettendo errori strategici durante la preparazione. Conoscere in anticipo questi rischi ti permette di evitarli e di concentrarti solo su ciò che ti avvicina davvero all’obiettivo.
1. Mancanza di pianificazione
Studiare “quando si ha tempo” è una delle trappole più comuni.
Senza un programma chiaro, si tende a concentrarsi solo sulle materie preferite, trascurando quelle più complesse.
La soluzione è creare un calendario di studio strutturato, con obiettivi giornalieri e settimanali ben definiti.
2. Studio passivo
Limitarsi a leggere e sottolineare testi senza fare esercizi porta a una falsa sensazione di preparazione.
La conoscenza teorica va sempre accompagnata da quiz, simulazioni e casi pratici per fissare le informazioni e capire come applicarle.
3. Ignorare la normativa aggiornata
Molti candidati studiano su materiali vecchi e non verificano eventuali modifiche legislative.
Poiché il diritto è in continua evoluzione, è fondamentale controllare sempre le fonti ufficiali (Gazzetta Ufficiale, siti ministeriali) per evitare di memorizzare norme superate.
4. Trascurare le materie “minori”
Materie come informatica o lingua inglese, spesso percepite come secondarie, possono invece essere decisive per il punteggio finale.
Dedica tempo a ogni disciplina, anche a quelle che sembrano meno rilevanti.
5. Non simulare l’esame
Affrontare il concorso senza aver mai provato simulazioni a tempo reale è come correre una maratona senza allenamento specifico.
Le prove simulate aiutano a gestire lo stress, ottimizzare il tempo e ridurre gli errori dovuti alla fretta.
Nota importante:
Prepararsi bene non significa solo studiare tanto, ma studiare in modo intelligente. Eliminare queste cattive abitudini ti farà guadagnare tempo e aumenterà la tua sicurezza durante l’esame.
Conclusione
Prepararsi al Concorso ASMEL Enti Locali è un percorso che richiede impegno, costanza e capacità di organizzarsi. Non si tratta soltanto di memorizzare norme e procedure, ma di sviluppare un metodo di studio che ti permetta di arrivare alle prove con lucidità e fiducia. Ogni ora che dedichi alla preparazione è un investimento su te stesso e sul tuo futuro professionale.
Ricorda che non stai semplicemente cercando un lavoro: stai puntando a entrare in un contesto in cui il tuo contributo può fare la differenza per la comunità. Lavorare in un ente locale significa essere parte attiva nel miglioramento dei servizi pubblici, nella gestione trasparente delle risorse e nel supporto ai cittadini. È una responsabilità importante, ma anche un’opportunità unica per mettere le tue competenze al servizio del bene comune.
Il cammino potrà sembrarti lungo e, in certi momenti, potresti sentirti sopraffatto dalla mole di materie da studiare o dalla pressione della competizione. In quei momenti, ricorda perché hai iniziato: che si tratti di stabilità economica, crescita professionale o desiderio di contribuire alla tua comunità, il tuo obiettivo merita ogni sforzo.
Mantieni la disciplina, segui un piano, sfrutta al meglio le tecniche di memorizzazione e affronta ogni prova come un gradino verso il traguardo. Non lasciare che il dubbio o la paura ti fermino: la preparazione costante, anche nei giorni in cui sembra difficile, è ciò che farà la differenza.
Ogni grande risultato nasce da una serie di piccoli passi quotidiani. Il giorno dell’esame non sarà un momento isolato, ma il frutto del lavoro che avrai costruito con costanza e determinazione. E quando vedrai il tuo nome nella graduatoria degli idonei, saprai che ogni sacrificio è valso la pena.
Il Concorso ASMEL per gli Enti Locali
è diventato, negli ultimi anni, uno degli appuntamenti più attesi da chi desidera lavorare nella pubblica amministrazione, in particolare nei comuni e negli enti locali italiani. Partecipare a questa selezione significa aprirsi la strada verso un impiego stabile, ben retribuito e ricco di opportunità di crescita professionale. Non si tratta soltanto di un concorso, ma di una vera e propria porta di accesso a un mondo dove le competenze individuali possono fare la differenza nel miglioramento dei servizi alla cittadinanza.
ASMEL, acronimo di Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali, organizza una procedura concorsuale centralizzata che consente a decine di comuni e amministrazioni locali di attingere a un’unica graduatoria di idonei. Questo significa che superare le prove non offre solo la possibilità di lavorare in un singolo ente, ma apre le porte a più enti contemporaneamente, aumentando le possibilità di essere chiamati in tempi brevi.
Negli ultimi anni, l’interesse verso il concorso ASMEL è cresciuto in modo esponenziale grazie a diversi fattori: la semplificazione delle procedure, la possibilità di svolgere alcune prove online, l’ampio ventaglio di profili ricercati (amministrativi, tecnici, contabili, informatici, ecc.) e la stabilità contrattuale che ne deriva. Tuttavia, proprio per questo motivo, la competizione è molto alta: migliaia di candidati si iscrivono a ogni edizione e soltanto una preparazione mirata e costante può fare la differenza.
In questo articolo, andremo ad analizzare in dettaglio cosa bisogna studiare e come organizzare lo studio per affrontare al meglio ogni fase della selezione. Ti guiderò passo passo nella comprensione delle materie richieste, delle tecniche di memorizzazione più efficaci e delle strategie per arrivare al giorno delle prove con la massima sicurezza.
Cos’è l’ASMEL e a cosa serve
L’ASMEL – Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali – è un’organizzazione senza scopo di lucro nata con l’obiettivo di supportare i comuni e le amministrazioni locali italiane nella gestione e nell’innovazione dei loro processi. Fondata per favorire la collaborazione tra enti e rendere più efficiente la macchina amministrativa, ASMEL si pone come punto di riferimento per la digitalizzazione, la formazione e la semplificazione delle procedure burocratiche.
Uno degli aspetti più importanti della sua attività è proprio la gestione di concorsi pubblici in forma aggregata. Invece di organizzare singolarmente le proprie selezioni, molti comuni aderenti delegano ad ASMEL l’intero processo concorsuale. Questo approccio porta diversi vantaggi:
Riduzione dei costi per le singole amministrazioni, che non devono predisporre bandi separati.
Uniformità nelle procedure, garantendo trasparenza e imparzialità.
Maggiore visibilità delle opportunità di lavoro, poiché un unico concorso serve più enti.
Il concorso ASMEL crea una graduatoria unica dalla quale ogni ente aderente può attingere per assumere personale. Questo significa che un candidato idoneo non si limita a sperare in un solo posto disponibile, ma può essere contattato da diversi comuni per ruoli anche differenti, in base al proprio profilo professionale.
Oltre ai concorsi, ASMEL promuove attività di formazione continua per il personale degli enti locali, offre servizi di supporto tecnico-legale e sviluppa strumenti digitali per semplificare la gestione amministrativa. La sua missione è chiara: modernizzare la pubblica amministrazione locale rendendola più vicina, veloce ed efficiente per i cittadini.
Conoscere a fondo il ruolo di ASMEL è fondamentale per affrontare il concorso con maggiore consapevolezza: non si tratta solo di superare delle prove, ma di entrare in una rete organizzativa ampia, dove competenze e professionalità vengono valorizzate e messe al servizio di più realtà territoriali.
Come funziona il concorso ASMEL Enti Locali
Il Concorso ASMEL Enti Locali si distingue per la sua struttura snella ed efficace, pensata per permettere a più amministrazioni di reclutare personale qualificato tramite un’unica procedura. Il processo è suddiviso in più fasi, ognuna delle quali ha regole precise e criteri di valutazione trasparenti. Conoscerle bene ti aiuterà a prepararti in modo mirato e ad affrontare le prove con maggiore sicurezza.
1. Pubblicazione dell’avviso e iscrizione
Tutto inizia con la pubblicazione dell’avviso ufficiale, che riporta i requisiti di partecipazione, le modalità di iscrizione e le date indicative delle prove. L’iscrizione avviene esclusivamente online sul portale ASMEL o tramite la piattaforma indicata nel bando, compilando un modulo e allegando la documentazione richiesta (documento d’identità, eventuali titoli di studio e professionali, ricevuta del pagamento della tassa di concorso). È fondamentale rispettare le scadenze: una domanda inviata anche solo un minuto dopo il termine non viene accettata.
2. Requisiti di partecipazione
A seconda del profilo per cui si concorre (amministrativo, tecnico, contabile, informatico, ecc.), possono essere richiesti:
Diploma di scuola superiore o laurea specifica.
Cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’UE.
Godimento dei diritti civili e politici.
Assenza di condanne penali che impediscano l’accesso alla PA.
3. Fase di preselezione
Quando il numero di candidati supera un certo limite, viene organizzata una prova preselettiva a quiz. I quesiti sono a risposta multipla e vertono su materie come diritto amministrativo, diritto costituzionale, normativa sugli enti locali, logica, informatica e lingua inglese. Superano la preselezione solo i candidati che raggiungono la soglia minima prevista dal bando.
4. Prova scritta
La prova scritta può consistere in:
Quesiti a risposta multipla e/o aperta.
Esercizi pratici legati al profilo (es. redazione di atti, analisi di casi, calcoli contabili).
Il punteggio è determinante per l’accesso alla fase successiva.
5. Prova orale
Il colloquio orale verifica non solo le conoscenze tecniche, ma anche la capacità di ragionamento, la chiarezza espositiva e, in alcuni casi, la padronanza di una lingua straniera. Vengono inoltre valutate competenze trasversali come il problem solving e l’attitudine al lavoro di squadra.
6. Formazione della graduatoria unica
Al termine delle prove viene creata una graduatoria di idonei. Questa graduatoria resta valida per più anni e viene utilizzata da tutti gli enti locali aderenti per assumere personale. Essere inseriti significa poter ricevere chiamate anche mesi o anni dopo il concorso.
In sintesi, il concorso ASMEL è un’opportunità che richiede preparazione su più fronti: normativa, logica, competenze tecniche e abilità comunicative. Prepararsi conoscendo la struttura delle prove è il primo passo per affrontarle con metodo e serenità.
Cosa studiare per il concorso ASMEL
Uno degli errori più comuni tra i candidati è sottovalutare l’ampiezza e la varietà del programma. Il concorso ASMEL non si limita a verificare la conoscenza di singole normative, ma valuta la capacità di comprendere, interpretare e applicare le leggi e i regolamenti al contesto operativo degli enti locali. Per questo motivo, la preparazione deve essere strutturata e completa, toccando sia le materie giuridiche che quelle tecnico-pratiche.
Di seguito, le principali aree di studio richieste:
1. Diritto amministrativo
Fonti del diritto e gerarchia delle norme.
Atti amministrativi: tipologie, requisiti di validità, efficacia e vizi.
Procedimento amministrativo (L. 241/1990) e trasparenza amministrativa.
Accesso agli atti e tutela della privacy (Regolamento UE 2016/679 – GDPR).
Responsabilità della Pubblica Amministrazione e responsabilità dei dipendenti pubblici.
2. Diritto costituzionale
Principi fondamentali della Costituzione italiana.
Diritti e doveri dei cittadini.
Ordinamento dello Stato e delle Regioni.
Funzioni e ruoli del Parlamento, del Governo, della Presidenza della Repubblica e della Magistratura.
3. Normativa sugli enti locali
Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000): funzioni di comuni, province e città metropolitane.
Statuti comunali e regolamenti.
Organi di governo degli enti locali: sindaco, giunta, consiglio comunale.
4. Contabilità pubblica
Principi di contabilità armonizzata.
Bilancio di previsione e rendiconto di gestione.
Entrate e spese degli enti locali.
Patto di stabilità interno.
5. Trasparenza e anticorruzione
Normativa in materia di prevenzione della corruzione (L. 190/2012).
Piani triennali per la prevenzione della corruzione.
Obblighi di pubblicità e trasparenza (D.Lgs. 33/2013).
6. Informatica
Uso del pacchetto Office (Word, Excel, PowerPoint).
Posta elettronica e PEC.
Firma digitale e protocolli informatici.
Nozioni di sicurezza informatica.
7. Lingua inglese
Comprensione di testi brevi.
Traduzione di frasi semplici.
Vocabolario base relativo all’ambito amministrativo.
Consiglio pratico:
Non limitarti alla lettura passiva dei testi normativi. Integra lo studio con schemi, riassunti e test di verifica. Allenati con quiz a risposta multipla: sono il formato più frequente, soprattutto nelle preselezioni, e ti permettono di consolidare la memoria in modo attivo.
Negli ultimi anni, il Concorso per Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) si è affermato come una delle principali porte di accesso al mondo della scuola per chi possiede competenze gestionali, contabili e giuridiche. Si tratta di un’opportunità concreta per ottenere un impiego stabile e ben retribuito all’interno delle istituzioni scolastiche statali. Il ruolo del DSGA, infatti, è centrale per il funzionamento amministrativo degli istituti: non è solo un impiegato esperto, ma un vero e proprio dirigente della macchina organizzativa della scuola.
Il concorso DSGA è un concorso pubblico nazionale molto atteso, e di conseguenza anche molto competitivo. Migliaia di candidati si sfidano ogni ciclo per pochi posti disponibili, affrontando prove tecniche, teoriche e orali di elevata difficoltà. Per questo, una preparazione mirata e ben pianificata è l’unico vero alleato del successo.
Questo articolo nasce con l’intento di offrirti una guida chiara, completa e aggiornata su cosa studiare e come preparare l’esame DSGA, aiutandoti ad affrontare il percorso con metodo, serenità e fiducia nelle tue capacità. Ti accompagneremo passo dopo passo, analizzando:
Il profilo e le responsabilità del DSGA;
La struttura del concorso;
Le materie oggetto di studio;
Le tecniche e strategie per prepararsi in modo efficace;
Le risorse più utili per affrontare ogni fase.
Pronto a metterti in gioco? Iniziamo con il capire chi è il DSGA e perché il suo ruolo è così importante nella scuola di oggi.
Il profilo del DSGA: Competenze e responsabilità fondamentali
Il DSGA, ovvero il Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi, è una figura chiave all’interno dell’organizzazione scolastica. Il suo compito principale è quello di gestire e coordinare tutti gli aspetti amministrativi, contabili e organizzativi dell’istituto, lavorando a stretto contatto con il dirigente scolastico. In molte scuole italiane, soprattutto in quelle con numerosi plessi o in contesti complessi, il DSGA rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per il buon funzionamento dell’intera struttura.
Le competenze richieste al DSGA
Per poter ricoprire questo ruolo in maniera efficace, il DSGA deve possedere un mix solido di competenze tecniche e trasversali. Tra le più importanti troviamo:
Competenze giuridico-amministrative: conoscenza della normativa scolastica, del diritto amministrativo, dei procedimenti disciplinari, della gestione del personale ATA e delle norme contrattuali.
Capacità contabili e gestionali: il DSGA è responsabile della gestione finanziaria della scuola, della redazione del Programma Annuale e del Conto Consuntivo, oltre al coordinamento degli acquisti, delle gare e degli appalti.
Competenze organizzative: coordinare il lavoro degli assistenti amministrativi, stabilire le priorità operative, pianificare le attività in base alle scadenze ministeriali.
Abilità digitali e informatiche: gestione dei sistemi informatici scolastici, utilizzo delle piattaforme ministeriali (SIDI, NoiPA, PagoInRete, ecc.), sicurezza dei dati.
Capacità relazionali: interagire con il dirigente, il personale ATA, i fornitori, le famiglie e le istituzioni esterne con competenza, precisione e autorevolezza.
Il ruolo concreto nella vita scolastica
Il DSGA non è un mero esecutore di pratiche burocratiche. È, a tutti gli effetti, il responsabile della macchina amministrativa della scuola. Cura la gestione dei contratti, coordina le attività del personale amministrativo e si occupa dei rapporti con l’amministrazione centrale. Inoltre, è coinvolto nella definizione e nell’attuazione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF), collabora alla stesura del Regolamento d’Istituto e interviene in tutte le attività che richiedono controllo, coordinamento e rendicontazione.
Nel linguaggio scolastico, si dice spesso che il DSGA è il “braccio destro” del preside, e non a caso: la sua visione operativa e gestionale permette al dirigente scolastico di occuparsi più direttamente degli aspetti didattici e pedagogici.
Perché conoscere questo profilo è fondamentale per chi studia per il concorso
Comprendere a fondo il ruolo del DSGA è il primo passo per affrontare lo studio con consapevolezza. Infatti, tutte le materie oggetto del concorso (dal diritto amministrativo alla contabilità pubblica, dalla normativa scolastica alla gestione del personale) sono direttamente legate alle attività reali che il DSGA sarà chiamato a svolgere ogni giorno.
Sapere fin da subito “perché” si studia un determinato argomento è un grande aiuto per memorizzare meglio, collegare concetti e sentirsi motivati nel tempo.
Struttura del concorso DSGA: come si articola e cosa aspettarsi
Prepararsi al concorso DSGA richiede non solo conoscenze approfondite, ma anche una buona comprensione della struttura dell’esame. Conoscere in anticipo come si sviluppano le prove e cosa ci si deve aspettare ti permette di affrontare ogni fase con una strategia chiara e con meno ansia.
Il concorso si articola in tre fasi principali: preselettiva, prova scritta (composta da due parti) e prova orale. Vediamole nel dettaglio.
1. La prova preselettiva
Questa fase si attiva solo se il numero di domande supera una determinata soglia. È una prova a quiz, composta generalmente da 100 domande a risposta multipla da svolgere in 100 minuti. Gli argomenti toccano tutte le materie del programma, quindi è una sorta di “ripasso globale” a tempo.
Caratteristiche principali:
Domande a risposta chiusa (generalmente 4 opzioni).
Nessuna penalità per le risposte errate (ma verifica sempre il bando specifico).
Superano la prova solo i migliori classificati (es. 3 volte il numero dei posti disponibili).
Consiglio pratico: allenati con simulatori online, cronometra il tempo e punta all’accuratezza nella prima parte, velocità nella seconda.
2. La prova scritta
La prova scritta è molto selettiva e richiede non solo conoscenza teorica, ma anche la capacità di scrivere in modo chiaro, tecnico e organizzato.
Generalmente è composta da due parti:
Una o più domande a risposta aperta su temi attinenti al profilo (normativa scolastica, diritto amministrativo, contabilità pubblica).
Una prova teorico-pratica in cui si chiede, ad esempio, la redazione di un atto amministrativo, la simulazione di una procedura o la gestione di un caso pratico (es. una gara d’appalto, un organigramma ATA, un problema contabile).
Durata: varia a seconda del bando, ma in media tra le 3 e le 5 ore totali.
Consiglio pratico: esercitati nella scrittura a mano (se richiesta), studia modelli di atti amministrativi e ripassa il lessico tecnico. L’organizzazione del testo è tanto importante quanto il contenuto.
3. La prova orale
Chi supera la prova scritta viene ammesso alla prova orale, che ha lo scopo di valutare:
Le conoscenze teoriche (simili a quelle della prova scritta).
Le abilità comunicative e la capacità di esporre in modo chiaro e coerente.
Le competenze informatiche (es. uso di Excel, Word, PEC, firma digitale).
La conoscenza della lingua inglese (livello base, di solito un breve dialogo o lettura).
Consiglio pratico: non sottovalutare l’inglese e l’informatica. Anche se il peso specifico di queste due aree è minore, possono influire sul punteggio finale. Allenati a spiegare concetti tecnici in modo semplice, come se dovessi insegnarli.
Punteggi e graduatoria
Ogni prova ha un punteggio massimo prestabilito (es. 30/30). Per superare ciascuna fase bisogna raggiungere una soglia minima, spesso fissata a 21/30 o 70 su 100, a seconda del bando. I punteggi delle prove scritte e orali vengono sommati per stilare la graduatoria finale.
In alcuni casi, possono essere attribuiti punteggi aggiuntivi per titoli di studio o esperienze lavorative documentate.
Comprendere la struttura del concorso ti permette di pianificare il tuo studio in modo intelligente, dando il giusto peso a ogni fase. Ora che sai “come si gioca la partita”, è tempo di affrontare il cuore della preparazione: le materie da studiare.
Cosa studiare per il concorso DSGA: il programma completo
Studiare per il concorso DSGA è un’impresa impegnativa, ma perfettamente realizzabile con metodo e costanza. Il programma è ampio e multidisciplinare, poiché riflette la complessità delle responsabilità del ruolo. In questa sezione analizziamo le materie principali, spiegando perché sono rilevanti e come affrontarle al meglio.
1. Diritto amministrativo
È una delle materie fondamentali del concorso. Ti permette di comprendere i principi che regolano l’attività della Pubblica Amministrazione, i procedimenti amministrativi, i provvedimenti, la trasparenza e l’anticorruzione.
Argomenti chiave da studiare:
L. 241/1990 (procedimento amministrativo e diritto di accesso)
Il concetto di atto amministrativo
Principi di legalità, imparzialità e buon andamento
Responsabilità dei dipendenti pubblici
Codice dell’Amministrazione Digitale
Suggerimento pratico: Utilizza schemi e mappe concettuali per memorizzare i principi e i riferimenti normativi.
2. Diritto del lavoro e legislazione scolastica
Questa materia è cruciale per comprendere la gestione del personale ATA e le relazioni sindacali. È legata anche alla gestione dei contratti, permessi, ferie e aspetti disciplinari.
Argomenti da approfondire:
Normativa sul pubblico impiego (D.Lgs. 165/2001)
Contratti collettivi nazionali del comparto scuola
Diritti e doveri del personale scolastico
Procedure disciplinari e codice di comportamento
Sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008)
Suggerimento pratico: Studia i CCNL in vigore, soprattutto le sezioni riferite al personale ATA e alle competenze del DSGA.
3. Contabilità pubblica e gestione finanziaria delle istituzioni scolastiche
Uno degli ambiti più tecnici del programma, ma anche quello che ti differenzia come figura dirigente. Il DSGA gestisce il bilancio scolastico, i fondi PON, le gare d’appalto, i rapporti con il MEF e la rendicontazione economica.
Argomenti principali:
Programma Annuale e Conto Consuntivo
Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023)
Gare, affidamenti e MEPA
Principi di contabilità economica e finanziaria
Monitoraggio e controllo della spesa pubblica
Codice di comportamento e trasparenza (ANAC, anticorruzione)
Suggerimento pratico: Affianca la teoria con esercitazioni pratiche. Prova a redigere fac-simili di atti, determine, verbali di affidamento.
4. Diritto civile e diritto penale (limitatamente alle nozioni rilevanti per la P.A.)
Anche se in misura minore rispetto ad altre materie, è importante conoscere i principi base di diritto civile e penale, in particolare quelli che regolano i comportamenti leciti e illeciti nella Pubblica Amministrazione.
Da studiare:
Obbligazioni e contratti
Responsabilità civile e penale
Reati contro la P.A. (peculato, abuso d’ufficio, corruzione)
Trasparenza e anticorruzione
Suggerimento pratico: Concentrati sui casi applicabili alla scuola, come la firma dei contratti e la responsabilità nella gestione dei fondi.
5. Normativa scolastica
Questa è la “Bibbia” del DSGA. Serve a orientarsi tra leggi, decreti e regolamenti che disciplinano il funzionamento delle scuole statali.
Argomenti prioritari:
L. 107/2015 (Buona Scuola)
D.P.R. 275/1999 (autonomia scolastica)
Decreto Legislativo 297/1994 (Testo Unico della Scuola)
PTOF, RAV, PDM
Organizzazione degli organi collegiali
Piano Nazionale Scuola Digitale
Suggerimento pratico: Focalizzati sull’autonomia finanziaria e gestionale delle scuole. Impara a leggere un PTOF e a comprendere il ruolo amministrativo negli strumenti di programmazione.
6. Informatica
Il DSGA deve gestire numerose piattaforme digitali e strumenti informatici. La prova orale spesso comprende domande su software specifici.
Cosa sapere:
Uso di base di Word, Excel e posta elettronica certificata (PEC)
Firma digitale e protocollo informatico
Sistemi informativi della scuola (SIDI, PagoInRete, NOIPA)
Principi di sicurezza informatica
Suggerimento pratico: Fai pratica con le funzioni di Excel (es. formule, tabelle, filtri), poiché spesso vengono testate.
7. Lingua inglese
È previsto un accertamento del livello base (A2) nella prova orale. Generalmente si tratta di una lettura e traduzione di un brano breve o di una semplice conversazione.
Come prepararti:
Ripassa i tempi verbali principali
Arricchisci il tuo vocabolario di base
Allenati con brani su tematiche amministrative o scolastiche
Suggerimento pratico: Usa app gratuite come Duolingo o BBC Learning English per esercitarti ogni giorno per pochi minuti.
Come distribuire il tempo di studio
Una volta chiaro cosa devi studiare, il passo successivo è organizzare il tuo tempo. Ecco una possibile distribuzione per un piano di 3-4 mesi:
| Materia | Tempo consigliato |
|---|---|
| Diritto amministrativo | 20% |
| Contabilità pubblica | 20% |
| Legislazione scolastica | 20% |
| Diritto del lavoro | 15% |
| Informatica + Inglese | 10% |
| Civile e penale | 10% |
| Ripasso e simulazioni | 5% |
Naturalmente, questo schema va adattato alle tue lacune e punti di forza.
Studiare per il concorso DSGA è una maratona, non uno sprint. Ma con una strategia ben definita e uno sguardo lucido sul programma, puoi affrontare la sfida con competenza e fiducia.
Strategie per la preparazione: come organizzare lo studio in modo efficace
Una delle difficoltà principali di chi affronta il concorso DSGA non è solo cosa studiare, ma come farlo nel modo giusto. Con un programma vasto e multidisciplinare, la tentazione è spesso quella di leggere tutto velocemente o concentrarsi solo sulle materie preferite. Ma questa strategia rischia di lasciarti scoperto nei momenti cruciali dell’esame.
In questa sezione vedremo come strutturare un piano di studio intelligente, sostenibile e mirato al risultato.
1. Stabilisci un piano di studio realistico e personalizzato
Non esiste un unico modo giusto di prepararsi. Il segreto è costruire un piano su misura per te: in base al tempo disponibile, al tuo stile di apprendimento e al tuo livello di partenza.
Esempio pratico:
Hai 4 mesi di tempo e puoi studiare 2 ore al giorno → punta a studiare 2 materie alla settimana, alternando una teorica e una più pratica.
Hai meno tempo? Concentrati su 4 macro-aree (diritto amministrativo, contabilità, normativa scolastica, diritto del lavoro) e integra il resto nel ripasso finale.
Strumento utile: crea una tabella settimanale con slot orari e obiettivi micro (es. “Leggere 10 articoli della 241/1990”, “Fare 20 quiz”).
2. Applica tecniche di memorizzazione avanzate
Memorizzare grandi quantità di informazioni non significa imparare a memoria tutto il manuale. Esistono tecniche efficaci e poco faticose che aiutano il cervello a trattenere meglio i concetti.
Tra le migliori tecniche troviamo:
Mappe concettuali: ideali per le leggi e le strutture normative.
Flashcard (cartacee o digitali): perfette per quiz e domande/risposte rapide.
Tecnica del palazzo della memoria: utile per memorizzare sequenze (es. articoli, procedimenti, fasi).
Metodo Feynman: spiega un concetto a voce alta come se dovessi insegnarlo a un bambino → se non ci riesci, devi semplificare.
Consiglio pratico: usa app come Anki o Quizlet per creare flashcard digitali da consultare anche dal telefono.
3. Utilizza la tecnica del pomodoro (o simili) per migliorare la concentrazione
Il cervello umano mantiene la concentrazione ottimale solo per un tempo limitato. Per questo, una delle tecniche più consigliate è la tecnica del pomodoro:
25 minuti di studio profondo → 5 minuti di pausa.
Dopo 4 sessioni → pausa più lunga (15-30 minuti).
Se hai più resistenza, puoi usare sessioni da 45 o 50 minuti. L’importante è non studiare ore intere senza staccare, perché perdi efficacia.
4. Alterna studio teorico e pratica
Non serve leggere mille pagine se non riesci a trasformare la teoria in risposte concrete. La pratica è fondamentale per fissare i concetti e abituarti alla logica delle domande d’esame.
Come farlo:
Dopo ogni capitolo → fai un set di quiz o un riassunto scritto.
Ogni settimana → fai una simulazione cronometrata di prova preselettiva o scritta.
Quando rileggi → evidenzia solo i concetti che non ricordi o che hai sbagliato nei quiz.
Consiglio pratico: dedica almeno 1 giorno a settimana solo a esercitazioni, anche su carta.
5. Usa strumenti digitali e comunità online
La preparazione non deve essere un percorso solitario. Oggi esistono forum, gruppi Facebook, canali Telegram e piattaforme online dove confrontarsi, chiedere chiarimenti o scambiarsi materiali.
Risorse utili:
Piattaforme con simulatori di quiz (es. Mininterno, Concorsando, Formez).
Canali YouTube dedicati al concorso DSGA.
Gruppi social per condividere domande e aggiornamenti.
Attenzione: non perdere ore nei gruppi leggendo solo domande confuse. Usa questi spazi con criterio, solo per confronto o materiali integrativi.
6. Fissa traguardi intermedi
Uno degli errori più comuni è studiare “a vuoto”, senza tappe definite. Per mantenere la motivazione alta, fissa dei micro-obiettivi settimanali.
Esempio:
Obiettivo settimana 1: “Studiare tutta la L. 241/1990 e fare 100 quiz”.
Obiettivo settimana 2: “Leggere i primi 3 capitoli di contabilità pubblica e fare una simulazione”.
Ogni volta che raggiungi un traguardo → premia te stesso. È fondamentale gratificarsi.
7. Monitora i tuoi progressi
Una buona preparazione non è solo una questione di ore, ma di qualità e consapevolezza. Tieni un diario di studio o un foglio Excel dove registrare:
Ore studiate
Quiz svolti e percentuali di errore
Temi affrontati
Difficoltà riscontrate
Questo ti aiuterà a capire dove migliorare e ad avere una visione concreta dei tuoi progressi.
Con queste strategie avrai una mappa chiara per affrontare i mesi di preparazione senza disperdere energie. Ricorda: la differenza non la fa chi studia di più, ma chi studia meglio.
Come affrontare le prove scritte e orali: strategie pratiche per superarle con successo
Dopo mesi di studio, arriva il momento cruciale: le prove scritte e orali. Sono le fasi più selettive del concorso DSGA, quelle che davvero fanno la differenza nella graduatoria finale. Per molti candidati, non è la mancanza di conoscenze a determinare l’insuccesso, ma la difficoltà nel tradurre lo studio in una prestazione concreta e convincente.
In questa sezione ti guidiamo passo dopo passo su come affrontare entrambe le prove con metodo, sicurezza e lucidità.
La prova scritta: precisione, struttura e linguaggio tecnico
La prova scritta può comprendere:
una domanda teorica a risposta aperta, e/o
una prova teorico-pratica, in cui si simula una situazione operativa concreta (es. redazione di un atto amministrativo, risoluzione di un caso contabile o gestione di una procedura).
Come prepararti:
Allenati alla scrittura chiara e ordinata. Evita frasi troppo lunghe, usa elenchi puntati dove serve e suddividi il testo in paragrafi.
Conosci la struttura degli atti amministrativi. Sapere come si imposta una determina, un verbale, o una delibera ti farà guadagnare punti preziosi.
Usa il linguaggio giusto. Le parole contano: “determina”, “delibera”, “procedura semplificata”, “in ottemperanza a”, “ai sensi del D.Lgs.”… sono formule da usare correttamente.
Gestisci bene il tempo. Inizia dalla parte che conosci meglio. Lascia 10-15 minuti finali per rileggere e correggere.
Cosa valutano le commissioni:
Completezza e correttezza normativa.
Coerenza nella risposta.
Capacità di applicare le nozioni a casi pratici.
Chiarezza espositiva e uso del lessico tecnico.
Consiglio pratico: fai simulazioni su tracce di anni precedenti o inventane tu. Cronometra il tempo e poi fatti correggere da qualcuno o confronta con modelli ufficiali.
La prova orale: mostra chi sei, non solo cosa sai
L’orale è il momento in cui devi dimostrare preparazione, padronanza del ruolo e capacità comunicativa. Generalmente dura dai 20 ai 40 minuti e può includere:
Domande sulle materie del bando (giuridiche, contabili, scolastiche…).
Verifica delle competenze digitali.
Breve conversazione o lettura in inglese.
Come affrontarla con successo:
Studia come se dovessi spiegare. Impara a esporre i concetti in modo semplice, logico e sicuro. Evita giri di parole inutili.
Fai finta di essere già DSGA. Quando rispondi, immagina di dover gestire davvero quella situazione. Questo atteggiamento ti aiuterà a essere concreto.
Allena la tua voce. Parla ad alta voce durante lo studio. Riascoltati. Lavora sul tono e sulla chiarezza.
Simula con amici o colleghi. Chiedi a qualcuno di farti domande a sorpresa e prova a rispondere come se fossi in commissione.
Prova informatica: il minimo indispensabile… ma da non sottovalutare
Anche se spesso trascurata, la parte informatica fa parte della valutazione e può incidere sul punteggio finale.
Cosa preparare:
Conoscenze base su Word, Excel (formule semplici, tabelle, filtri).
Uso della PEC e firma digitale.
Familiarità con protocolli informatici e piattaforme scolastiche.
Consiglio pratico: apri davvero Excel e fai esercizi pratici. Le domande non saranno teoriche, ma orientate all’uso quotidiano.
Inglese: punta alla semplicità e alla comprensione
Non ti verrà chiesto di parlare fluentemente, ma devi dimostrare di comprendere e usare frasi base.
Come allenarti:
Ripassa vocaboli scolastici, amministrativi e di uso comune.
Allenati con testi brevi (es. email, comunicati, circolari).
Simula letture ad alta voce e cerca di parafrasare.
Come gestire lo stress nei giorni decisivi
Il modo in cui affronti emotivamente la prova può cambiare il risultato finale.
Strategie anti-ansia:
Preparati bene → la sicurezza nasce dalla conoscenza.
Dormi e mangia bene nei giorni precedenti.
Respira profondamente prima di entrare.
Non temere di chiedere chiarimenti alla commissione se una domanda non è chiara.
Ricorda: non devi sapere tutto, ma dimostrare di avere una solida base.
Affrontare le prove con metodo ti consente di trasformare la tensione in concentrazione, la conoscenza in azione. Preparati a “giocare la tua partita” con consapevolezza, equilibrio e fiducia.
Conclusione
Arrivare pronti al concorso DSGA non è frutto del caso, ma il risultato di un percorso fatto di costanza, metodo e determinazione. In questo articolo abbiamo visto che prepararsi bene è possibile: bastano gli strumenti giusti, un piano efficace e una motivazione chiara.
Ogni ora di studio, ogni quiz, ogni scheda ripetuta non è mai tempo perso: è un investimento nel tuo futuro. Il ruolo del DSGA non è un semplice “posto fisso”, ma un lavoro di responsabilità, visione e servizio. Ti troverai a essere il cuore amministrativo della scuola, il punto di equilibrio tra organizzazione, persone e risorse. Un ruolo in cui potrai crescere, imparare ogni giorno e contribuire concretamente al mondo dell’istruzione pubblica.
Ricorda:
Hai un obiettivo concreto. È superare il concorso e ottenere un posto da DSGA.
Hai un piano. Ora conosci cosa studiare, come organizzarti e quali risorse usare.
Hai la motivazione. E questa è la chiave che distingue chi si presenta “tanto per provare” da chi arriva davvero alla fine.
Nessun concorso è semplice. Ma nessuna vetta è irraggiungibile se ogni giorno fai anche un solo passo in avanti.












