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Quella terribile sensazione di vuoto durante gli esami… Quando tutto quello che hai studiato sembra svanire nel nulla.
Passi intere giornate sui libri sacrificando la tua vita sociale, eppure i risultati non arrivano.
E la cosa peggiore? Ripeti come un pappagallo e dopo pochi giorni devi ricominciare da capo.
Immagina invece di memorizzare al primo colpo, dimezzare i tempi di studio e dire addio all’ansia da esame.
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Come organizzare lo studio
La quantità di argomenti richiesta dal Concorso ASMEL Enti Locali può sembrare scoraggiante se affrontata senza un piano chiaro. La differenza tra chi riesce e chi si blocca spesso sta proprio nella struttura della preparazione. Studiare senza metodo significa rischiare di perdere tempo, dimenticare le informazioni e arrivare alle prove senza sicurezza.
Ecco un approccio pratico e sostenibile:
1. Crea un piano di studio realistico
Prima di iniziare, valuta quanto tempo hai a disposizione fino alla data delle prove e suddividi i giorni in blocchi tematici.
Esempio: se mancano 90 giorni, dedica 60 giorni allo studio intensivo e 30 al ripasso e alle simulazioni.
Alterna le materie per evitare la monotonia (es. mattina diritto amministrativo, pomeriggio contabilità).
2. Suddividi le materie in micro-obiettivi
Non limitarti a dire “oggi studio diritto costituzionale”. Definisci capitoli precisi.
Esempio: “Articoli 1-12 della Costituzione” o “Atti amministrativi: classificazione e requisiti”.
Questo approccio ti permette di monitorare i progressi in modo misurabile.
3. Integra teoria ed esercitazioni
Il rischio più grande è fermarsi alla lettura delle norme. Il concorso valuta capacità di applicazione, quindi è essenziale:
Fare quiz giornalieri su ogni argomento appena studiato.
Ripetere ad alta voce concetti complessi.
Redigere brevi schemi o mappe mentali.
4. Organizza sessioni di ripasso ciclico
Il cervello dimentica rapidamente se non richiama le informazioni a intervalli regolari.
Ripassa gli argomenti a distanza di 1 giorno, 1 settimana e 1 mese dalla prima lettura.
Usa tecniche di richiamo attivo (flashcards, domande e risposte).
5. Simula le condizioni del concorso
Negli ultimi 30 giorni, dedica almeno 2-3 ore ogni settimana a simulazioni cronometrate.
Ricrea le condizioni reali: niente interruzioni, tempo limitato, uso di soli strumenti permessi.
Dopo la simulazione, correggi e analizza gli errori per evitare di ripeterli.
Suggerimento extra:
Se possibile, unisciti a gruppi di studio online o in presenza. Confrontarsi con altri candidati ti aiuta a chiarire dubbi, mantenere la motivazione alta e scoprire risorse utili che da solo potresti non trovare.
Strategie e tecniche di memorizzazione
Studiare per il Concorso ASMEL Enti Locali non significa solo leggere e capire le norme: la vera sfida è ricordarle e saperle richiamare rapidamente durante le prove, specialmente nei quiz a tempo o nei colloqui orali. Per questo motivo, applicare strategie di memorizzazione efficaci può fare la differenza tra un buon candidato e uno eccellente.
1. Metodo del richiamo attivo (Active Recall)
Invece di rileggere più volte lo stesso testo, prova a testarti continuamente:
Dopo aver studiato un argomento, chiudi il libro e scrivi tutto ciò che ricordi.
Crea domande e prova a rispondere senza guardare gli appunti.
Più sforzi fai per recuperare le informazioni, più queste restano impresse.
2. Spaced Repetition (Ripetizione dilazionata)
Il cervello dimentica se non viene stimolato a intervalli regolari.
Usa un calendario di ripasso: 1 giorno dopo, 7 giorni dopo, 30 giorni dopo la prima lettura.
Puoi utilizzare strumenti come Anki o Quizlet per gestire flashcards digitali.
3. Mappe concettuali e schemi visivi
Il diritto e le norme possono essere complesse: schematizzare aiuta a visualizzare i legami tra i concetti.
Usa colori diversi per evidenziare articoli, principi e eccezioni.
Disegna diagrammi ad albero per procedure e gerarchie.
4. Metodo dei loci (Palazzo della memoria)
Tecnica antica ma molto efficace:
Associa concetti complessi a luoghi familiari (stanze di casa, strade conosciute).
Immagina di “camminare” in questi luoghi e di trovare “oggetti” che rappresentano le informazioni da ricordare.
5. Studio multisensoriale
Coinvolgere più sensi facilita la memorizzazione:
Leggi ad alta voce per stimolare l’udito.
Scrivi a mano gli appunti per attivare la memoria motoria.
Registra spiegazioni e riascoltale durante i momenti liberi.
6. Ripetizione spiegata a terzi
Il cosiddetto metodo Feynman:
Spiega l’argomento a un amico o a un familiare come se fosse un principiante.
Se non riesci a spiegare un concetto in modo semplice, significa che non lo hai ancora assimilato a fondo.
Consiglio pratico:
Alterna lo studio delle norme con esercizi pratici e quiz. Il passaggio continuo tra teoria e applicazione è il modo migliore per fissare i concetti e ridurre il rischio di “vuoti di memoria” durante l’esame.
Come affrontare le prove
Superare il Concorso ASMEL Enti Locali richiede non solo preparazione teorica, ma anche strategia operativa per affrontare ciascuna fase con metodo e lucidità. Ogni prova ha le sue peculiarità e, per ottenere il massimo, è importante adattare il proprio approccio in base al tipo di esame.
1. Prova preselettiva
La preselezione è spesso il primo ostacolo da superare.
Gestisci il tempo: i quiz a risposta multipla richiedono rapidità. Se una domanda ti blocca, passa oltre e torna dopo.
Allenati con simulazioni cronometrate: riproduci le stesse condizioni dell’esame per ridurre l’ansia e migliorare la velocità di risposta.
Concentrati sui punti forti: alcune materie pesano più di altre. Consolidare le aree dove sei già forte ti permette di guadagnare tempo per le domande più complesse.
2. Prova scritta
La prova scritta può includere sia domande teoriche che esercizi pratici.
Organizza la risposta: inizia con una breve introduzione, sviluppa il corpo centrale e concludi con una sintesi chiara.
Cita riferimenti normativi: menzionare l’articolo o la legge di riferimento dimostra padronanza della materia.
Mantieni la leggibilità: usa frasi brevi e paragrafi ben distinti; una buona presentazione può influenzare positivamente la valutazione.
3. Prova orale
Il colloquio valuta non solo la conoscenza, ma anche la capacità di comunicare in modo chiaro e sicuro.
Allenati a parlare ad alta voce: ripeti i concetti principali come se li stessi spiegando a un collega.
Simula domande a sorpresa: chiedi a un amico di farti domande casuali sulle materie del bando per abituarti a ragionare “a caldo”.
Cura postura e tono di voce: mantieni contatto visivo, evita di parlare troppo in fretta e usa un tono fermo ma naturale.
4. Gestione dell’ansia
Respira profondamente prima di iniziare ogni prova.
Usa tecniche di rilassamento rapido, come il respiro 4-4-4 (inspira per 4 secondi, trattieni per 4, espira per 4).
Ricorda che un po’ di tensione è normale e può persino migliorare la concentrazione.
Suggerimento finale:
Considera ogni fase come un “gradino” verso l’obiettivo. Anche se la competizione è alta, affrontare le prove con metodo e serenità aumenta le tue probabilità di successo in modo significativo.
Errori da evitare nella preparazione
Anche i candidati più motivati possono compromettere le proprie possibilità di successo commettendo errori strategici durante la preparazione. Conoscere in anticipo questi rischi ti permette di evitarli e di concentrarti solo su ciò che ti avvicina davvero all’obiettivo.
1. Mancanza di pianificazione
Studiare “quando si ha tempo” è una delle trappole più comuni.
Senza un programma chiaro, si tende a concentrarsi solo sulle materie preferite, trascurando quelle più complesse.
La soluzione è creare un calendario di studio strutturato, con obiettivi giornalieri e settimanali ben definiti.
2. Studio passivo
Limitarsi a leggere e sottolineare testi senza fare esercizi porta a una falsa sensazione di preparazione.
La conoscenza teorica va sempre accompagnata da quiz, simulazioni e casi pratici per fissare le informazioni e capire come applicarle.
3. Ignorare la normativa aggiornata
Molti candidati studiano su materiali vecchi e non verificano eventuali modifiche legislative.
Poiché il diritto è in continua evoluzione, è fondamentale controllare sempre le fonti ufficiali (Gazzetta Ufficiale, siti ministeriali) per evitare di memorizzare norme superate.
4. Trascurare le materie “minori”
Materie come informatica o lingua inglese, spesso percepite come secondarie, possono invece essere decisive per il punteggio finale.
Dedica tempo a ogni disciplina, anche a quelle che sembrano meno rilevanti.
5. Non simulare l’esame
Affrontare il concorso senza aver mai provato simulazioni a tempo reale è come correre una maratona senza allenamento specifico.
Le prove simulate aiutano a gestire lo stress, ottimizzare il tempo e ridurre gli errori dovuti alla fretta.
Nota importante:
Prepararsi bene non significa solo studiare tanto, ma studiare in modo intelligente. Eliminare queste cattive abitudini ti farà guadagnare tempo e aumenterà la tua sicurezza durante l’esame.
Conclusione
Prepararsi al Concorso ASMEL Enti Locali è un percorso che richiede impegno, costanza e capacità di organizzarsi. Non si tratta soltanto di memorizzare norme e procedure, ma di sviluppare un metodo di studio che ti permetta di arrivare alle prove con lucidità e fiducia. Ogni ora che dedichi alla preparazione è un investimento su te stesso e sul tuo futuro professionale.
Ricorda che non stai semplicemente cercando un lavoro: stai puntando a entrare in un contesto in cui il tuo contributo può fare la differenza per la comunità. Lavorare in un ente locale significa essere parte attiva nel miglioramento dei servizi pubblici, nella gestione trasparente delle risorse e nel supporto ai cittadini. È una responsabilità importante, ma anche un’opportunità unica per mettere le tue competenze al servizio del bene comune.
Il cammino potrà sembrarti lungo e, in certi momenti, potresti sentirti sopraffatto dalla mole di materie da studiare o dalla pressione della competizione. In quei momenti, ricorda perché hai iniziato: che si tratti di stabilità economica, crescita professionale o desiderio di contribuire alla tua comunità, il tuo obiettivo merita ogni sforzo.
Mantieni la disciplina, segui un piano, sfrutta al meglio le tecniche di memorizzazione e affronta ogni prova come un gradino verso il traguardo. Non lasciare che il dubbio o la paura ti fermino: la preparazione costante, anche nei giorni in cui sembra difficile, è ciò che farà la differenza.
Ogni grande risultato nasce da una serie di piccoli passi quotidiani. Il giorno dell’esame non sarà un momento isolato, ma il frutto del lavoro che avrai costruito con costanza e determinazione. E quando vedrai il tuo nome nella graduatoria degli idonei, saprai che ogni sacrificio è valso la pena.
Il Concorso ASMEL per gli Enti Locali
è diventato, negli ultimi anni, uno degli appuntamenti più attesi da chi desidera lavorare nella pubblica amministrazione, in particolare nei comuni e negli enti locali italiani. Partecipare a questa selezione significa aprirsi la strada verso un impiego stabile, ben retribuito e ricco di opportunità di crescita professionale. Non si tratta soltanto di un concorso, ma di una vera e propria porta di accesso a un mondo dove le competenze individuali possono fare la differenza nel miglioramento dei servizi alla cittadinanza.
ASMEL, acronimo di Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali, organizza una procedura concorsuale centralizzata che consente a decine di comuni e amministrazioni locali di attingere a un’unica graduatoria di idonei. Questo significa che superare le prove non offre solo la possibilità di lavorare in un singolo ente, ma apre le porte a più enti contemporaneamente, aumentando le possibilità di essere chiamati in tempi brevi.
Negli ultimi anni, l’interesse verso il concorso ASMEL è cresciuto in modo esponenziale grazie a diversi fattori: la semplificazione delle procedure, la possibilità di svolgere alcune prove online, l’ampio ventaglio di profili ricercati (amministrativi, tecnici, contabili, informatici, ecc.) e la stabilità contrattuale che ne deriva. Tuttavia, proprio per questo motivo, la competizione è molto alta: migliaia di candidati si iscrivono a ogni edizione e soltanto una preparazione mirata e costante può fare la differenza.
In questo articolo, andremo ad analizzare in dettaglio cosa bisogna studiare e come organizzare lo studio per affrontare al meglio ogni fase della selezione. Ti guiderò passo passo nella comprensione delle materie richieste, delle tecniche di memorizzazione più efficaci e delle strategie per arrivare al giorno delle prove con la massima sicurezza.
Cos’è l’ASMEL e a cosa serve
L’ASMEL – Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali – è un’organizzazione senza scopo di lucro nata con l’obiettivo di supportare i comuni e le amministrazioni locali italiane nella gestione e nell’innovazione dei loro processi. Fondata per favorire la collaborazione tra enti e rendere più efficiente la macchina amministrativa, ASMEL si pone come punto di riferimento per la digitalizzazione, la formazione e la semplificazione delle procedure burocratiche.
Uno degli aspetti più importanti della sua attività è proprio la gestione di concorsi pubblici in forma aggregata. Invece di organizzare singolarmente le proprie selezioni, molti comuni aderenti delegano ad ASMEL l’intero processo concorsuale. Questo approccio porta diversi vantaggi:
Riduzione dei costi per le singole amministrazioni, che non devono predisporre bandi separati.
Uniformità nelle procedure, garantendo trasparenza e imparzialità.
Maggiore visibilità delle opportunità di lavoro, poiché un unico concorso serve più enti.
Il concorso ASMEL crea una graduatoria unica dalla quale ogni ente aderente può attingere per assumere personale. Questo significa che un candidato idoneo non si limita a sperare in un solo posto disponibile, ma può essere contattato da diversi comuni per ruoli anche differenti, in base al proprio profilo professionale.
Oltre ai concorsi, ASMEL promuove attività di formazione continua per il personale degli enti locali, offre servizi di supporto tecnico-legale e sviluppa strumenti digitali per semplificare la gestione amministrativa. La sua missione è chiara: modernizzare la pubblica amministrazione locale rendendola più vicina, veloce ed efficiente per i cittadini.
Conoscere a fondo il ruolo di ASMEL è fondamentale per affrontare il concorso con maggiore consapevolezza: non si tratta solo di superare delle prove, ma di entrare in una rete organizzativa ampia, dove competenze e professionalità vengono valorizzate e messe al servizio di più realtà territoriali.
Come funziona il concorso ASMEL Enti Locali
Il Concorso ASMEL Enti Locali si distingue per la sua struttura snella ed efficace, pensata per permettere a più amministrazioni di reclutare personale qualificato tramite un’unica procedura. Il processo è suddiviso in più fasi, ognuna delle quali ha regole precise e criteri di valutazione trasparenti. Conoscerle bene ti aiuterà a prepararti in modo mirato e ad affrontare le prove con maggiore sicurezza.
1. Pubblicazione dell’avviso e iscrizione
Tutto inizia con la pubblicazione dell’avviso ufficiale, che riporta i requisiti di partecipazione, le modalità di iscrizione e le date indicative delle prove. L’iscrizione avviene esclusivamente online sul portale ASMEL o tramite la piattaforma indicata nel bando, compilando un modulo e allegando la documentazione richiesta (documento d’identità, eventuali titoli di studio e professionali, ricevuta del pagamento della tassa di concorso). È fondamentale rispettare le scadenze: una domanda inviata anche solo un minuto dopo il termine non viene accettata.
2. Requisiti di partecipazione
A seconda del profilo per cui si concorre (amministrativo, tecnico, contabile, informatico, ecc.), possono essere richiesti:
Diploma di scuola superiore o laurea specifica.
Cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’UE.
Godimento dei diritti civili e politici.
Assenza di condanne penali che impediscano l’accesso alla PA.
3. Fase di preselezione
Quando il numero di candidati supera un certo limite, viene organizzata una prova preselettiva a quiz. I quesiti sono a risposta multipla e vertono su materie come diritto amministrativo, diritto costituzionale, normativa sugli enti locali, logica, informatica e lingua inglese. Superano la preselezione solo i candidati che raggiungono la soglia minima prevista dal bando.
4. Prova scritta
La prova scritta può consistere in:
Quesiti a risposta multipla e/o aperta.
Esercizi pratici legati al profilo (es. redazione di atti, analisi di casi, calcoli contabili).
Il punteggio è determinante per l’accesso alla fase successiva.
5. Prova orale
Il colloquio orale verifica non solo le conoscenze tecniche, ma anche la capacità di ragionamento, la chiarezza espositiva e, in alcuni casi, la padronanza di una lingua straniera. Vengono inoltre valutate competenze trasversali come il problem solving e l’attitudine al lavoro di squadra.
6. Formazione della graduatoria unica
Al termine delle prove viene creata una graduatoria di idonei. Questa graduatoria resta valida per più anni e viene utilizzata da tutti gli enti locali aderenti per assumere personale. Essere inseriti significa poter ricevere chiamate anche mesi o anni dopo il concorso.
In sintesi, il concorso ASMEL è un’opportunità che richiede preparazione su più fronti: normativa, logica, competenze tecniche e abilità comunicative. Prepararsi conoscendo la struttura delle prove è il primo passo per affrontarle con metodo e serenità.
Cosa studiare per il concorso ASMEL
Uno degli errori più comuni tra i candidati è sottovalutare l’ampiezza e la varietà del programma. Il concorso ASMEL non si limita a verificare la conoscenza di singole normative, ma valuta la capacità di comprendere, interpretare e applicare le leggi e i regolamenti al contesto operativo degli enti locali. Per questo motivo, la preparazione deve essere strutturata e completa, toccando sia le materie giuridiche che quelle tecnico-pratiche.
Di seguito, le principali aree di studio richieste:
1. Diritto amministrativo
Fonti del diritto e gerarchia delle norme.
Atti amministrativi: tipologie, requisiti di validità, efficacia e vizi.
Procedimento amministrativo (L. 241/1990) e trasparenza amministrativa.
Accesso agli atti e tutela della privacy (Regolamento UE 2016/679 – GDPR).
Responsabilità della Pubblica Amministrazione e responsabilità dei dipendenti pubblici.
2. Diritto costituzionale
Principi fondamentali della Costituzione italiana.
Diritti e doveri dei cittadini.
Ordinamento dello Stato e delle Regioni.
Funzioni e ruoli del Parlamento, del Governo, della Presidenza della Repubblica e della Magistratura.
3. Normativa sugli enti locali
Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000): funzioni di comuni, province e città metropolitane.
Statuti comunali e regolamenti.
Organi di governo degli enti locali: sindaco, giunta, consiglio comunale.
4. Contabilità pubblica
Principi di contabilità armonizzata.
Bilancio di previsione e rendiconto di gestione.
Entrate e spese degli enti locali.
Patto di stabilità interno.
5. Trasparenza e anticorruzione
Normativa in materia di prevenzione della corruzione (L. 190/2012).
Piani triennali per la prevenzione della corruzione.
Obblighi di pubblicità e trasparenza (D.Lgs. 33/2013).
6. Informatica
Uso del pacchetto Office (Word, Excel, PowerPoint).
Posta elettronica e PEC.
Firma digitale e protocolli informatici.
Nozioni di sicurezza informatica.
7. Lingua inglese
Comprensione di testi brevi.
Traduzione di frasi semplici.
Vocabolario base relativo all’ambito amministrativo.
Consiglio pratico:
Non limitarti alla lettura passiva dei testi normativi. Integra lo studio con schemi, riassunti e test di verifica. Allenati con quiz a risposta multipla: sono il formato più frequente, soprattutto nelle preselezioni, e ti permettono di consolidare la memoria in modo attivo.
Prepararsi a un concorso pubblico è un viaggio che richiede impegno, costanza e un pizzico di fede nelle proprie capacità. Quando si parla del concorso INPS, si parla di uno dei più ambiti d’Italia: un’opportunità concreta per ottenere un posto stabile nella Pubblica Amministrazione, con prospettive di carriera, sicurezza economica e crescita personale. Tuttavia, non basta sperare nella fortuna: serve un piano preciso, consapevole, costruito su metodo e determinazione.
L’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) pubblica periodicamente bandi per l’assunzione di funzionari e profili tecnici destinati a rafforzare il proprio organico. Questi concorsi attraggono migliaia di candidati da tutta Italia, alcuni alla prima esperienza, altri già “concorsisti” esperti. Ma cosa distingue chi supera le selezioni da chi, pur studiando, si ferma prima della meta? La risposta è nel metodo. Studiare “tanto” non è sinonimo di studiare “bene”.
Questo articolo nasce per guidarti passo dopo passo nella preparazione al concorso INPS, qualunque sia il tuo punto di partenza. Non si tratta solo di spiegare le materie o i quiz da affrontare, ma di offrirti una strategia completa, che abbracci organizzazione, motivazione, strumenti pratici e gestione del tempo.
Che tu abbia poco tempo a disposizione o sia in piena modalità studio full time, troverai qui suggerimenti utili, errori da evitare e risorse concrete. La meta non è solo vincere un concorso, ma costruire una carriera pubblica consapevole e stabile, fondata sul merito.
Ora è il momento di prendere carta, penna (o tablet!) e iniziare a costruire il tuo piano. Ma prima… capiamo insieme cosa dice il bando e che tipo di profilo cerca davvero l’INPS.
Capire il bando e il profilo richiesto: la base per ogni buona preparazione
Il primo passo concreto per affrontare un concorso INPS è leggere con attenzione il bando ufficiale. Sembra scontato, ma moltissimi candidati si limitano a cercare informazioni su forum o social, tralasciando il documento più importante. Il bando è la tua mappa, il tuo regolamento di gioco, ed è lì che troverai tutto ciò che ti serve sapere per costruire una preparazione mirata.
Dove trovarlo
Il bando viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – Concorsi ed Esami e sul sito istituzionale dell’INPS nella sezione “Concorsi e selezioni”. Scaricalo, stampalo se possibile, e leggilo più volte. È il tuo punto di partenza.
Quali profili vengono ricercati?
Negli ultimi anni l’INPS ha bandito concorsi per diversi ruoli, tra cui:
Analista di processo
Consulente protezione sociale
Esperti in informatica o statistica
Funzionari amministrativi
Ciascun profilo ha requisiti specifici. Ad esempio, per i ruoli da funzionario può essere richiesto un titolo di laurea in giurisprudenza, economia, scienze politiche o affini. Alcuni bandi prevedono anche conoscenze tecniche (informatica, data analysis, ecc.).
Le prove previste
Generalmente, il concorso INPS si struttura in tre fasi principali:
Prova preselettiva (se il numero di candidati è elevato): consiste spesso in quiz a risposta multipla su logica, cultura generale, diritto, informatica e lingua inglese.
Prova scritta: può essere a quiz o con domande aperte, e verte sulle materie specifiche del profilo.
Prova orale: colloquio su materie d’esame, verifica della conoscenza dell’inglese e, a volte, di informatica.
Alcuni bandi prevedono anche la valutazione dei titoli (esami universitari, esperienze lavorative, certificazioni), che può aggiungere punteggio finale.
Conoscere in anticipo tutte queste informazioni ti permette di studiare in modo strategico, evitando di perdere tempo su argomenti non rilevanti. Una preparazione di successo parte sempre da una lettura analitica del bando: solo così saprai cosa ti aspetta… e potrai prepararti davvero per vincere.
Materie da studiare: panoramica completa per superare il concorso INPS
Una volta compreso cosa prevede il bando e quali sono le prove d’esame, è fondamentale affrontare con lucidità le materie richieste. Prepararsi al concorso INPS significa padroneggiare un insieme di discipline che, se affrontate nel modo giusto, possono davvero farti emergere rispetto agli altri candidati.
Ecco una panoramica delle materie più frequenti, accompagnata da una breve descrizione e consigli pratici su come studiarle.
Diritto amministrativo
È una delle colonne portanti del concorso. Copre argomenti come gli atti amministrativi, l’organizzazione della Pubblica Amministrazione, la responsabilità dei funzionari pubblici, il procedimento amministrativo (Legge 241/1990) e la trasparenza.
Consiglio: parti dai manuali semplificati, poi approfondisci con le fonti normative. Usa schemi e mappe per visualizzare concetti come “gerarchia delle fonti” e “potere amministrativo”.
Diritto del lavoro e legislazione sociale
Fondamentale per chi aspira a lavorare in un ente previdenziale. Include lo statuto dei lavoratori, i contratti collettivi, le tutele contro il licenziamento, ma anche normative legate a pensioni, invalidità, maternità e altri servizi INPS.
Consiglio: prediligi testi aggiornati e leggi i principali CCNL (Contratti Collettivi Nazionali). Fai quiz per fissare le nozioni.
Contabilità pubblica
Tratta la gestione del bilancio dello Stato, i principi contabili, la finanza pubblica, la legge di bilancio e il controllo della Corte dei Conti.
Consiglio: inizia dai concetti base (entrata/uscita, bilancio di previsione) e costruisci le conoscenze con gradualità. È una materia spesso trascurata, ma che può dare un vantaggio competitivo.
Informatica
Richiesta nelle prove preselettive e talvolta anche all’orale. Copre i fondamenti del pacchetto Office, sicurezza informatica, posta elettronica, database, internet e PEC.
Consiglio: esercitati con quiz e video tutorial pratici. Anche se hai una buona dimestichezza, verifica di conoscere la terminologia tecnica.
Lingua inglese
Generalmente testata con quiz a risposta multipla (livello A2-B1). Può includere vocabolario di base, grammatica, comprensione di brevi testi o frasi.
Consiglio: usa app come Duolingo o piattaforme di test come Exam English. Ripassa i tempi verbali, i falsi amici e i vocaboli legati al mondo del lavoro e dell’amministrazione.
Logica e cultura generale
Comuni nella prova preselettiva. I quiz possono includere comprensione del testo, ragionamento numerico, serie logiche, deduzioni.
Consiglio: allenati ogni giorno con simulatori. Più che studiare, qui conta fare tanta pratica per velocizzare il ragionamento.
Nota finale: Ogni materia ha un suo peso, ma il tuo tempo è limitato. È essenziale prioritizzare in base alla struttura del concorso e alle tue lacune personali. Non cercare di sapere tutto: punta a conoscere bene ciò che conta di più.
Come organizzare un piano di studio efficace: la strategia che fa la differenza
Studiare senza un piano è come partire per un viaggio senza una mappa: potresti arrivare alla meta, ma con molta più fatica, confusione e rischio di perdersi. Quando si tratta del concorso INPS, un piano di studio ben strutturato è ciò che separa un candidato organizzato da uno che si affida al caso.
Da dove partire?
Il punto di partenza è capire quanto tempo hai a disposizione. Hai sei mesi davanti o solo tre? Puoi dedicare due ore al giorno o sei? In base alla tua disponibilità, costruirai un piano realistico e sostenibile.
Divisione per materie e obiettivi
Suddividi i giorni della settimana in base alle materie da studiare. L’ideale è alternare materie teoriche (come diritto o contabilità pubblica) con quelle più pratiche (logica, quiz di inglese, informatica). Ad esempio:
Lunedì: Diritto del lavoro + Quiz di logica
Martedì: Contabilità pubblica + Ripasso diritto amministrativo
Mercoledì: Inglese + Informatica
Giovedì: Diritto amministrativo + Quiz
Venerdì: Ripasso settimanale + simulazione
Lascia sempre almeno una mezza giornata libera per ricaricare le energie. Il riposo è parte integrante dello studio.
Studio attivo, non passivo
Evita di passare ore a leggere senza fare esercizi. Ogni sessione dovrebbe contenere studio attivo: riassunti, schemi, mappe mentali, quiz a fine modulo. Dopo ogni argomento, chiediti: “Se domani lo dovessi spiegare, saprei farlo?”
Strumenti utili
App per il time-blocking (come Notion, Google Calendar, Trello) per pianificare le giornate.
Tecnica del pomodoro: 25 minuti di studio + 5 minuti di pausa, ripetuto 4 volte, poi una pausa più lunga.
Planner cartaceo o digitale per segnare obiettivi settimanali.
Obiettivi SMART
Assicurati che ogni settimana abbia obiettivi specifici, misurabili, raggiungibili, realistici e temporizzati. Es.: “Entro venerdì devo completare il primo capitolo di diritto del lavoro e fare 100 quiz”.
Un piano di studio efficace non è rigido, ma adattabile. La costanza vince sulla perfezione. Se un giorno salti lo studio, non sentirti in colpa: ricalibra e riprendi. L’importante è non perdere la direzione.
Tecniche di memorizzazione e ripasso: come far restare le informazioni nella testa (e al momento giusto)
Uno degli errori più comuni nello studio per concorsi pubblici come quello dell’INPS è pensare che basti leggere più volte un testo per memorizzarlo. In realtà, il nostro cervello funziona meglio quando l’informazione è riattivata, rielaborata e associata a stimoli diversi. Ecco perché conoscere le giuste tecniche di memorizzazione e ripasso può fare davvero la differenza tra un candidato preparato e uno impreparato.
Ripetizione dilazionata: il metodo che batte il tempo
La spaced repetition è una delle tecniche più efficaci: consiste nel ripassare un’informazione più volte, a distanza crescente nel tempo. Non si tratta di ripetere ogni giorno tutto da capo, ma di programmare i ripassi in modo strategico: ad esempio, 1 giorno dopo, poi 3 giorni, poi 7, poi 14, ecc.
Strumenti consigliati:
App come Anki o Quizlet permettono di creare flashcard e organizzare i ripassi secondo la ripetizione dilazionata.
Metodo delle flashcard: veloce, pratico, efficace
Le flashcard (cartoncini o digitali) sono perfette per fissare concetti chiave, articoli di legge, date, definizioni. Da un lato scrivi la domanda, dall’altro la risposta. Sono ideali per brevi sessioni di 10-15 minuti anche nei ritagli di tempo.
Suggerimento: crea flashcard con formule brevi e semplici. Niente frasi lunghe, ma parole chiave.
Mappe mentali e schemi
Se sei una persona visiva, costruire mappe concettuali ti aiuterà a vedere l’intero quadro e le relazioni tra concetti. Utili soprattutto per materie come diritto, dove bisogna capire l’organizzazione logica delle norme.
Strumenti utili: XMind, MindMeister, Canva.
Studia spiegando ad alta voce
Una tecnica potentissima è la “tecnica del Feynman”: studia un argomento, poi spiegalo come se parlassi a un bambino. Se riesci a spiegarlo in modo semplice, significa che lo hai capito davvero. In caso contrario, torna a studiarlo meglio.
Ripasso attivo settimanale
Non lasciare i ripassi al caso. Ogni settimana dedica almeno mezza giornata al ripasso attivo, concentrandoti sui punti che hai studiato nei giorni precedenti. Fai quiz, rispondi a domande, riscrivi riassunti. Non limitarti a “rileggere”.
Memorizzare non è questione di fortuna, ma di metodo. Le informazioni devono essere “risvegliate” più volte e in modi diversi per diventare realmente tue. Se impari come ricordare, hai già fatto metà del lavoro.
Simulazioni, quiz e prove pratiche: allenarsi come se fosse il giorno dell’esame
Imparare la teoria è fondamentale, ma senza esercitarsi con prove pratiche si rischia di arrivare al giorno del concorso impreparati alla vera sfida: il tempo limitato, la pressione emotiva, la varietà di domande. Le simulazioni e i quiz sono il terreno di allenamento più realistico per affrontare le prove INPS con sicurezza.
Perché fare simulazioni?
Testi la tua preparazione reale
Fare quiz ti aiuta a capire se davvero hai memorizzato le informazioni o solo “letto” passivamente.Alleni la gestione del tempo
Le prove ufficiali hanno un limite temporale. Solo facendo simulazioni con cronometro potrai imparare a dosare i minuti e decidere quali domande affrontare prima.Riconosci i tuoi punti deboli
Se sbagli spesso sulla stessa materia o su certi tipi di domanda, capirai dove intervenire nel tuo piano di studio.
Dove trovare quiz e simulazioni?
Manuali per concorsi INPS: molti libri contengono batterie di quiz aggiornati.
Siti web specializzati: come Mininterno, Concorsando.it, LaLeggePerTutti.
App mobili: “Quiz Concorsi Pubblici”, “INPS Quiz”, “Simulazioni Concorsi”.
Questi strumenti ti permettono di fare test completi, con correzione automatica e spiegazione degli errori.
Quando iniziare con le simulazioni?
Non aspettare di “aver finito il programma”. Inizia già dopo 2-3 settimane di studio, anche con solo 20-30 domande al giorno. Aumenta progressivamente la difficoltà e la durata delle prove simulate. L’ideale è fare almeno 1 simulazione completa ogni settimana nel mese precedente al concorso.
Come correggere i quiz?
Ogni errore è un’opportunità. Quando sbagli una risposta:
Cerca la motivazione dell’errore (confusione, distrazione, concetto non appreso).
Segna le domande sbagliate in un quaderno o file digitale.
Rivedi l’argomento e rifletti su come evitare lo stesso errore in futuro.
Gestire ansia, stress e motivazione: il lato emotivo della preparazione
Studiare per un concorso pubblico non è solo una sfida intellettuale: è anche una prova emotiva. La paura di fallire, la pressione del tempo, la stanchezza mentale, il confronto con altri candidati possono logorare anche lo studente più determinato. Ecco perché imparare a gestire ansia, stress e cali di motivazione è essenziale per arrivare preparati — e soprattutto lucidi — al giorno dell’esame.
Ansia da prestazione: come affrontarla
Un certo livello di ansia è normale, e persino utile: stimola l’attenzione e l’adrenalina. Ma quando diventa eccessiva, può bloccare. I sintomi più comuni? Palpitazioni, pensieri ripetitivi, difficoltà di concentrazione.
Strategie utili:
Respirazione consapevole: 4 secondi inspiro – 7 trattengo – 8 espiro. Calma il sistema nervoso.
Visualizzazione positiva: immagina te stesso superare il test, sorridere all’uscita, ricevere la lettera di assunzione.
Scrittura terapeutica: scrivere le proprie paure aiuta a ridimensionarle.
Gestione dello stress quotidiano
Lo stress cronico mina la memoria, il sonno e la produttività. Per gestirlo:
Mantieni una routine regolare: orari fissi per studio, pasti e sonno.
Fai pause attive: 10 minuti di passeggiata, stretching, respirazione ogni 90 minuti di studio.
Dormi almeno 7 ore a notte: il sonno fissa le informazioni apprese.
Ricorda: non sei un robot. Concediti momenti di decompressione. Una mente stanca non memorizza, né ragiona.
Motivazione: come mantenerla accesa
Nei momenti di difficoltà, chiediti: “Perché ho iniziato?”. Il concorso INPS non è solo un esame, ma un trampolino verso la stabilità, l’indipendenza e il futuro che desideri. Ricollegarti al tuo obiettivo profondo ti aiuterà a resistere.
Consigli pratici:
Segna ogni giorno piccoli progressi.
Premiati: dopo una settimana di studio intenso, regalati qualcosa che ti piace.
Segui pagine, gruppi o podcast che parlano di concorsi: sentirsi parte di una comunità aiuta.
Prepararsi a un concorso non significa solo imparare nozioni, ma anche imparare a gestire sé stessi. Non trascurare il tuo benessere emotivo: è la chiave per arrivare sereno, lucido e motivato al giorno della prova.
Errori comuni da evitare nella preparazione: cosa NON fare se vuoi superare il concorso INPS
Nel percorso di studio per il concorso INPS, commettere errori è normale. Tuttavia, alcuni sono talmente diffusi e dannosi che evitarli può farti risparmiare tempo, energie e frustrazione. Sapere cosa NON fare è tanto importante quanto sapere cosa fare. Ecco gli sbagli più frequenti e come evitarli.
1. Non leggere bene (o per nulla) il bando
Il bando è la bussola della tua preparazione. Leggerlo superficialmente o affidarsi solo a riassunti trovati online può farti perdere informazioni cruciali su scadenze, materie, criteri di valutazione o modalità delle prove. Leggilo più volte, sottolinea i punti chiave, crea un riassunto personalizzato.
2. Studiare tutto… ma senza strategia
Uno degli errori peggiori è voler affrontare tutte le materie insieme, senza priorità. Questo porta a sovraccarico e confusione. Invece, valuta:
quali materie hanno più peso nella prova,
quali ti sono più difficili,
quali richiedono più esercitazione pratica (es. logica, quiz).
Studia con ordine e priorità.
3. Trascurare la prova preselettiva
Molti candidati pensano: “Tanto è solo una scrematura”. Grave errore. La preselettiva è spesso la barriera più dura: migliaia di candidati vengono eliminati qui. Allenati a fondo su quiz di logica, cultura generale, informatica e inglese, anche se non ti sembrano “materie principali”.
4. Fare solo lettura passiva
Leggere manuali senza esercitarsi, senza riassumere o senza farsi domande è uno studio inefficace. Dopo 10 pagine, ti sembrerà di aver capito tutto… finché non proverai un quiz e non ricorderai nulla. Usa il metodo attivo: flashcard, mappe, spiegazioni ad alta voce, quiz.
5. Posticipare troppo le simulazioni
C’è chi aspetta “di aver studiato tutto” prima di fare quiz. Sbagliato. Le simulazioni vanno fatte anche quando non ti senti pronto: ti aiutano a misurare il progresso reale e a capire dove migliorare.
Evitare questi errori ti metterà in vantaggio rispetto a tantissimi candidati. Studiare bene significa essere consapevoli, non solo motivati. Impara dai passi falsi degli altri per rendere il tuo percorso più efficace e mirato.
Consigli finali e incoraggiamento personale: il concorso INPS si può vincere, e puoi farlo anche tu
Se sei arrivato fin qui nella lettura, significa che dentro di te c’è già la determinazione giusta per affrontare questa sfida. E questa, credimi, è una delle qualità più importanti per superare un concorso pubblico. Ma serve anche metodo, consapevolezza e una buona dose di pazienza.
Il concorso INPS non è solo un esame: è una tappa di trasformazione. Ti costringe a migliorare te stesso, a organizzarti, a restare concentrato anche quando la motivazione cala. Ti insegna a credere nel merito, nella disciplina e nella costanza.
Ricorda questi 5 punti fondamentali:
Studia in modo strategico, non meccanico: capire cosa e come studiare ti porterà molto più lontano che passare ore sui libri senza un piano.
Allena la mente e il corpo: dormi bene, mangia in modo equilibrato, fai un po’ di movimento. La tua energia mentale dipende anche dalla salute fisica.
Circondati di positività: evita chi ti scoraggia o minimizza i tuoi sforzi. Segui persone che ti ispirano, frequenta gruppi di studio, ascolta chi ci è già passato.
Sii flessibile, ma costante: non esiste un piano perfetto. Esiste però l’abitudine di rialzarsi ogni volta che qualcosa non va come previsto. La perseveranza batte il talento, sempre.
Visualizza il tuo obiettivo ogni giorno: pensa a cosa cambierà nella tua vita se supererai il concorso. Un lavoro stabile, autonomia economica, possibilità di carriera. Tutto questo è reale, e può essere tuo.
Anche se ora ti sembra difficile, tutti i vincitori di concorsi hanno avuto dubbi e momenti di crisi. Nessuno nasce preparato. La differenza sta in chi ha continuato a crederci, a studiare, a riprovare. E questo può essere il tuo caso.
Non stai solo preparando un esame. Stai costruendo il tuo futuro. Giorno dopo giorno, pagina dopo pagina, quiz dopo quiz.
Non mollare. Tu puoi farcela.












