Come studiare per il concorso dirigenti SNA

Come studiare per il Concorso Dirigenti SNA

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Ti senti frustrato perché dopo ore di studio non ricordi nulla?

Quella terribile sensazione di vuoto durante gli esami… Quando tutto quello che hai studiato sembra svanire nel nulla.

Passi intere giornate sui libri sacrificando la tua vita sociale, eppure i risultati non arrivano.

E la cosa peggiore? Ripeti come un pappagallo e dopo pochi giorni devi ricominciare da capo.

Immagina invece di memorizzare al primo colpo, dimezzare i tempi di studio e dire addio all’ansia da esame.

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Affrontare il concorso per diventare dirigente pubblico attraverso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA) è una scelta coraggiosa. Non si tratta solo di superare un test, ma di intraprendere un percorso che può cambiare radicalmente la tua vita professionale e personale. Ma da dove si comincia davvero?

Forse sei uno di quei candidati che ha già scaricato i bandi, ha iniziato a leggere qualcosa sulle materie previste, ma si è presto trovato sopraffatto da una mole di informazioni ingestibili. Oppure stai ancora valutando se provarci sul serio, ma ti frena il dubbio più comune: “ce la farò davvero?” La risposta è sì, ma solo se affronti questo percorso con un metodo efficace e personalizzato.

Il concorso dirigenti SNA è uno dei più complessi della pubblica amministrazione italiana. Richiede un’ottima preparazione giuridico-economica, una grande capacità di ragionamento e una gestione strategica del tempo. Ma soprattutto, richiede una mentalità da maratoneta e non da sprinter: costanza, pianificazione e metodo sono le chiavi che fanno davvero la differenza.

Ecco perché abbiamo creato un webinar gratuito pensato proprio per chi, come te, vuole fare sul serio. Non si tratta di un incontro motivazionale generico, ma di una lezione concreta e mirata su come impostare un piano di studio vincente, passo dopo passo, con esempi pratici e strategie collaudate da chi ha già superato il concorso con successo.

Nel resto dell’articolo ti guideremo nel dettaglio tra:

  • le caratteristiche del concorso,

  • le difficoltà più comuni che bloccano i candidati,

  • le strategie per affrontare le prove,

  • e soprattutto il metodo di studio che può aiutarti ad arrivare davvero preparato.

Hai scelto di provarci? Ottimo. Ora scegli anche il modo giusto per farlo.

Cos’è il concorso SNA e perché vale la pena affrontarlo

Quando si parla di carriera nella pubblica amministrazione, il concorso per dirigenti SNA rappresenta senza dubbio uno degli obiettivi più ambiti. Superarlo significa entrare a far parte dell’élite dirigenziale dello Stato italiano, con un ruolo di leadership strategica nelle istituzioni pubbliche e la possibilità concreta di contribuire a migliorare il funzionamento dell’apparato amministrativo nazionale.

Ma che cos’è, esattamente, questo concorso?

Il concorso per dirigenti bandito dalla Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA) è finalizzato a selezionare i futuri dirigenti della Repubblica. Si tratta di un percorso rigoroso e articolato, che prevede prove scritte e orali su un’ampia gamma di materie, oltre a una valutazione delle capacità trasversali richieste a chi ricopre ruoli dirigenziali.

Una carriera di alto profilo

Diventare dirigente SNA significa accedere a un ruolo che unisce prestigio, responsabilità e impatto sociale. Non parliamo solo di una retribuzione tra le più alte nel settore pubblico, ma anche di:

  • autonomia decisionale,

  • possibilità di incidere direttamente sulle politiche pubbliche,

  • partecipazione a processi di innovazione organizzativa e digitale,

  • prospettive di crescita costanti e opportunità di formazione continua.

Chi supera il concorso entra in un corso-concorso di formazione dirigenziale organizzato dalla SNA, al termine del quale, previo superamento degli esami finali, viene assunto in qualità di dirigente a tempo indeterminato.

Le fasi del concorso

Il concorso SNA è strutturato in più fasi, che includono generalmente:

  • una prova preselettiva a risposta multipla su logica, cultura generale e lingua inglese;

  • due prove scritte, una teorica e una pratica su diritto, economia, management pubblico;

  • un colloquio orale su materie specifiche, capacità relazionali, e verifica del profilo motivazionale.

In alcuni bandi, è prevista anche una valutazione dei titoli o delle competenze informatiche e linguistiche.

Il livello richiesto è alto, ma non impossibile. Ogni anno, centinaia di candidati ottengono ottimi risultati grazie a una preparazione mirata e ben strutturata, che li distingue da chi si affida solo alla lettura disorganizzata dei manuali.

Perché vale la pena tentare

Se sogni un lavoro stabile, ben retribuito, e con un forte significato pubblico, questo è il concorso giusto per te. Richiede sacrificio e impegno, ma può davvero cambiare il tuo futuro. A patto che tu sappia da subito come prepararti in modo intelligente, senza sprecare tempo ed energie in uno studio caotico e dispersivo.

Le principali difficoltà di chi affronta il concorso SNA

Studiare per il concorso dirigenti SNA può sembrare, almeno all’inizio, un’impresa titanica. Non tanto per la complessità intrinseca delle materie – che pure esiste – quanto per l’insieme di ostacoli pratici, psicologici e strategici che i candidati si trovano ad affrontare. Riconoscere questi ostacoli è il primo passo per superarli con intelligenza.

1. La vastità del programma

Il bando SNA è noto per la quantità di materie che richiede di padroneggiare: diritto amministrativo, diritto costituzionale, economia politica, contabilità di Stato, organizzazione pubblica, management, politiche europee, lingua inglese, informatica… Un’enorme mole di contenuti che, se affrontata senza un piano, può rapidamente generare ansia da sovraccarico.

Molti candidati, pur con ottime intenzioni, iniziano leggendo tutto e memorizzando poco, o peggio ancora, saltando da un argomento all’altro senza un criterio. Il risultato? Dopo settimane di studio, la sensazione di non ricordare nulla diventa frustrante.

2. Mancanza di metodo e organizzazione

Una delle trappole più comuni è studiare “alla vecchia maniera”, ovvero passivamente: sottolineare, ripetere, schematizzare… ma senza una strategia di lungo periodo. Il problema non è solo cosa studiare, ma come farlo in modo efficace e sostenibile.

Chi lavora o ha famiglia spesso fatica a mantenere una routine costante e tende a rimandare o a studiare quando può, senza un vero piano. Questo approccio porta a un calo della motivazione e a un accumulo di stress.

3. Gestione del tempo e procrastinazione

Il tempo è una risorsa scarsa per la maggior parte dei candidati. Spesso si tenta di concentrare lo studio nel fine settimana o nelle ore serali, ma senza disciplina si finisce col procrastinare continuamente. È qui che un metodo preciso e una pianificazione guidata possono fare la differenza.

Imparare a suddividere il programma in micro-obiettivi giornalieri, ad esempio, riduce l’ansia e crea un meccanismo virtuoso di progressi misurabili, che rinforza la fiducia.

4. La demotivazione lungo il percorso

Un concorso come questo può durare mesi. Senza risultati immediati, è facile cadere nel dubbio: “Forse non fa per me”, “Non sono abbastanza bravo”, “Gli altri sono più avanti”. La mancanza di feedback, l’assenza di confronto, il silenzio attorno al proprio sforzo: tutto ciò mina lentamente la fiducia.

In realtà, la motivazione è una conseguenza del metodo, non un punto di partenza. Quando hai chiari gli obiettivi, quando vedi i progressi, restare motivato diventa molto più naturale.

5. Preparazione disorganica alle prove pratiche

Un altro errore comune è concentrarsi solo sulla teoria e trascurare la preparazione alle prove pratiche, come i quiz preselettivi o la redazione del caso scritto. Anche i migliori teorici possono cadere se non si allenano con simulazioni realistiche, se non gestiscono il tempo o non si confrontano con veri esempi di tracce.

E tu? Ti sei mai trovato in una di queste situazioni?

Se anche solo una di queste difficoltà ti suona familiare, sappi che non sei solo. E soprattutto: esiste una via d’uscita concreta ed efficace.

Nel webinar gratuito di Io Passo il Test, ti spiegheremo come superare questi ostacoli uno per uno, con strategie pratiche, esempi reali e un metodo che ha già aiutato centinaia di candidati a distinguersi.

Il metodo di studio che funziona davvero

Molti candidati si avvicinano al concorso dirigenti SNA con l’idea che basti leggere tanto, sottolineare tutto e ripetere ancora e ancora. Ma la realtà è un’altra: non vince chi studia di più, ma chi studia meglio. Un metodo efficace non è un lusso, è una necessità. Ed è proprio su questo che si fonda l’approccio di Io Passo il Test.

Metodo non è improvvisazione: è struttura

Studiare senza metodo è come cercare di scalare una montagna senza mappa: potresti anche farcela, ma con enorme fatica, rischi e perdite di tempo. Al contrario, un buon metodo di studio offre:

  • una visione chiara del percorso,

  • strumenti per memorizzare in modo duraturo,

  • tecniche per affrontare ogni tipo di prova con sicurezza,

  • e soprattutto un sistema ripetibile e sostenibile nel tempo.

Chi ha superato il concorso lo sa: il punto non è quanto studi, ma quanto ti resta di quello che hai studiato. E quanta fiducia costruisci mentre procedi.

I 3 pilastri del metodo Io Passo il Test

1. Organizzazione strategica

Ogni materia viene suddivisa in moduli chiari e misurabili, con obiettivi settimanali e giornalieri. Questo permette al candidato di sapere sempre dove si trova nel percorso, riducendo l’ansia e aumentando la concentrazione.

“Un piano di studio ben fatto è come un GPS: ti guida, ti corregge, ti dà il ritmo.”

2. Comprensione attiva

Non basta leggere: bisogna interrogare il testo, creare mappe mentali, sintetizzare, confrontarsi con quiz o casi pratici. Lo studio attivo stimola la memoria a lungo termine, facilita il ragionamento e prepara meglio alle prove scritte e orali.

Nel nostro metodo insegniamo come trasformare il materiale passivo in conoscenza attiva, usando strumenti digitali, tecniche di recall e simulazioni guidate.

3. Ripetizione strategica e test a ciclo

La memoria funziona a fasi. Serve un sistema che faccia riemergere le informazioni nei momenti giusti. Ecco perché il nostro metodo prevede ripassi programmati (spaced repetition) e test ciclici, in cui lo studente può monitorare i propri progressi in tempo reale.

Il tutto è integrato con simulazioni vere, feedback immediati e sessioni con tutor esperti.

Una guida che cammina con te

Il nostro approccio non è solo un insieme di strumenti: è un accompagnamento continuo, fatto da persone che conoscono il concorso, lo hanno affrontato, e oggi aiutano altri a fare lo stesso. Non sei lasciato da solo con un libro: sei parte di una comunità che ti sostiene, ti incoraggia e ti corregge.

Come strutturare un piano di studio efficace per il concorso SNA

Uno degli errori più comuni tra i candidati al concorso SNA è iniziare a studiare “a sentimento”, aprendo un libro o una dispensa senza una logica precisa, e procedendo a tentoni. Questo approccio porta rapidamente a frustrazione e confusione. Un piano di studio efficace non è opzionale: è ciò che distingue chi arriva in fondo da chi si ferma a metà.

In questa sezione ti guidiamo nella costruzione di un piano concreto, adatto sia a chi studia a tempo pieno sia a chi deve conciliare lo studio con il lavoro.

1. Definisci il tempo a disposizione e i tuoi vincoli

Prima di tutto, calcola il tempo reale che puoi dedicare allo studio ogni settimana. Non è lo stesso dire “studio ogni sera” che sapere di avere 10 ore nette distribuite tra sera e weekend. Più sei onesto con te stesso, più efficace sarà la pianificazione.

Esempio:

  • 2 ore al giorno da lunedì a venerdì = 10 ore

  • 3 ore al sabato e domenica = 6 ore
    Totale settimanale: 16 ore effettive

Una volta definito questo numero, potrai stabilire obiettivi coerenti e sostenibili.

2. Suddividi il programma in moduli

Il bando prevede molte materie, ma ognuna può essere scomposta in unità più piccole, con argomenti omogenei. Questo rende più facile stabilire priorità e alternare materie teoriche con contenuti più pratici o leggeri, per evitare il burnout.

Ad esempio, la settimana potrebbe essere così suddivisa:

  • Lunedì: Diritto Amministrativo

  • Martedì: Economia Politica

  • Mercoledì: Diritto Costituzionale + quiz logica

  • Giovedì: Organizzazione pubblica + revisione

  • Venerdì: Lingua inglese + quiz

  • Weekend: Simulazione caso scritto + ripasso

3. Integra le tecniche attive di studio

Come visto nella sezione precedente, leggere non basta. Un piano di studio efficace prevede momenti strutturati di:

  • sintesi personale (schemi, riassunti, mappe concettuali),

  • spiegazione attiva (insegnare a voce alta),

  • simulazioni (quiz, tracce scritte, esercitazioni a tempo),

  • revisione periodica (ogni 7, 14, 30 giorni).

Nel nostro webinar ti mostriamo come pianificare questi blocchi settimanali in base alla tua disponibilità reale, senza cadere nel perfezionismo o nel caos.

4. Misura i tuoi progressi

Un buon piano non è statico. Va monitorato. Tieni un diario di studio o una dashboard digitale dove segnare:

  • ore effettivamente studiate,

  • argomenti completati,

  • errori ricorrenti nei test,

  • livello di fiducia percepito.

Questo ti permetterà di correggere il tiro ogni 2-3 settimane e capire dove concentrare gli sforzi.

5. Prevedi momenti di pausa, revisione e motivazione

Non sottovalutare l’importanza di:

  • pause regolari (tecnica Pomodoro o blocchi di 50 minuti),

  • giornate di revisione totale ogni 3 settimane,

  • momenti di motivazione (gruppi studio, community, call con tutor).

Lo studio di lungo periodo non è una corsa: è una gestione dell’energia. E solo un piano equilibrato ti aiuterà ad arrivare lucido alle prove, senza esaurimento.

Domande frequenti e risposte oneste

Quando si decide di affrontare il concorso per dirigenti SNA, è normale avere molti dubbi. Alcuni sono pratici, altri più emotivi. In questa sezione rispondiamo con sincerità alle domande che ci vengono poste più spesso da chi si avvicina per la prima volta a questo percorso.

È davvero possibile superare il concorso anche se lavoro a tempo pieno?

, ma solo se organizzi bene lo studio e usi un metodo efficiente. Molti nostri studenti lavorano a tempo pieno e riescono a prepararsi perché imparano a ottimizzare il poco tempo disponibile, evitando tecniche dispersive e focalizzandosi sulle aree chiave. La costanza vince sulla quantità.

Nel nostro webinar gratuito ti mostriamo come fare con esempi reali di piani di studio per chi lavora.

È troppo tardi per iniziare a studiare adesso?

Dipende dalla data del bando e da quanto tempo puoi dedicare ogni settimana. Ma se stai leggendo questo articolo, non è troppo tardi: è il momento giusto per cominciare con il piede giusto. Prima ti dai una struttura, prima inizi a fare progressi. Anche tre mesi, se ben gestiti, possono fare la differenza.

Come faccio a sapere se sto studiando nel modo giusto?

Semplice: monitora i tuoi progressi. Se dopo settimane di studio non ricordi nulla, non riesci a rispondere ai quiz o a impostare una traccia scritta, allora qualcosa non funziona. Il problema non sei tu: è il metodo.

Nel nostro percorso mostriamo strumenti concreti per misurare l’efficacia dello studio giorno dopo giorno, settimana dopo settimana.

Serve una laurea specifica?

Il bando richiede una laurea magistrale o equipollente, ma non vincola il titolo a un’area disciplinare. Ovviamente, chi ha una formazione giuridica o economica potrebbe trovarsi avvantaggiato all’inizio, ma il concorso è pensato per formare i dirigenti da zero. Conta molto di più l’approccio allo studio che il titolo di partenza.

Cosa succede dopo che lo supero?

Dopo il superamento delle prove, i candidati selezionati accedono a un corso-concorso di formazione dirigenziale organizzato dalla Scuola Nazionale dell’Amministrazione. Al termine del corso e del relativo esame finale, si accede all’assunzione come dirigente pubblico a tempo indeterminato.

In pratica: dopo lo studio, arriva la ricompensa. Ed è una carriera solida, ben retribuita, con prospettive concrete di crescita.

E se ho già fallito una volta?

Allora sei già un passo avanti: conosci il concorso meglio di altri. Il fallimento non è la fine, ma un indicatore prezioso. Il punto è non ripetere gli stessi errori. È proprio per chi ha già tentato che abbiamo creato il nostro metodo: per ricominciare con lucidità e metodo, e questa volta arrivare fino in fondo.

Conclusione: il primo passo per cambiare il tuo futuro

Affrontare il concorso per dirigenti SNA non è una decisione qualunque. È una scelta di visione, un investimento su te stesso e sulla possibilità di contribuire, in modo concreto, al miglioramento della Pubblica Amministrazione italiana. Ma ogni scelta importante ha bisogno di essere accompagnata da una strategia solida e da una guida affidabile.

In questo articolo ti abbiamo mostrato:

  • cosa comporta il concorso SNA,

  • quali sono le difficoltà più comuni,

  • come superarle con metodo,

  • e in che modo puoi strutturare uno studio intelligente e sostenibile nel tempo.

Eppure, tutte queste informazioni da sole non bastano se non passi all’azione.

Molti candidati rimangono fermi perché aspettano “il momento giusto”, “la motivazione” o “di avere più tempo”. Ma la verità è che non esiste il momento perfetto. Esiste solo il momento in cui decidi di iniziare davvero. E se stai leggendo queste righe, forse è proprio adesso.

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