Come studiare filosofia

Come studiare filosofia: 5 tecniche infallibili

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Ti senti frustrato perché dopo ore di studio non ricordi nulla?

Quella terribile sensazione di vuoto durante gli esami… Quando tutto quello che hai studiato sembra svanire nel nulla.

Passi intere giornate sui libri sacrificando la tua vita sociale, eppure i risultati non arrivano.

E la cosa peggiore? Ripeti come un pappagallo e dopo pochi giorni devi ricominciare da capo.

Immagina invece di memorizzare al primo colpo, dimezzare i tempi di studio e dire addio all’ansia da esame.

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Come organizzare lo studio

La quantità di argomenti richiesta dal Concorso ASMEL Enti Locali può sembrare scoraggiante se affrontata senza un piano chiaro. La differenza tra chi riesce e chi si blocca spesso sta proprio nella struttura della preparazione. Studiare senza metodo significa rischiare di perdere tempo, dimenticare le informazioni e arrivare alle prove senza sicurezza.

Ecco un approccio pratico e sostenibile:

1. Crea un piano di studio realistico

Prima di iniziare, valuta quanto tempo hai a disposizione fino alla data delle prove e suddividi i giorni in blocchi tematici.

  • Esempio: se mancano 90 giorni, dedica 60 giorni allo studio intensivo e 30 al ripasso e alle simulazioni.

  • Alterna le materie per evitare la monotonia (es. mattina diritto amministrativo, pomeriggio contabilità).

2. Suddividi le materie in micro-obiettivi

Non limitarti a dire “oggi studio diritto costituzionale”. Definisci capitoli precisi.

  • Esempio: “Articoli 1-12 della Costituzione” o “Atti amministrativi: classificazione e requisiti”.

  • Questo approccio ti permette di monitorare i progressi in modo misurabile.

3. Integra teoria ed esercitazioni

Il rischio più grande è fermarsi alla lettura delle norme. Il concorso valuta capacità di applicazione, quindi è essenziale:

  • Fare quiz giornalieri su ogni argomento appena studiato.

  • Ripetere ad alta voce concetti complessi.

  • Redigere brevi schemi o mappe mentali.

4. Organizza sessioni di ripasso ciclico

Il cervello dimentica rapidamente se non richiama le informazioni a intervalli regolari.

  • Ripassa gli argomenti a distanza di 1 giorno, 1 settimana e 1 mese dalla prima lettura.

  • Usa tecniche di richiamo attivo (flashcards, domande e risposte).

5. Simula le condizioni del concorso

Negli ultimi 30 giorni, dedica almeno 2-3 ore ogni settimana a simulazioni cronometrate.

  • Ricrea le condizioni reali: niente interruzioni, tempo limitato, uso di soli strumenti permessi.

  • Dopo la simulazione, correggi e analizza gli errori per evitare di ripeterli.

Suggerimento extra:
Se possibile, unisciti a gruppi di studio online o in presenza. Confrontarsi con altri candidati ti aiuta a chiarire dubbi, mantenere la motivazione alta e scoprire risorse utili che da solo potresti non trovare.

Strategie e tecniche di memorizzazione

Studiare per il Concorso ASMEL Enti Locali non significa solo leggere e capire le norme: la vera sfida è ricordarle e saperle richiamare rapidamente durante le prove, specialmente nei quiz a tempo o nei colloqui orali. Per questo motivo, applicare strategie di memorizzazione efficaci può fare la differenza tra un buon candidato e uno eccellente.

1. Metodo del richiamo attivo (Active Recall)

Invece di rileggere più volte lo stesso testo, prova a testarti continuamente:

  • Dopo aver studiato un argomento, chiudi il libro e scrivi tutto ciò che ricordi.

  • Crea domande e prova a rispondere senza guardare gli appunti.

  • Più sforzi fai per recuperare le informazioni, più queste restano impresse.

2. Spaced Repetition (Ripetizione dilazionata)

Il cervello dimentica se non viene stimolato a intervalli regolari.

  • Usa un calendario di ripasso: 1 giorno dopo, 7 giorni dopo, 30 giorni dopo la prima lettura.

  • Puoi utilizzare strumenti come Anki o Quizlet per gestire flashcards digitali.

3. Mappe concettuali e schemi visivi

Il diritto e le norme possono essere complesse: schematizzare aiuta a visualizzare i legami tra i concetti.

  • Usa colori diversi per evidenziare articoli, principi e eccezioni.

  • Disegna diagrammi ad albero per procedure e gerarchie.

4. Metodo dei loci (Palazzo della memoria)

Tecnica antica ma molto efficace:

  • Associa concetti complessi a luoghi familiari (stanze di casa, strade conosciute).

  • Immagina di “camminare” in questi luoghi e di trovare “oggetti” che rappresentano le informazioni da ricordare.

5. Studio multisensoriale

Coinvolgere più sensi facilita la memorizzazione:

  • Leggi ad alta voce per stimolare l’udito.

  • Scrivi a mano gli appunti per attivare la memoria motoria.

  • Registra spiegazioni e riascoltale durante i momenti liberi.

6. Ripetizione spiegata a terzi

Il cosiddetto metodo Feynman:

  • Spiega l’argomento a un amico o a un familiare come se fosse un principiante.

  • Se non riesci a spiegare un concetto in modo semplice, significa che non lo hai ancora assimilato a fondo.

Consiglio pratico:
Alterna lo studio delle norme con esercizi pratici e quiz. Il passaggio continuo tra teoria e applicazione è il modo migliore per fissare i concetti e ridurre il rischio di “vuoti di memoria” durante l’esame.

Come affrontare le prove

Superare il Concorso ASMEL Enti Locali richiede non solo preparazione teorica, ma anche strategia operativa per affrontare ciascuna fase con metodo e lucidità. Ogni prova ha le sue peculiarità e, per ottenere il massimo, è importante adattare il proprio approccio in base al tipo di esame.

1. Prova preselettiva

La preselezione è spesso il primo ostacolo da superare.

  • Gestisci il tempo: i quiz a risposta multipla richiedono rapidità. Se una domanda ti blocca, passa oltre e torna dopo.

  • Allenati con simulazioni cronometrate: riproduci le stesse condizioni dell’esame per ridurre l’ansia e migliorare la velocità di risposta.

  • Concentrati sui punti forti: alcune materie pesano più di altre. Consolidare le aree dove sei già forte ti permette di guadagnare tempo per le domande più complesse.

2. Prova scritta

La prova scritta può includere sia domande teoriche che esercizi pratici.

  • Organizza la risposta: inizia con una breve introduzione, sviluppa il corpo centrale e concludi con una sintesi chiara.

  • Cita riferimenti normativi: menzionare l’articolo o la legge di riferimento dimostra padronanza della materia.

  • Mantieni la leggibilità: usa frasi brevi e paragrafi ben distinti; una buona presentazione può influenzare positivamente la valutazione.

3. Prova orale

Il colloquio valuta non solo la conoscenza, ma anche la capacità di comunicare in modo chiaro e sicuro.

  • Allenati a parlare ad alta voce: ripeti i concetti principali come se li stessi spiegando a un collega.

  • Simula domande a sorpresa: chiedi a un amico di farti domande casuali sulle materie del bando per abituarti a ragionare “a caldo”.

  • Cura postura e tono di voce: mantieni contatto visivo, evita di parlare troppo in fretta e usa un tono fermo ma naturale.

4. Gestione dell’ansia

  • Respira profondamente prima di iniziare ogni prova.

  • Usa tecniche di rilassamento rapido, come il respiro 4-4-4 (inspira per 4 secondi, trattieni per 4, espira per 4).

  • Ricorda che un po’ di tensione è normale e può persino migliorare la concentrazione.

Suggerimento finale:
Considera ogni fase come un “gradino” verso l’obiettivo. Anche se la competizione è alta, affrontare le prove con metodo e serenità aumenta le tue probabilità di successo in modo significativo.

Errori da evitare nella preparazione

Anche i candidati più motivati possono compromettere le proprie possibilità di successo commettendo errori strategici durante la preparazione. Conoscere in anticipo questi rischi ti permette di evitarli e di concentrarti solo su ciò che ti avvicina davvero all’obiettivo.

1. Mancanza di pianificazione

Studiare “quando si ha tempo” è una delle trappole più comuni.

  • Senza un programma chiaro, si tende a concentrarsi solo sulle materie preferite, trascurando quelle più complesse.

  • La soluzione è creare un calendario di studio strutturato, con obiettivi giornalieri e settimanali ben definiti.

2. Studio passivo

Limitarsi a leggere e sottolineare testi senza fare esercizi porta a una falsa sensazione di preparazione.

  • La conoscenza teorica va sempre accompagnata da quiz, simulazioni e casi pratici per fissare le informazioni e capire come applicarle.

3. Ignorare la normativa aggiornata

Molti candidati studiano su materiali vecchi e non verificano eventuali modifiche legislative.

  • Poiché il diritto è in continua evoluzione, è fondamentale controllare sempre le fonti ufficiali (Gazzetta Ufficiale, siti ministeriali) per evitare di memorizzare norme superate.

4. Trascurare le materie “minori”

Materie come informatica o lingua inglese, spesso percepite come secondarie, possono invece essere decisive per il punteggio finale.

  • Dedica tempo a ogni disciplina, anche a quelle che sembrano meno rilevanti.

5. Non simulare l’esame

Affrontare il concorso senza aver mai provato simulazioni a tempo reale è come correre una maratona senza allenamento specifico.

  • Le prove simulate aiutano a gestire lo stress, ottimizzare il tempo e ridurre gli errori dovuti alla fretta.

Nota importante:
Prepararsi bene non significa solo studiare tanto, ma studiare in modo intelligente. Eliminare queste cattive abitudini ti farà guadagnare tempo e aumenterà la tua sicurezza durante l’esame.

Conclusione

Prepararsi al Concorso ASMEL Enti Locali è un percorso che richiede impegno, costanza e capacità di organizzarsi. Non si tratta soltanto di memorizzare norme e procedure, ma di sviluppare un metodo di studio che ti permetta di arrivare alle prove con lucidità e fiducia. Ogni ora che dedichi alla preparazione è un investimento su te stesso e sul tuo futuro professionale.

Ricorda che non stai semplicemente cercando un lavoro: stai puntando a entrare in un contesto in cui il tuo contributo può fare la differenza per la comunità. Lavorare in un ente locale significa essere parte attiva nel miglioramento dei servizi pubblici, nella gestione trasparente delle risorse e nel supporto ai cittadini. È una responsabilità importante, ma anche un’opportunità unica per mettere le tue competenze al servizio del bene comune.

Il cammino potrà sembrarti lungo e, in certi momenti, potresti sentirti sopraffatto dalla mole di materie da studiare o dalla pressione della competizione. In quei momenti, ricorda perché hai iniziato: che si tratti di stabilità economica, crescita professionale o desiderio di contribuire alla tua comunità, il tuo obiettivo merita ogni sforzo.

Mantieni la disciplina, segui un piano, sfrutta al meglio le tecniche di memorizzazione e affronta ogni prova come un gradino verso il traguardo. Non lasciare che il dubbio o la paura ti fermino: la preparazione costante, anche nei giorni in cui sembra difficile, è ciò che farà la differenza.

Ogni grande risultato nasce da una serie di piccoli passi quotidiani. Il giorno dell’esame non sarà un momento isolato, ma il frutto del lavoro che avrai costruito con costanza e determinazione. E quando vedrai il tuo nome nella graduatoria degli idonei, saprai che ogni sacrificio è valso la pena.

Il Concorso ASMEL per gli Enti Locali

è diventato, negli ultimi anni, uno degli appuntamenti più attesi da chi desidera lavorare nella pubblica amministrazione, in particolare nei comuni e negli enti locali italiani. Partecipare a questa selezione significa aprirsi la strada verso un impiego stabile, ben retribuito e ricco di opportunità di crescita professionale. Non si tratta soltanto di un concorso, ma di una vera e propria porta di accesso a un mondo dove le competenze individuali possono fare la differenza nel miglioramento dei servizi alla cittadinanza.

ASMEL, acronimo di Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali, organizza una procedura concorsuale centralizzata che consente a decine di comuni e amministrazioni locali di attingere a un’unica graduatoria di idonei. Questo significa che superare le prove non offre solo la possibilità di lavorare in un singolo ente, ma apre le porte a più enti contemporaneamente, aumentando le possibilità di essere chiamati in tempi brevi.

Negli ultimi anni, l’interesse verso il concorso ASMEL è cresciuto in modo esponenziale grazie a diversi fattori: la semplificazione delle procedure, la possibilità di svolgere alcune prove online, l’ampio ventaglio di profili ricercati (amministrativi, tecnici, contabili, informatici, ecc.) e la stabilità contrattuale che ne deriva. Tuttavia, proprio per questo motivo, la competizione è molto alta: migliaia di candidati si iscrivono a ogni edizione e soltanto una preparazione mirata e costante può fare la differenza.

In questo articolo, andremo ad analizzare in dettaglio cosa bisogna studiare e come organizzare lo studio per affrontare al meglio ogni fase della selezione. Ti guiderò passo passo nella comprensione delle materie richieste, delle tecniche di memorizzazione più efficaci e delle strategie per arrivare al giorno delle prove con la massima sicurezza.

Cos’è l’ASMEL e a cosa serve

L’ASMEL – Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali – è un’organizzazione senza scopo di lucro nata con l’obiettivo di supportare i comuni e le amministrazioni locali italiane nella gestione e nell’innovazione dei loro processi. Fondata per favorire la collaborazione tra enti e rendere più efficiente la macchina amministrativa, ASMEL si pone come punto di riferimento per la digitalizzazione, la formazione e la semplificazione delle procedure burocratiche.

Uno degli aspetti più importanti della sua attività è proprio la gestione di concorsi pubblici in forma aggregata. Invece di organizzare singolarmente le proprie selezioni, molti comuni aderenti delegano ad ASMEL l’intero processo concorsuale. Questo approccio porta diversi vantaggi:

  • Riduzione dei costi per le singole amministrazioni, che non devono predisporre bandi separati.

  • Uniformità nelle procedure, garantendo trasparenza e imparzialità.

  • Maggiore visibilità delle opportunità di lavoro, poiché un unico concorso serve più enti.

Il concorso ASMEL crea una graduatoria unica dalla quale ogni ente aderente può attingere per assumere personale. Questo significa che un candidato idoneo non si limita a sperare in un solo posto disponibile, ma può essere contattato da diversi comuni per ruoli anche differenti, in base al proprio profilo professionale.

Oltre ai concorsi, ASMEL promuove attività di formazione continua per il personale degli enti locali, offre servizi di supporto tecnico-legale e sviluppa strumenti digitali per semplificare la gestione amministrativa. La sua missione è chiara: modernizzare la pubblica amministrazione locale rendendola più vicina, veloce ed efficiente per i cittadini.

Conoscere a fondo il ruolo di ASMEL è fondamentale per affrontare il concorso con maggiore consapevolezza: non si tratta solo di superare delle prove, ma di entrare in una rete organizzativa ampia, dove competenze e professionalità vengono valorizzate e messe al servizio di più realtà territoriali.

Come funziona il concorso ASMEL Enti Locali

Il Concorso ASMEL Enti Locali si distingue per la sua struttura snella ed efficace, pensata per permettere a più amministrazioni di reclutare personale qualificato tramite un’unica procedura. Il processo è suddiviso in più fasi, ognuna delle quali ha regole precise e criteri di valutazione trasparenti. Conoscerle bene ti aiuterà a prepararti in modo mirato e ad affrontare le prove con maggiore sicurezza.

1. Pubblicazione dell’avviso e iscrizione

Tutto inizia con la pubblicazione dell’avviso ufficiale, che riporta i requisiti di partecipazione, le modalità di iscrizione e le date indicative delle prove. L’iscrizione avviene esclusivamente online sul portale ASMEL o tramite la piattaforma indicata nel bando, compilando un modulo e allegando la documentazione richiesta (documento d’identità, eventuali titoli di studio e professionali, ricevuta del pagamento della tassa di concorso). È fondamentale rispettare le scadenze: una domanda inviata anche solo un minuto dopo il termine non viene accettata.

2. Requisiti di partecipazione

A seconda del profilo per cui si concorre (amministrativo, tecnico, contabile, informatico, ecc.), possono essere richiesti:

  • Diploma di scuola superiore o laurea specifica.

  • Cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’UE.

  • Godimento dei diritti civili e politici.

  • Assenza di condanne penali che impediscano l’accesso alla PA.

3. Fase di preselezione

Quando il numero di candidati supera un certo limite, viene organizzata una prova preselettiva a quiz. I quesiti sono a risposta multipla e vertono su materie come diritto amministrativo, diritto costituzionale, normativa sugli enti locali, logica, informatica e lingua inglese. Superano la preselezione solo i candidati che raggiungono la soglia minima prevista dal bando.

4. Prova scritta

La prova scritta può consistere in:

  • Quesiti a risposta multipla e/o aperta.

  • Esercizi pratici legati al profilo (es. redazione di atti, analisi di casi, calcoli contabili).
    Il punteggio è determinante per l’accesso alla fase successiva.

5. Prova orale

Il colloquio orale verifica non solo le conoscenze tecniche, ma anche la capacità di ragionamento, la chiarezza espositiva e, in alcuni casi, la padronanza di una lingua straniera. Vengono inoltre valutate competenze trasversali come il problem solving e l’attitudine al lavoro di squadra.

6. Formazione della graduatoria unica

Al termine delle prove viene creata una graduatoria di idonei. Questa graduatoria resta valida per più anni e viene utilizzata da tutti gli enti locali aderenti per assumere personale. Essere inseriti significa poter ricevere chiamate anche mesi o anni dopo il concorso.

In sintesi, il concorso ASMEL è un’opportunità che richiede preparazione su più fronti: normativa, logica, competenze tecniche e abilità comunicative. Prepararsi conoscendo la struttura delle prove è il primo passo per affrontarle con metodo e serenità.

Cosa studiare per il concorso ASMEL

Uno degli errori più comuni tra i candidati è sottovalutare l’ampiezza e la varietà del programma. Il concorso ASMEL non si limita a verificare la conoscenza di singole normative, ma valuta la capacità di comprendere, interpretare e applicare le leggi e i regolamenti al contesto operativo degli enti locali. Per questo motivo, la preparazione deve essere strutturata e completa, toccando sia le materie giuridiche che quelle tecnico-pratiche.

Di seguito, le principali aree di studio richieste:

1. Diritto amministrativo

  • Fonti del diritto e gerarchia delle norme.

  • Atti amministrativi: tipologie, requisiti di validità, efficacia e vizi.

  • Procedimento amministrativo (L. 241/1990) e trasparenza amministrativa.

  • Accesso agli atti e tutela della privacy (Regolamento UE 2016/679 – GDPR).

  • Responsabilità della Pubblica Amministrazione e responsabilità dei dipendenti pubblici.

2. Diritto costituzionale

  • Principi fondamentali della Costituzione italiana.

  • Diritti e doveri dei cittadini.

  • Ordinamento dello Stato e delle Regioni.

  • Funzioni e ruoli del Parlamento, del Governo, della Presidenza della Repubblica e della Magistratura.

3. Normativa sugli enti locali

  • Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000): funzioni di comuni, province e città metropolitane.

  • Statuti comunali e regolamenti.

  • Organi di governo degli enti locali: sindaco, giunta, consiglio comunale.

4. Contabilità pubblica

  • Principi di contabilità armonizzata.

  • Bilancio di previsione e rendiconto di gestione.

  • Entrate e spese degli enti locali.

  • Patto di stabilità interno.

5. Trasparenza e anticorruzione

  • Normativa in materia di prevenzione della corruzione (L. 190/2012).

  • Piani triennali per la prevenzione della corruzione.

  • Obblighi di pubblicità e trasparenza (D.Lgs. 33/2013).

6. Informatica

  • Uso del pacchetto Office (Word, Excel, PowerPoint).

  • Posta elettronica e PEC.

  • Firma digitale e protocolli informatici.

  • Nozioni di sicurezza informatica.

7. Lingua inglese

  • Comprensione di testi brevi.

  • Traduzione di frasi semplici.

  • Vocabolario base relativo all’ambito amministrativo.

Consiglio pratico:
Non limitarti alla lettura passiva dei testi normativi. Integra lo studio con schemi, riassunti e test di verifica. Allenati con quiz a risposta multipla: sono il formato più frequente, soprattutto nelle preselezioni, e ti permettono di consolidare la memoria in modo attivo.

 

Studiare filosofia può sembrare una sfida insormontabile. Nomi complicati, concetti astratti, testi lunghi e spesso oscuri… e un esame che sembra lontano ma si avvicina a una velocità imbarazzante.

Ma non preoccuparti: ci sono strategie precise, testate e soprattutto efficaci, che possono trasformare la tua preparazione in un processo chiaro, motivante e persino divertente.

In questo articolo vedremo insieme:

  • Quali sono le principali difficoltà che gli studenti affrontano quando studiano filosofia.

  • Quali sono le fasi fondamentali per prepararsi al meglio all’esame.

  • E soprattutto: 5 consigli infallibili per superarlo al primo colpo, grazie a tecniche di memoria, lettura veloce e strategie di apprendimento avanzate.

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Principali difficoltà degli studenti quando si studia Filosofia

Studiare filosofia non è come preparare un esame di biologia o economia. È una disciplina che richiede un approccio mentale completamente diverso. E non sono pochi gli studenti che, davanti a un libro di Kant o Hegel, si sentono come se fossero finiti in un labirinto senza uscita. Vediamo le principali difficoltà:

1. Linguaggio complesso e astratto

Uno dei primi ostacoli è il linguaggio. I testi filosofici sono spesso scritti con uno stile ricco di termini tecnici, costruzioni sintattiche complesse e un vocabolario che sembra provenire da un’altra epoca. Questo rende la lettura lenta e frustrante. Spesso non si riesce a capire dove voglia andare a parare l’autore, e anche quando si colgono le parole, il significato profondo rimane sfuggente.

2. Concetti astratti e difficili da visualizzare

La filosofia non parla di cose concrete: parla di idee. L’essere, il tempo, il dovere, la libertà, la conoscenza… sono concetti astratti che non si possono toccare, misurare o visualizzare con facilità. Per chi è abituato a ragionare per immagini, questo può essere disorientante. Senza una guida o una buona tecnica, si rischia di leggere pagine intere senza davvero afferrare nulla.

3. Difficoltà nel collegare autori e correnti di pensiero

Un altro problema ricorrente è la visione frammentaria. Si studia un autore alla volta, ma manca spesso una visione d’insieme: chi ha influenzato chi? Perché certi filosofi si oppongono tra loro? In che epoca storica si collocano? Senza collegamenti logici e cronologici, il pensiero filosofico diventa una lista sterile di nomi e idee.

4. Memorizzare in modo efficace argomentazioni e citazioni

Molti studenti cercano di memorizzare il contenuto dei testi come se fossero pagine di un manuale di diritto o medicina. Ma la filosofia richiede un tipo di memoria diverso: non solo ricordare cosa ha detto un autore, ma anche perché lo ha detto, come ha costruito la sua argomentazione e in opposizione a chi. Questo rende la memorizzazione più complessa e spesso inefficace con i metodi tradizionali.

5. Ansia da prestazione e confusione pre-esame

Ultima ma non meno importante: l’ansia. Più la data dell’esame si avvicina, più lo stress aumenta. Spesso si ha la sensazione di non ricordare nulla, di non essere in grado di spiegare chiaramente le teorie, o di confondere gli autori. E in filosofia, essere vaghi o incerti durante l’esposizione orale può essere fatale.

Principali fasi per preparare l'esame di Filosofia

Affrontare l’esame di filosofia senza un piano chiaro è come voler scalare una montagna senza una mappa. Una buona organizzazione fa davvero la differenza. Ecco le fasi fondamentali che ogni studente dovrebbe seguire per prepararsi in modo efficace.

1. Raccolta e organizzazione del materiale

Prima di iniziare qualsiasi lettura o studio, è fondamentale avere chiaro cosa bisogna studiare. Questo significa raccogliere dispense, appunti, testi consigliati e, se possibile, registrazioni delle lezioni. Una volta ottenuto tutto, è utile suddividere il materiale in blocchi tematici o cronologici per avere una visione d’insieme coerente. Questo passaggio serve a evitare dispersioni e a individuare subito eventuali lacune.

2. Lettura esplorativa

In questa fase, lo scopo non è memorizzare, ma capire. La prima lettura dei testi deve essere orientata a cogliere le idee principali, lo stile dell’autore, le tematiche ricorrenti. Annotare margini, sottolineare passaggi chiave e scrivere domande a lato del testo può aiutare a creare una relazione attiva con il contenuto. È utile leggere con uno sguardo ampio, cercando di identificare le strutture logiche dietro le argomentazioni.

3. Sintesi e schematizzazione

Una volta acquisita una comprensione di base, è il momento di sintetizzare. Questo significa trasformare le informazioni in mappe concettuali, schemi cronologici, tabelle comparative tra autori. Il processo di sintesi è già una forma di memorizzazione attiva, perché costringe lo studente a rielaborare ciò che ha letto e a metterlo in ordine. È anche il momento ideale per iniziare a inserire collegamenti tra correnti filosofiche o periodi storici.

4. Memorizzazione strutturata

Qui entra in gioco la tecnica. Non basta leggere e ripetere: serve una strategia di memorizzazione efficace, che permetta di ricordare nomi, concetti e relazioni anche a distanza di settimane. In questa fase è fondamentale usare metodi avanzati, come le mappe mentali, la tecnica dei loci, o il Metodo PAV. Questo tipo di studio non solo aiuta a fissare i contenuti, ma li rende più facili da recuperare sotto stress durante l’esame.

5. Ripasso attivo e simulazioni

L’ultima fase consiste nel ripassare attivamente. Non si tratta solo di rileggere gli appunti, ma di mettersi alla prova: spiegare ad alta voce, fare quiz, insegnare i contenuti a qualcun altro, rispondere a possibili domande d’esame. Le simulazioni orali o scritte sono utilissime per gestire l’ansia e consolidare la sicurezza espositiva. Questo è il momento in cui tutto il lavoro precedente si consolida e prende forma definitiva.

5 consigli necessari per superare l’esame al primo colpo

Ora che hai capito le difficoltà e le fasi di preparazione, è il momento di scoprire come rendere tutto più efficace e veloce. Ecco 5 strategie che hanno aiutato migliaia di studenti a trasformare lo studio della filosofia in un percorso chiaro, motivante e soprattutto vincente.

1. Utilizza la tecnica dei loci di Cicerone per memorizzare concetti astratti

La tecnica dei loci è una delle strategie mnemoniche più antiche e potenti. Consiste nell’associare ciò che devi ricordare a luoghi familiari (come la tua casa o il tuo tragitto per andare all’università).

Come applicarla alla filosofia? Ad esempio, potresti associare la teoria delle idee di Platone al salotto, l’etica kantiana alla cucina, il pensiero di Nietzsche alla tua camera da letto. In ogni stanza “vedi” concetti e citazioni come oggetti ben posizionati. Questo ti permette di visualizzare ciò che hai studiato, creando una mappa mentale spaziale facilissima da richiamare durante l’esame.

2. Applica il Metodo PAV (Paradosso, Azione, Vivido) per ricordare anche i dettagli più noiosi

Il Metodo PAV è ideale per memorizzare concetti che sembrano ostici o noiosi. Funziona così:

  • Paradosso: crea un’immagine assurda o impossibile legata al concetto da ricordare.

  • Azione: aggiungi movimento o interazione all’immagine.

  • Vivido: rendila il più colorata, emozionale o strana possibile.

Facciamo un esempio: per ricordare che Hobbes vede l’uomo come un lupo per gli altri uomini, potresti immaginare Hobbes che si trasforma in un lupo gigante che partecipa a un talk show urlando “Homo homini lupus!” – paradossale, attivo e vividamente assurdo. È molto più difficile dimenticare un’immagine del genere rispetto a una definizione letta 10 volte.

3. Leggi con la tecnica della lettura veloce selettiva

La lettura veloce non significa leggere superficialmente. Anzi, quando fatta bene, ti aiuta a identificare subito i concetti chiave e le parti veramente importanti di un testo.

Con la lettura veloce selettiva, impari a:

  • Scansionare il testo individuando parole chiave e segnali logici.

  • Saltare parti ripetitive o introduttive.

  • Fermarti solo dove serve realmente riflessione.

Allenandoti con questa tecnica, puoi leggere un testo filosofico in metà tempo e comprenderlo meglio, perché la tua attenzione viene guidata solo sui passaggi essenziali. E se combini questo con una buona mappa concettuale, hai già vinto.

4. Studia con la Tecnica del Pomodoro per migliorare concentrazione e resistenza mentale

Lo studio filosofico è intenso e spesso stancante. La tecnica del Pomodoro ti aiuta a gestire al meglio l’energia mentale, evitando il sovraccarico cognitivo. Il metodo è semplice:

  • 25 minuti di studio concentrato.

  • 5 minuti di pausa.

  • Dopo 4 “pomodori”, pausa più lunga di 15-30 minuti.

Questo approccio migliora la produttività, ti aiuta a restare focalizzato più a lungo e ti dà anche un senso di ritmo e progresso. Perfetto per affrontare testi complessi con freschezza e costanza.

5. Trasforma il ripasso in un gioco con flashcard attive

Le flashcard sono un ottimo strumento, ma per funzionare davvero devono essere attive, non passive. Non basta leggere una domanda e controllare la risposta: devi sfidarti a spiegare ad alta voce, creare collegamenti e persino usare tecniche come il recall spacing (ripetizione distanziata).

Per esempio, potresti creare un mazzo di flashcard digitali (con app tipo Anki) divise per autore, epoca e concetti. A ogni sessione di ripasso, il software ti riproporrà le card in base al tuo livello di dimenticanza. Così potrai concentrarti solo su ciò che stai dimenticando, ottimizzando ogni minuto di studio.

Non sai da dove iniziare? Prova il nostro Workshop gratuito

Se tutto quello che hai letto finora ti ha fatto venire voglia di rivoluzionare il tuo metodo di studio, ma non sai da dove partire, abbiamo una buona notizia per te: puoi iniziare subito, gratis.

Io Passo il Test organizza regolarmente un Workshop gratuito dove scoprirai:

  • Le basi delle tecniche di memoria più efficaci per lo studio universitario.

  • Come applicare la lettura veloce anche a testi difficili come quelli filosofici.

  • Strategie pratiche per organizzare il tuo tempo, combattere la procrastinazione e ottenere risultati concreti senza studiare 10 ore al giorno.

Durante il workshop ti mostreremo esempi reali, ti faremo provare esercizi pratici e ti daremo accesso a strumenti gratuiti che potrai usare da subito per migliorare la tua preparazione.

Non è il solito webinar motivazionale: è un’occasione concreta per cambiare davvero il tuo modo di studiare. E se la filosofia ti mette in crisi, questo è il punto di svolta che cercavi.

Iscriviti al nostro Workshop Gratuito


Una Volta inviato il modulo riceverai per e-mail il link dell'evento su Zoom.

Conclusione

Studiare filosofia non deve essere un percorso fatto di frustrazione e notti insonni. Con gli strumenti giusti e un metodo efficace, puoi trasformare anche i testi più complessi in materiale comprensibile, memorizzabile e — perché no — anche interessante.

Abbiamo visto insieme:

  • Le principali difficoltà che incontrano gli studenti.

  • Le fasi fondamentali per preparare un esame con metodo.

  • 5 consigli infallibili basati su tecniche di memoria e lettura veloce che funzionano davvero.

Adesso tocca a te. Non servono superpoteri o anni di allenamento: basta iniziare con il primo passo giusto.

E se vuoi farlo insieme a noi, ti aspettiamo nel nostro Workshop gratuito di Io Passo il Test. Ti promettiamo: dopo non studierai più come prima.

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