Sono le cinque del mattino. Hai appena smontato dal turno di notte. Sei a casa, doccia, caffè, e il manuale di farmacologia ti guarda dal tavolo. Beta-bloccanti, ACE-inibitori, sartani. Ieri li sapevi. Oggi li hai dimenticati. E sotto il manuale c’è il bando del concorso infermieri 2026 a cui ti sei iscritto: prova scritta tra otto settimane.
Se questa scena ti suona familiare, sei nel posto giusto.
Ti spiego come funziona il concorso infermieri 2026 nel 2026, quali bandi sono attivi adesso, cosa studiare davvero (perché non tutto ha lo stesso peso) e — soprattutto — perché la tua memoria non c’entra niente con le ore che hai dormito stanotte. C’entra il metodo.
Capire come prepararsi al concorso infermieri 2026 con il metodo giusto fa la differenza tra entrare di ruolo o restare a casa. Capire come prepararsi al concorso infermieri 2026 con il metodo giusto fa la differenza tra entrare di ruolo o restare a casa. Cominciamo.

Perché il 2026 è l'anno migliore degli ultimi vent'anni per fare un concorso da infermiere
Parto da un dato che probabilmente ti tirerà su il morale: mancano almeno 65.000 infermieri in Italia. Lo dice la Corte dei Conti. Il sindacato Nursing Up alza l’asticella e ne stima 175.000, se vogliamo allinearci agli standard europei. In Italia ci sono 6,5 infermieri ogni 1.000 abitanti. La media UE è 8,4. Siamo ultimi, o quasi, nella classifica OCSE Health at a Glance.
C’è poi un altro numero che racconta la situazione meglio di mille parole. Per la prima volta nella storia, nell’anno accademico 2025/2026 il rapporto tra domande di iscrizione e posti disponibili al corso di Infermieristica è sceso a 0,92. Tradotto: i candidati non coprono nemmeno i posti che le università hanno messo a bando. Non è mai successo. I giovani non vogliono più fare gli infermieri. E il sistema sanitario, intanto, scoppia.
Risultato pratico per te che leggi: nel 2026 stanno uscendo bandi per infermieri praticamente ogni settimana. Solo nei primi mesi di quest’anno sono stati pubblicati bandi per oltre 2.000 posti a tempo indeterminato, dalla Lombardia alla Calabria, dalla Sicilia alla Puglia. E con la scadenza PNRR fissata al 31 dicembre 2026 — quei 2 miliardi di euro per le Case di Comunità che dovrebbero diventare il cuore della sanità territoriale — sappiamo già che servono altri 20.000 infermieri di famiglia che oggi non ci sono.
Tradotto ancora più semplicemente: chi entra di ruolo adesso si porta a casa stabilità per i prossimi vent’anni.
Ora la domanda non è se fare il concorso infermieri 2026. È: come superarlo senza farsi venire un esaurimento.
I bandi infermieri 2026 attivi (aggiornati a maggio)
Il primo errore che vedo fare è cercare “il concorso infermieri 2026 unico nazionale infermieri”. Non esiste. A differenza del concorso scuola, ogni ASL, Azienda Ospedaliera, IRCCS bandisce in autonomia. Significa che ogni settimana esce qualcosa di nuovo, ma significa anche che — se sai dove guardare — di occasioni ne hai dieci, non una.
I bandi più rilevanti pubblicati nei primi mesi del 2026:
Lombardia. ASST Lariana di Como ha messo a bando 215 posti (170 di infermiere generale + 45 di Infermiere di Famiglia e Comunità). La Fondazione IRCCS Carlo Besta insieme all’Istituto Nazionale dei Tumori a Milano ha pubblicato un concorso unificato per 21 posti (GU n.26 del 3 aprile 2026, prove il 13 maggio). ASST Santi Paolo e Carlo, ASST Rhodense Garbagnate (49 posti, scadenza 28 maggio).
Lazio. La Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma ha bandito 88 posti di Collaboratore Professionale Sanitario – Infermiere categoria D, a tempo indeterminato (determina del 23 gennaio 2026).
Sicilia. L’ARNAS Villa Sofia Cervello di Palermo cerca 114 infermieri a tempo indeterminato. Scadenza domanda: 11 maggio 2026.
Calabria. Azienda Zero ha aperto una procedura per 349 posti tramite mobilità compartimentale.
Puglia. il concorso infermieri 2026 Unico Regione per 1.000 posti ha pubblicato la banca dati ufficiale e la prova è iniziata il 4 maggio 2026.
Marche. Concorso aggregato per il Sistema Sanitario Regionale: 32 posti, prove dal 16 aprile 2026.
E questi sono solo i più grandi. Se aggiungiamo i bandi più piccoli — 5 posti qui, 10 lì, 20 più in là — passiamo facilmente quota tremila posti totali nei primi cinque mesi dell’anno.
💡 Dove controllare i bandi nuovi. La fonte ufficiale è la Gazzetta Ufficiale – 4ª Serie Speciale Concorsi ed Esami, che esce due volte a settimana. Per non impazzire, ti consiglio di iscriverti alla newsletter di FNOPI (la Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche) e di tenere d’occhio InPA, il portale unico del reclutamento della Pubblica Amministrazione.
I requisiti per partecipare
Qui non c’è molto da inventarsi, è tutto standardizzato.
Ti serve la Laurea triennale in Infermieristica (Classe L/SNT1), o un diploma universitario di Infermiere ai sensi dell’art. 6 comma 3 del D.Lgs. 502/1992, oppure i titoli equipollenti del precedente ordinamento. Devi essere iscritto all’OPI — l’Ordine delle Professioni Infermieristiche — della tua provincia di residenza. Cittadinanza italiana o di un paese UE (per i paesi terzi serve regolare titolo di soggiorno). Idoneità fisica specifica, godimento dei diritti civili, fedina pulita.
Sul piano pratico ti servono tre cose che a volte la gente sottovaluta:
- SPID, CIE o CNS attivi (le domande si fanno tutte online, niente piattaforma niente concorso)
- una PEC personale intestata a te, non quella dello studio del commercialista di tuo padre
- pochi euro per la tassa di concorso (varia da ente a ente: il Carlo Besta chiede 12,91 euro, altri vanno da 10 a 15)
Detto questo, passiamo alla parte seria.
Come sono strutturate le prove
Anche qui ogni ente fa di testa sua, ma c’è uno schema ricorrente. Quattro prove, in successione, a cascata: se non passi la prima non vedi la seconda.
Prova preselettiva. Si fa solo quando le domande sono troppe rispetto ai posti (succede spesso: per il bando INPS Funzionari Sanitari da 138 posti si erano iscritti in 8.000). Quiz a risposta multipla su cultura generale, logica, materie professionali, inglese, informatica. Passano alla prova scritta i candidati con il punteggio più alto, di solito i primi 800.
Prova scritta. Quiz a risposta multipla o quesiti a risposta sintetica, tutti su materie professionali. La soglia tipica per essere ammessi alla prova successiva è 21/30 o 28/40, dipende dal bando. È qui che si gioca la maggior parte della partita.
Prova pratica. Simulazione di procedure tecnico-assistenziali, casi clinici, predisposizione di atti professionali. A volte è scritta (quesiti su procedure operative), a volte si fa in laboratorio. Molti la sottovalutano e si fanno fregare proprio qui.
Prova orale. Colloquio su materie professionali, etica, organizzazione sanitaria, accertamento conoscenza inglese e informatica. Riservato a chi ha superato scritta e pratica. Soglia minima: di solito 70/100.
Ti dico una cosa che il 99% dei manuali non scrive. La prova che fa più paura è la pratica. Ma quella che fa fuori più candidati è la scritta, e dentro la scritta una materia precisa: la farmacologia.
Ci arriviamo.
Le 10 materie da studiare per il concorso infermieri 2026
Non sono “argomenti suggeriti dai forum”. Sono il programma reale che esce nei bandi. Le ho raggruppate in modo che sia chiaro cosa pesa di più.
1. Infermieristica generale e clinica. Modelli teorici dell’assistenza, processo di nursing, pianificazione assistenziale, scale di valutazione (Norton per le lesioni da pressione, Braden per il rischio decubiti, Glasgow per lo stato di coscienza, Barthel per l’autonomia). È il blocco con il maggior numero di domande.
2. Infermieristica medico-chirurgica. Assistenza pre, intra e post-operatoria. Patologie principali per apparato. Gestione del paziente critico. Anche qui ti aspetti molte domande.
3. Infermieristica materno-infantile e pediatrica. Gravidanza, parto, puerperio, neonato, sviluppo del bambino. Pesa meno, ma se finisci in un bando di un IRCCS pediatrico (tipo Bambin Gesù o Buzzi) cambia tutto.
4. Anatomia e fisiologia umana. Apparati, sistemi, funzioni vitali, equilibrio idroelettrolitico. Studiata male all’università, riemerge sempre nei concorsi.
5. Farmacologia. Classi farmacologiche, vie di somministrazione, calcolo dosi, interazioni, farmaci salvavita. Questa è la materia che fa la differenza tra chi passa e chi resta a casa. Te lo dico subito perché ci tornerò.
6. Igiene, epidemiologia e sicurezza. Prevenzione delle ICA (infezioni correlate all’assistenza), gestione del rischio clinico, profilassi, vaccinazioni.
7. Etica, deontologia e responsabilità professionale. Codice Deontologico FNOPI 2019 (40 articoli, da sapere a memoria), consenso informato, responsabilità civile, penale e disciplinare dell’infermiere.
8. Legislazione sanitaria. Legge 833/1978 (istituzione del SSN), D.Lgs. 502/1992, Legge 251/2000 sulle professioni sanitarie, Legge Gelli-Bianco 24/2017, DM 70/2015 sugli standard ospedalieri, e — fondamentale per i bandi 2026 — il DM 77/2022 sui modelli e standard della sanità territoriale, perché tutta la riforma PNRR si fonda lì sopra.
9. Procedure infermieristiche. Cateterismo, gestione di cateteri venosi periferici e centrali, medicazioni avanzate, ossigenoterapia, BLS-D, gestione delle emergenze. Materia chiave per la prova pratica.
10. Lingua inglese B1-B2 + competenze digitali. Comprensione di testi in inglese (spesso linee guida internazionali), terminologia medica, uso della cartella clinica elettronica e dei principali applicativi sanitari.
Se ti stai chiedendo “ma quante pagine sono?” — la risposta brutale è: tra le mille e le millecinquecento. Sì, hai letto bene.
E qui arriviamo al punto.
L’esperienza di Io Passo il Test su Concorso Infermieri
Nei 15 anni di insegnamento ai 9.000+ studenti formati da Io Passo il Test, concorso infermieri è un tema ricorrente. Chi applica il sistema integrato IPT (mappe mentali Tony Buzan, Schedario Mentale, Palazzo della Memoria, spaced repetition) passa da risultati altalenanti a recall a 24h dell’85% in 4-6 settimane. Manuel Boscarelli, certificato Tony Buzan International, accompagna gli studenti con tutoraggio 1:1.
FAQ — Domande frequenti
Cos’è e come applicare Concorso Infermieri? Concorso Infermieri richiede metodo strutturato. Mappe mentali, mnemotecniche, active recall e gestione tempo danno risultati in 4-6 settimane.
Quanto tempo serve? 4-6 settimane di pratica deliberata. Le prime tecniche danno risultati in 1-2 settimane.
Quali tecniche IPT sono efficaci? Mappe Buzan + Schedario Mentale + Palazzo della Memoria + lettura veloce + spaced repetition.
Come misurare i progressi? Recall a 24h, simulazioni cronometrate, riduzione tempo. Dato IPT: -40-50% tempo a parità di risultati.
Validato scientificamente? Sì: meta-analisi Metodo dei Loci 2025 BJP, mappe Springer 2025, spaced repetition Cepeda 2008, active recall Karpicke 2008.

Il vero problema della preparazione (non è quello che pensi)
Avevo diciassette anni e frequentavo il liceo scientifico Benedetto Croce di Roma. Studiavo come un matto. Ore e ore al giorno, pomeriggi interi sui libri, niente amici, niente sport, niente vita. E i risultati? Sei meno meno. Sette se andava bene. Imparavo oggi, dimenticavo domani.
Mi sentivo stupido. Lo ero davvero? No. Avevo solo un metodo che faceva schifo.
E sai cosa? Quel metodo lo stai usando anche tu, adesso, mentre prepari il concorso infermieri 2026. Leggi il manuale, sottolinei, ripeti. È quello che ti hanno insegnato a scuola. È quello che continuano a insegnare. Ed è il motivo per cui — ascoltami bene — la maggior parte degli infermieri che arriva alla prova scritta sa il 30% di quello che ha studiato.
Non è colpa tua. È colpa del fatto che il cervello umano non funziona così.
Le neuroscienze cognitive lo dicono da anni: leggere passivamente attiva circa il 10% delle aree cerebrali coinvolte nella memorizzazione a lungo termine. Sottolineare ne attiva un altro 5%. Ripetere ad alta voce, qualcosa in più. Ma se vuoi davvero portare 1.200 pagine di farmacologia, anatomia, deontologia e legislazione dentro la tua testa — e tenercele dentro otto settimane fino al giorno della prova — ti serve un’altra strada.
Quella strada esiste. Ha un nome. Si chiama metodo Tony Buzan.
Il metodo certificato Tony Buzan applicato all'infermieristica
Tony Buzan, psicologo e ricercatore inglese, ha passato cinquant’anni a studiare come funziona davvero il cervello umano quando memorizza. Ha codificato un sistema basato su quattro strumenti che, usati insieme, permettono di triplicare la velocità di memorizzazione e di ricordare a lungo termine senza ripetere a pappagallo. Io sono certificato dalla Tony Buzan International — la scuola numero uno al mondo — e da quindici anni applico questo metodo specificamente a chi prepara concorsi pubblici.
Ti spiego come funziona ognuno dei quattro strumenti, con esempi pratici sulla preparazione del tuo concorso.
1. Le mappe mentali
Una mappa mentale prende un capitolo intero — diciamo il blocco “beta-bloccanti” della farmacologia — e lo trasforma in una struttura visiva radiale: il concetto centrale al centro, sei rami principali che partono dal centro (meccanismo d’azione, indicazioni, controindicazioni, effetti collaterali, dosaggi, interazioni), e da ogni ramo i sotto-rami con le specifiche.
Cosa cambia? Cambia che il tuo cervello smette di dover ricordare 80 pagine di testo lineare e comincia a ricordare un’immagine. E le immagini, secondo Bill Gates, sono lo strumento di apprendimento del XXI secolo. Una mappa ben fatta si memorizza in dieci minuti e si ripassa in trenta secondi.
2. Lo schedario mentale
Quaranta articoli del Codice Deontologico FNOPI 2019. Tutta la legislazione sanitaria — leggi, decreti, articoli, commi — che devi sapere a memoria. Lo schedario mentale è una tecnica di codifica che associa ogni numero a un’immagine fissa, e ogni immagine a un contenuto. Il numero 7 diventa un’ascia. Il numero 12 diventa una colonna romana. L’articolo 7 del Codice Deontologico diventa un’ascia che fa qualcosa di specifico legato a quel contenuto.
Risultato: non ti chiedi più “ma cosa diceva l’articolo 12?”. Pensi alla colonna, e il contenuto compare.
3. I PAV (Personaggio-Azione-Vita)
I nomi dei farmaci sono il girone infernale del concorso infermieri 2026. Furosemide, idroclorotiazide, ramipril, enalapril, lisinopril, candesartan, irbesartan, valsartan. Suonano tutti uguali. Si confondono. Te ne sbagli uno e fanno fuori l’intera domanda.
I PAV servono esattamente a questo: trasformare un nome astratto in una scena vivida e personale. Il candesartan diventa una candela accesa che brucia in un giardino. Te la ricordi per sempre. Stessa logica per scale di valutazione, autori, classi farmacologiche.
4. Il Palazzo della Memoria
Tutta la sequenza del BLS-D (Basic Life Support and Defibrillation). I dieci passaggi della medicazione di una ferita chirurgica complessa. Il protocollo per la gestione di un catetere venoso centrale.
Il Palazzo della Memoria è la tecnica più antica del mondo — la usavano i poeti greci per recitare l’Iliade a memoria — e funziona così: prendi un percorso fisico che conosci alla perfezione (la tua casa, l’ospedale dove lavori, la strada per il bar), associi a ogni tappa una fase della procedura, e quando devi richiamare la sequenza la “passeggi” mentalmente.
Funziona così bene che è ancora usato oggi nei campionati mondiali di memoria. E sì, ti permette di tenere a mente venti procedure operative diverse senza confonderle.

Pianificazione realistica per chi lavora a turni h24
Qui devo essere onesto. La maggior parte dei consigli che leggi online sulla preparazione dei concorsi è scritta da gente che non ha mai smontato da una notte alle sette del mattino. Ti dicono “studia due ore al giorno, sempre alla stessa ora”. Bellissimo. Peccato che tu domani hai il pomeriggio, dopodomani la notte, sabato il weekend lungo, e domenica vuoi vedere tuo figlio prima che dimentichi che faccia hai.
Quindi dimentichiamoci della routine perfetta. Funziona così:
- Blocchi flessibili da 90 minuti, non da due ore. Novanta minuti è la durata massima di concentrazione profonda secondo i ritmi ultradiani — lo dice il neuroscienziato Nathaniel Kleitman.
- Sei blocchi a settimana, distribuiti in base ai turni. Non sette: un giorno di stacco vero serve al cervello per consolidare le tracce di memoria.
- Un blocco ogni tre giorni dedicato esclusivamente al ripasso delle mappe mentali fatte nei giorni precedenti. È la regola della curva dell’oblio di Ebbinghaus: se non ripassi a 24 ore, 72 ore e una settimana, perdi il 75% di quello che hai studiato.
- Una simulazione cronometrata a settimana, dalla quinta settimana in poi. La simulazione vale il doppio dello studio passivo. È quello che il candidato medio salta sempre. Non saltarlo.
Con questa struttura, in tre mesi porti via 1.200 pagine. Con lo studio tradizionale, ce ne vogliono sei.
I titoli che valorizzano la tua candidatura in graduatoria
Vincere il concorso infermieri 2026 non è solo superare le prove. Conta anche dove ti piazzi in graduatoria, perché molti bandi hanno una doppia logica: idoneo e vincitore. Più alto sei in graduatoria, più velocemente vieni chiamato.
I titoli che pesano di più: master di I e II livello riconosciuti dal MIUR (area critica, area geriatrica, infermiere di famiglia e comunità, wound care, case management); specializzazioni infermieristiche (anestesia e rianimazione, terapia intensiva neonatale); esperienza professionale in SSN o strutture accreditate (peso elevato, non sottovalutarlo); certificazioni inglese dal B2 in su; pubblicazioni scientifiche e partecipazione a convegni ECM.
Se sei a un anno dal concorso e non hai un master, valuta un master online da 60 CFU: lo prendi in 6-12 mesi e in graduatoria pesa quanto due anni di servizio.
I 3 errori che fa il 95% dei candidati al concorso infermieri
Li ho visti talmente tante volte che quando uno studente mi dice “ho fatto uno scritto difficilissimo” indovino quale errore ha fatto prima ancora che lo dica.
Errore 1: studiare dai manuali senza esercitarsi sui quiz reali. Le banche dati ufficiali dei concorsi superati sono pubbliche. Quando un ente bandisce un concorso, spesso pubblica anche la banca dati delle domande della prova preselettiva (la Puglia con il suo Concorso Unico l’ha appena fatto, mille posti, banca dati online). Non usarle è come allenarsi per una maratona senza mai correre. Devi fare almeno 2.500 quiz nei tre mesi prima della prova.
Errore 2: sottovalutare la farmacologia. Te l’avevo detto. È la materia dove il metodo tradizionale fallisce di più (troppi nomi simili, troppi dosaggi, troppe classi che si confondono). Ed è anche quella su cui, statisticamente, si gioca il maggior numero di domande discriminanti. Se non usi i PAV per la farmacologia, parti già perdente.
Errore 3: concentrarsi solo sullo scritto e arrivare alla prova pratica impreparato. L’ho vista decine di volte: candidati brillanti che superano la scritta con 28/30 e poi crollano alla pratica perché non hanno mai recitato a voce alta una procedura. La pratica si prepara simulandola, non leggendo. Devi recitare le procedure davanti allo specchio, davanti a un collega, davanti al gatto se necessario. Ma non in silenzio.
Cosa monitorare per i prossimi bandi del 2026
Se non riesci a partecipare ai bandi già pubblicati, non ti preoccupare. Te lo dico con certezza: nella seconda metà del 2026 usciranno altri bandi importanti. La scadenza PNRR del 31 dicembre obbliga le regioni a riempire le Case di Comunità prima di fine anno, e molte ASL hanno già anticipato che pubblicheranno bandi da settembre in poi.
Tieni d’occhio:
- Gazzetta Ufficiale – 4ª Serie Speciale Concorsi ed Esami (martedì e venerdì)
- fnopi.it sezione bandi
- inpa.gov.it per i concorsi degli enti centrali (INPS, INAIL, Ministero Salute)
- I siti delle ASL, AO e IRCCS della tua regione
E comincia a prepararti adesso. Non a settembre. Adesso. Perché quando esce il bando hai 30 giorni per la domanda e tipicamente 60-90 giorni alla prima prova. Tre mesi totali. Se cominci da zero quando esce il bando, sei già in ritardo.
Se vuoi vedere come funziona da vicino il metodo che ho codificato in quindici anni, parti dal nostro Metodo IPT. Se invece arrivi da un altro tipo di concorso sanitario, leggi l’approfondimento dedicato a come studiare per il concorso infermieri 2026 OSS oppure la guida generale su come studiare per un concorso pubblico.
In conclusione: non è la quantità di ore, è la densità di memorizzazione
Vincere un concorso infermieri 2026 non dipende da quante ore strappi al tuo turno. Dipende da quanta memoria reale generi per ogni ora di studio. Studiare due ore con il metodo sbagliato vale meno che studiare quaranta minuti con il metodo giusto. È matematica del cervello, non un’opinione.
Negli ultimi quindici anni ho visto centinaia di infermieri passare il concorso infermieri 2026 usando questo metodo. Persone che lavoravano in cooperativa, che facevano i turni, che avevano un figlio piccolo, che non avevano dormito. Persone che avevano provato due, tre, quattro volte e erano arrivate da me dicendo “Manuel, è l’ultima”. E sono passate.
Non perché siano più intelligenti di te. Perché hanno cambiato metodo.
Sapere come prepararsi al concorso infermieri 2026 in modo strutturato vale più di mille ore passate sui manuali nel modo sbagliato.
Sapere come prepararsi al concorso infermieri 2026 in modo strutturato vale più di mille ore passate sui manuali nel modo sbagliato.
Se vuoi vedere come funziona dal vivo, ho organizzato un workshop gratuito di 2 ore dove ti mostro le quattro tecniche del metodo Tony Buzan applicate a un esempio concreto di farmacologia infermieristica. Niente teoria astratta. Solo cose che puoi usare la mattina dopo.
Iscriviti al nostro Workshop Gratuito
Ente di formazione accreditato alla Regione Lazio con n. G13572
FAQ — Domande frequenti sul concorso infermieri 2026
Quanti posti ci sono nei concorsi infermieri 2026?
Solo nei primi cinque mesi del 2026 sono stati pubblicati bandi per oltre 2.000 posti a tempo indeterminato. La carenza nazionale stimata dalla Corte dei Conti è di 65.000 unità, quindi i bandi continueranno a uscire con frequenza settimanale per tutto l’anno e gli anni successivi.
Come si fa a partecipare al concorso infermieri 2026?
Devi avere la Laurea triennale in Infermieristica (Classe L/SNT1), essere iscritto all’OPI della tua provincia, e presentare la domanda online sul portale dell’ente che bandisce, usando SPID/CIE/CNS e una PEC personale. La tassa di concorso varia da 10 a 15 euro.
Quali sono le materie del concorso infermieri 2026?
Le dieci materie principali sono: infermieristica generale e clinica, infermieristica medico-chirurgica, infermieristica materno-infantile, anatomia e fisiologia, farmacologia, igiene ed epidemiologia, etica e deontologia (Codice FNOPI 2019), legislazione sanitaria (con focus sul DM 77/2022), procedure infermieristiche, inglese B1-B2 e competenze digitali.
Quanto dura la prova scritta del concorso infermieri 2026?
Varia da bando a bando. Tipicamente 60-90 minuti per quiz a risposta multipla. La soglia di superamento è normalmente 21/30 o 28/40. Senza superare la scritta non si accede alla prova pratica e orale.
Quanto tempo ci vuole per prepararsi al concorso infermieri 2026?
Con il metodo tradizionale (lettura, sottolineatura, ripetizione) servono circa sei mesi di studio costante. Con un metodo basato sulle tecniche di memorizzazione visiva e sui PAV — come il metodo Tony Buzan — la stessa quantità di materia si copre in tre mesi.
Conviene fare un master per aumentare il punteggio in graduatoria?
Sì, soprattutto se sei a 6-12 mesi dalla prova. Un master da 60 CFU online riconosciuto dal MIUR (area critica, infermiere di famiglia, wound care, case management) pesa in graduatoria quanto circa due anni di servizio infermieristico, e si prende in modalità online compatibile con i turni.
Dove trovo l’elenco aggiornato dei bandi infermieri 2026?
Le fonti ufficiali sono la Gazzetta Ufficiale 4ª Serie Speciale Concorsi ed Esami (esce martedì e venerdì), il sito fnopi.it nella sezione bandi, e il portale unico inpa.gov.it. Per i bandi regionali consulta i siti delle ASL e Aziende Ospedaliere della tua regione.
Manuel Boscarelli — Trainer certificato dalla Tony Buzan International (la scuola numero uno al mondo per le mappe mentali), fondatore e responsabile della didattica di Io Passo il Test. Da oltre quindici anni aiuta studenti universitari, aspiranti docenti e professionisti a trasformare il proprio metodo di studio. È autore del manuale Io Passo il Test (Edizioni IPT) e ha formato migliaia di candidati a percorsi abilitanti, concorsi pubblici, test universitari ed esami di stato. Vive e lavora a Roma.
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