La memoria è uno degli strumenti più potenti che abbiamo a disposizione nello studio, ma spesso viene sottovalutata o sfruttata nel modo sbagliato. Quante volte ti sei trovato a passare ore sui libri, solo per dimenticare tutto pochi giorni dopo?
Se stai cercando di migliorare la tua capacità di ricordare le informazioni in modo più efficace e duraturo, sei nel posto giusto. Esistono infatti alcune tecniche che, se applicate correttamente, possono fare una grande differenza. Ma quali sono? E come puoi integrarle nella tua routine quotidiana di studio? Scopriamolo insieme.
SCOPRI IL METODO CHE HA GIÀ AIUTATO +9.000 STUDENTI
ORDINA IL LIBRO SMETTI DI RIPETERE COME UN PAPPAGALLO
Ti senti frustrato perché dopo ore di studio non ricordi nulla?
Quella terribile sensazione di vuoto durante gli esami… Quando tutto quello che hai studiato sembra svanire nel nulla.
Passi intere giornate sui libri sacrificando la tua vita sociale, eppure i risultati non arrivano.
E la cosa peggiore? Ripeti come un pappagallo e dopo pochi giorni devi ricominciare da capo.
Immagina invece di memorizzare al primo colpo, dimezzare i tempi di studio e dire addio all’ansia da esame.
ORDINA ORA IL LIBRO A SOLI 27€
Come organizzare lo studio
La quantità di argomenti richiesta dal Concorso ASMEL Enti Locali può sembrare scoraggiante se affrontata senza un piano chiaro. La differenza tra chi riesce e chi si blocca spesso sta proprio nella struttura della preparazione. Studiare senza metodo significa rischiare di perdere tempo, dimenticare le informazioni e arrivare alle prove senza sicurezza.
Ecco un approccio pratico e sostenibile:
1. Crea un piano di studio realistico
Prima di iniziare, valuta quanto tempo hai a disposizione fino alla data delle prove e suddividi i giorni in blocchi tematici.
Esempio: se mancano 90 giorni, dedica 60 giorni allo studio intensivo e 30 al ripasso e alle simulazioni.
Alterna le materie per evitare la monotonia (es. mattina diritto amministrativo, pomeriggio contabilità).
2. Suddividi le materie in micro-obiettivi
Non limitarti a dire “oggi studio diritto costituzionale”. Definisci capitoli precisi.
Esempio: “Articoli 1-12 della Costituzione” o “Atti amministrativi: classificazione e requisiti”.
Questo approccio ti permette di monitorare i progressi in modo misurabile.
3. Integra teoria ed esercitazioni
Il rischio più grande è fermarsi alla lettura delle norme. Il concorso valuta capacità di applicazione, quindi è essenziale:
Fare quiz giornalieri su ogni argomento appena studiato.
Ripetere ad alta voce concetti complessi.
Redigere brevi schemi o mappe mentali.
4. Organizza sessioni di ripasso ciclico
Il cervello dimentica rapidamente se non richiama le informazioni a intervalli regolari.
Ripassa gli argomenti a distanza di 1 giorno, 1 settimana e 1 mese dalla prima lettura.
Usa tecniche di richiamo attivo (flashcards, domande e risposte).
5. Simula le condizioni del concorso
Negli ultimi 30 giorni, dedica almeno 2-3 ore ogni settimana a simulazioni cronometrate.
Ricrea le condizioni reali: niente interruzioni, tempo limitato, uso di soli strumenti permessi.
Dopo la simulazione, correggi e analizza gli errori per evitare di ripeterli.
Suggerimento extra:
Se possibile, unisciti a gruppi di studio online o in presenza. Confrontarsi con altri candidati ti aiuta a chiarire dubbi, mantenere la motivazione alta e scoprire risorse utili che da solo potresti non trovare.
Strategie e tecniche di memorizzazione
Studiare per il Concorso ASMEL Enti Locali non significa solo leggere e capire le norme: la vera sfida è ricordarle e saperle richiamare rapidamente durante le prove, specialmente nei quiz a tempo o nei colloqui orali. Per questo motivo, applicare strategie di memorizzazione efficaci può fare la differenza tra un buon candidato e uno eccellente.
1. Metodo del richiamo attivo (Active Recall)
Invece di rileggere più volte lo stesso testo, prova a testarti continuamente:
Dopo aver studiato un argomento, chiudi il libro e scrivi tutto ciò che ricordi.
Crea domande e prova a rispondere senza guardare gli appunti.
Più sforzi fai per recuperare le informazioni, più queste restano impresse.
2. Spaced Repetition (Ripetizione dilazionata)
Il cervello dimentica se non viene stimolato a intervalli regolari.
Usa un calendario di ripasso: 1 giorno dopo, 7 giorni dopo, 30 giorni dopo la prima lettura.
Puoi utilizzare strumenti come Anki o Quizlet per gestire flashcards digitali.
3. Mappe concettuali e schemi visivi
Il diritto e le norme possono essere complesse: schematizzare aiuta a visualizzare i legami tra i concetti.
Usa colori diversi per evidenziare articoli, principi e eccezioni.
Disegna diagrammi ad albero per procedure e gerarchie.
4. Metodo dei loci (Palazzo della memoria)
Tecnica antica ma molto efficace:
Associa concetti complessi a luoghi familiari (stanze di casa, strade conosciute).
Immagina di “camminare” in questi luoghi e di trovare “oggetti” che rappresentano le informazioni da ricordare.
5. Studio multisensoriale
Coinvolgere più sensi facilita la memorizzazione:
Leggi ad alta voce per stimolare l’udito.
Scrivi a mano gli appunti per attivare la memoria motoria.
Registra spiegazioni e riascoltale durante i momenti liberi.
6. Ripetizione spiegata a terzi
Il cosiddetto metodo Feynman:
Spiega l’argomento a un amico o a un familiare come se fosse un principiante.
Se non riesci a spiegare un concetto in modo semplice, significa che non lo hai ancora assimilato a fondo.
Consiglio pratico:
Alterna lo studio delle norme con esercizi pratici e quiz. Il passaggio continuo tra teoria e applicazione è il modo migliore per fissare i concetti e ridurre il rischio di “vuoti di memoria” durante l’esame.
Come affrontare le prove
Superare il Concorso ASMEL Enti Locali richiede non solo preparazione teorica, ma anche strategia operativa per affrontare ciascuna fase con metodo e lucidità. Ogni prova ha le sue peculiarità e, per ottenere il massimo, è importante adattare il proprio approccio in base al tipo di esame.
1. Prova preselettiva
La preselezione è spesso il primo ostacolo da superare.
Gestisci il tempo: i quiz a risposta multipla richiedono rapidità. Se una domanda ti blocca, passa oltre e torna dopo.
Allenati con simulazioni cronometrate: riproduci le stesse condizioni dell’esame per ridurre l’ansia e migliorare la velocità di risposta.
Concentrati sui punti forti: alcune materie pesano più di altre. Consolidare le aree dove sei già forte ti permette di guadagnare tempo per le domande più complesse.
2. Prova scritta
La prova scritta può includere sia domande teoriche che esercizi pratici.
Organizza la risposta: inizia con una breve introduzione, sviluppa il corpo centrale e concludi con una sintesi chiara.
Cita riferimenti normativi: menzionare l’articolo o la legge di riferimento dimostra padronanza della materia.
Mantieni la leggibilità: usa frasi brevi e paragrafi ben distinti; una buona presentazione può influenzare positivamente la valutazione.
3. Prova orale
Il colloquio valuta non solo la conoscenza, ma anche la capacità di comunicare in modo chiaro e sicuro.
Allenati a parlare ad alta voce: ripeti i concetti principali come se li stessi spiegando a un collega.
Simula domande a sorpresa: chiedi a un amico di farti domande casuali sulle materie del bando per abituarti a ragionare “a caldo”.
Cura postura e tono di voce: mantieni contatto visivo, evita di parlare troppo in fretta e usa un tono fermo ma naturale.
4. Gestione dell’ansia
Respira profondamente prima di iniziare ogni prova.
Usa tecniche di rilassamento rapido, come il respiro 4-4-4 (inspira per 4 secondi, trattieni per 4, espira per 4).
Ricorda che un po’ di tensione è normale e può persino migliorare la concentrazione.
Suggerimento finale:
Considera ogni fase come un “gradino” verso l’obiettivo. Anche se la competizione è alta, affrontare le prove con metodo e serenità aumenta le tue probabilità di successo in modo significativo.
Errori da evitare nella preparazione
Anche i candidati più motivati possono compromettere le proprie possibilità di successo commettendo errori strategici durante la preparazione. Conoscere in anticipo questi rischi ti permette di evitarli e di concentrarti solo su ciò che ti avvicina davvero all’obiettivo.
1. Mancanza di pianificazione
Studiare “quando si ha tempo” è una delle trappole più comuni.
Senza un programma chiaro, si tende a concentrarsi solo sulle materie preferite, trascurando quelle più complesse.
La soluzione è creare un calendario di studio strutturato, con obiettivi giornalieri e settimanali ben definiti.
2. Studio passivo
Limitarsi a leggere e sottolineare testi senza fare esercizi porta a una falsa sensazione di preparazione.
La conoscenza teorica va sempre accompagnata da quiz, simulazioni e casi pratici per fissare le informazioni e capire come applicarle.
3. Ignorare la normativa aggiornata
Molti candidati studiano su materiali vecchi e non verificano eventuali modifiche legislative.
Poiché il diritto è in continua evoluzione, è fondamentale controllare sempre le fonti ufficiali (Gazzetta Ufficiale, siti ministeriali) per evitare di memorizzare norme superate.
4. Trascurare le materie “minori”
Materie come informatica o lingua inglese, spesso percepite come secondarie, possono invece essere decisive per il punteggio finale.
Dedica tempo a ogni disciplina, anche a quelle che sembrano meno rilevanti.
5. Non simulare l’esame
Affrontare il concorso senza aver mai provato simulazioni a tempo reale è come correre una maratona senza allenamento specifico.
Le prove simulate aiutano a gestire lo stress, ottimizzare il tempo e ridurre gli errori dovuti alla fretta.
Nota importante:
Prepararsi bene non significa solo studiare tanto, ma studiare in modo intelligente. Eliminare queste cattive abitudini ti farà guadagnare tempo e aumenterà la tua sicurezza durante l’esame.
Conclusione
Prepararsi al Concorso ASMEL Enti Locali è un percorso che richiede impegno, costanza e capacità di organizzarsi. Non si tratta soltanto di memorizzare norme e procedure, ma di sviluppare un metodo di studio che ti permetta di arrivare alle prove con lucidità e fiducia. Ogni ora che dedichi alla preparazione è un investimento su te stesso e sul tuo futuro professionale.
Ricorda che non stai semplicemente cercando un lavoro: stai puntando a entrare in un contesto in cui il tuo contributo può fare la differenza per la comunità. Lavorare in un ente locale significa essere parte attiva nel miglioramento dei servizi pubblici, nella gestione trasparente delle risorse e nel supporto ai cittadini. È una responsabilità importante, ma anche un’opportunità unica per mettere le tue competenze al servizio del bene comune.
Il cammino potrà sembrarti lungo e, in certi momenti, potresti sentirti sopraffatto dalla mole di materie da studiare o dalla pressione della competizione. In quei momenti, ricorda perché hai iniziato: che si tratti di stabilità economica, crescita professionale o desiderio di contribuire alla tua comunità, il tuo obiettivo merita ogni sforzo.
Mantieni la disciplina, segui un piano, sfrutta al meglio le tecniche di memorizzazione e affronta ogni prova come un gradino verso il traguardo. Non lasciare che il dubbio o la paura ti fermino: la preparazione costante, anche nei giorni in cui sembra difficile, è ciò che farà la differenza.
Ogni grande risultato nasce da una serie di piccoli passi quotidiani. Il giorno dell’esame non sarà un momento isolato, ma il frutto del lavoro che avrai costruito con costanza e determinazione. E quando vedrai il tuo nome nella graduatoria degli idonei, saprai che ogni sacrificio è valso la pena.
Il Concorso ASMEL per gli Enti Locali
è diventato, negli ultimi anni, uno degli appuntamenti più attesi da chi desidera lavorare nella pubblica amministrazione, in particolare nei comuni e negli enti locali italiani. Partecipare a questa selezione significa aprirsi la strada verso un impiego stabile, ben retribuito e ricco di opportunità di crescita professionale. Non si tratta soltanto di un concorso, ma di una vera e propria porta di accesso a un mondo dove le competenze individuali possono fare la differenza nel miglioramento dei servizi alla cittadinanza.
ASMEL, acronimo di Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali, organizza una procedura concorsuale centralizzata che consente a decine di comuni e amministrazioni locali di attingere a un’unica graduatoria di idonei. Questo significa che superare le prove non offre solo la possibilità di lavorare in un singolo ente, ma apre le porte a più enti contemporaneamente, aumentando le possibilità di essere chiamati in tempi brevi.
Negli ultimi anni, l’interesse verso il concorso ASMEL è cresciuto in modo esponenziale grazie a diversi fattori: la semplificazione delle procedure, la possibilità di svolgere alcune prove online, l’ampio ventaglio di profili ricercati (amministrativi, tecnici, contabili, informatici, ecc.) e la stabilità contrattuale che ne deriva. Tuttavia, proprio per questo motivo, la competizione è molto alta: migliaia di candidati si iscrivono a ogni edizione e soltanto una preparazione mirata e costante può fare la differenza.
In questo articolo, andremo ad analizzare in dettaglio cosa bisogna studiare e come organizzare lo studio per affrontare al meglio ogni fase della selezione. Ti guiderò passo passo nella comprensione delle materie richieste, delle tecniche di memorizzazione più efficaci e delle strategie per arrivare al giorno delle prove con la massima sicurezza.
Cos’è l’ASMEL e a cosa serve
L’ASMEL – Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali – è un’organizzazione senza scopo di lucro nata con l’obiettivo di supportare i comuni e le amministrazioni locali italiane nella gestione e nell’innovazione dei loro processi. Fondata per favorire la collaborazione tra enti e rendere più efficiente la macchina amministrativa, ASMEL si pone come punto di riferimento per la digitalizzazione, la formazione e la semplificazione delle procedure burocratiche.
Uno degli aspetti più importanti della sua attività è proprio la gestione di concorsi pubblici in forma aggregata. Invece di organizzare singolarmente le proprie selezioni, molti comuni aderenti delegano ad ASMEL l’intero processo concorsuale. Questo approccio porta diversi vantaggi:
Riduzione dei costi per le singole amministrazioni, che non devono predisporre bandi separati.
Uniformità nelle procedure, garantendo trasparenza e imparzialità.
Maggiore visibilità delle opportunità di lavoro, poiché un unico concorso serve più enti.
Il concorso ASMEL crea una graduatoria unica dalla quale ogni ente aderente può attingere per assumere personale. Questo significa che un candidato idoneo non si limita a sperare in un solo posto disponibile, ma può essere contattato da diversi comuni per ruoli anche differenti, in base al proprio profilo professionale.
Oltre ai concorsi, ASMEL promuove attività di formazione continua per il personale degli enti locali, offre servizi di supporto tecnico-legale e sviluppa strumenti digitali per semplificare la gestione amministrativa. La sua missione è chiara: modernizzare la pubblica amministrazione locale rendendola più vicina, veloce ed efficiente per i cittadini.
Conoscere a fondo il ruolo di ASMEL è fondamentale per affrontare il concorso con maggiore consapevolezza: non si tratta solo di superare delle prove, ma di entrare in una rete organizzativa ampia, dove competenze e professionalità vengono valorizzate e messe al servizio di più realtà territoriali.
Come funziona il concorso ASMEL Enti Locali
Il Concorso ASMEL Enti Locali si distingue per la sua struttura snella ed efficace, pensata per permettere a più amministrazioni di reclutare personale qualificato tramite un’unica procedura. Il processo è suddiviso in più fasi, ognuna delle quali ha regole precise e criteri di valutazione trasparenti. Conoscerle bene ti aiuterà a prepararti in modo mirato e ad affrontare le prove con maggiore sicurezza.
1. Pubblicazione dell’avviso e iscrizione
Tutto inizia con la pubblicazione dell’avviso ufficiale, che riporta i requisiti di partecipazione, le modalità di iscrizione e le date indicative delle prove. L’iscrizione avviene esclusivamente online sul portale ASMEL o tramite la piattaforma indicata nel bando, compilando un modulo e allegando la documentazione richiesta (documento d’identità, eventuali titoli di studio e professionali, ricevuta del pagamento della tassa di concorso). È fondamentale rispettare le scadenze: una domanda inviata anche solo un minuto dopo il termine non viene accettata.
2. Requisiti di partecipazione
A seconda del profilo per cui si concorre (amministrativo, tecnico, contabile, informatico, ecc.), possono essere richiesti:
Diploma di scuola superiore o laurea specifica.
Cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’UE.
Godimento dei diritti civili e politici.
Assenza di condanne penali che impediscano l’accesso alla PA.
3. Fase di preselezione
Quando il numero di candidati supera un certo limite, viene organizzata una prova preselettiva a quiz. I quesiti sono a risposta multipla e vertono su materie come diritto amministrativo, diritto costituzionale, normativa sugli enti locali, logica, informatica e lingua inglese. Superano la preselezione solo i candidati che raggiungono la soglia minima prevista dal bando.
4. Prova scritta
La prova scritta può consistere in:
Quesiti a risposta multipla e/o aperta.
Esercizi pratici legati al profilo (es. redazione di atti, analisi di casi, calcoli contabili).
Il punteggio è determinante per l’accesso alla fase successiva.
5. Prova orale
Il colloquio orale verifica non solo le conoscenze tecniche, ma anche la capacità di ragionamento, la chiarezza espositiva e, in alcuni casi, la padronanza di una lingua straniera. Vengono inoltre valutate competenze trasversali come il problem solving e l’attitudine al lavoro di squadra.
6. Formazione della graduatoria unica
Al termine delle prove viene creata una graduatoria di idonei. Questa graduatoria resta valida per più anni e viene utilizzata da tutti gli enti locali aderenti per assumere personale. Essere inseriti significa poter ricevere chiamate anche mesi o anni dopo il concorso.
In sintesi, il concorso ASMEL è un’opportunità che richiede preparazione su più fronti: normativa, logica, competenze tecniche e abilità comunicative. Prepararsi conoscendo la struttura delle prove è il primo passo per affrontarle con metodo e serenità.
Cosa studiare per il concorso ASMEL
Uno degli errori più comuni tra i candidati è sottovalutare l’ampiezza e la varietà del programma. Il concorso ASMEL non si limita a verificare la conoscenza di singole normative, ma valuta la capacità di comprendere, interpretare e applicare le leggi e i regolamenti al contesto operativo degli enti locali. Per questo motivo, la preparazione deve essere strutturata e completa, toccando sia le materie giuridiche che quelle tecnico-pratiche.
Di seguito, le principali aree di studio richieste:
1. Diritto amministrativo
Fonti del diritto e gerarchia delle norme.
Atti amministrativi: tipologie, requisiti di validità, efficacia e vizi.
Procedimento amministrativo (L. 241/1990) e trasparenza amministrativa.
Accesso agli atti e tutela della privacy (Regolamento UE 2016/679 – GDPR).
Responsabilità della Pubblica Amministrazione e responsabilità dei dipendenti pubblici.
2. Diritto costituzionale
Principi fondamentali della Costituzione italiana.
Diritti e doveri dei cittadini.
Ordinamento dello Stato e delle Regioni.
Funzioni e ruoli del Parlamento, del Governo, della Presidenza della Repubblica e della Magistratura.
3. Normativa sugli enti locali
Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000): funzioni di comuni, province e città metropolitane.
Statuti comunali e regolamenti.
Organi di governo degli enti locali: sindaco, giunta, consiglio comunale.
4. Contabilità pubblica
Principi di contabilità armonizzata.
Bilancio di previsione e rendiconto di gestione.
Entrate e spese degli enti locali.
Patto di stabilità interno.
5. Trasparenza e anticorruzione
Normativa in materia di prevenzione della corruzione (L. 190/2012).
Piani triennali per la prevenzione della corruzione.
Obblighi di pubblicità e trasparenza (D.Lgs. 33/2013).
6. Informatica
Uso del pacchetto Office (Word, Excel, PowerPoint).
Posta elettronica e PEC.
Firma digitale e protocolli informatici.
Nozioni di sicurezza informatica.
7. Lingua inglese
Comprensione di testi brevi.
Traduzione di frasi semplici.
Vocabolario base relativo all’ambito amministrativo.
Consiglio pratico:
Non limitarti alla lettura passiva dei testi normativi. Integra lo studio con schemi, riassunti e test di verifica. Allenati con quiz a risposta multipla: sono il formato più frequente, soprattutto nelle preselezioni, e ti permettono di consolidare la memoria in modo attivo.
4 tecniche di memorizzazione per migliorare il tuo studio
Per migliorare la memoria nello studio, esistono diverse tecniche che non solo facilitano l’apprendimento, ma aiutano anche a ricordare le informazioni a lungo termine. Tra queste, quattro tecniche si distinguono per la loro efficacia e versatilità: le mappe mentali, la tecnica del PAV (Paradosso, Azione, Vivido), la tecnica del Pomodoro e la tecnica dei Loci di Cicerone. Vediamo nel dettaglio come funzionano e come puoi utilizzarle concretamente nel tuo percorso di studi.
1. Mappe mentali
Le mappe mentali sono uno strumento visuale che consente di organizzare informazioni complesse in modo semplice e chiaro. Inventate da Tony Buzan, queste mappe consistono nel prendere un argomento centrale e ramificare tutte le idee correlate intorno ad esso, usando colori, immagini e parole chiave. Questo metodo sfrutta la capacità del cervello di pensare in maniera associativa, facilitando la creazione di connessioni tra concetti.
Come funziona: Immagina di dover studiare per un esame di psicologia. Prendi un argomento, ad esempio “Memoria”, e scrivilo al centro di un foglio. Da questo punto, disegna delle ramificazioni per ogni sottotema, come “Memoria a breve termine”, “Memoria a lungo termine” e “Memoria sensoriale”. A loro volta, questi temi si dirameranno in altri dettagli, come tecniche di memorizzazione, patologie della memoria, e così via. Utilizzando colori diversi per ogni ramo e aggiungendo immagini o simboli per rappresentare i concetti, stimoli la tua creatività e agevoli il processo di memorizzazione.
Esempio: Supponiamo tu debba memorizzare la struttura del sistema nervoso. Potresti creare una mappa mentale che parte dalla parola “Sistema Nervoso” e da lì suddividere in “Sistema Nervoso Centrale” e “Sistema Nervoso Periferico”. Poi aggiungi i dettagli di ciascun sistema, con altre ramificazioni che descrivono “Cervello”, “Midollo Spinale”, “Nervi” e così via. In questo modo, non solo vedrai il quadro completo, ma ricorderai più facilmente le relazioni tra le varie parti.
2. Tecnica del PAV (Paradosso, Azione, Vivido)
La tecnica del PAV è una strategia mnemotecnica che si basa sull’associazione di immagini fortemente emotive e insolite per ricordare informazioni. Il principio è semplice: la mente umana tende a ricordare meglio ciò che è straordinario, bizzarro o vividamente rappresentato.
Come funziona: Per memorizzare un concetto o una parola, devi creare nella tua mente un’immagine che incorpori tre elementi: un paradosso (qualcosa di sorprendente o assurdo), un’azione (movimento o attività) e un aspetto vivido (immagini colorate, dettagliate o emozionalmente forti). Questo metodo sfrutta la tendenza del cervello a conservare meglio le informazioni che si distinguono per la loro unicità.
Esempio: Supponiamo tu stia cercando di ricordare il termine “enzimi”, che sono proteine che catalizzano le reazioni chimiche nel corpo. Potresti immaginare un gigantesco enzima con gli occhiali da sole (paradosso) che corre su una pista da corsa, spingendo una reazione chimica come fosse una biglia gigante (azione), il tutto immerso in un paesaggio futuristico con colori brillanti e fumi colorati (vivo). Questa scena assurda e dinamica ti aiuterà a richiamare il concetto di enzima molto più facilmente.
3. Tecnica del Pomodoro
La tecnica del Pomodoro è un metodo di gestione del tempo sviluppato da Francesco Cirillo alla fine degli anni ’80. Si basa sul suddividere lo studio in brevi sessioni intense, seguite da brevi pause, per mantenere alta la concentrazione ed evitare il sovraccarico mentale.
Come funziona: Il principio è semplice: imposti un timer per 25 minuti, durante i quali ti dedichi intensamente allo studio (un “pomodoro”). Al termine dei 25 minuti, fai una pausa di 5 minuti. Dopo quattro “pomodori”, fai una pausa più lunga, di 15-30 minuti. Questo ciclo ti aiuta a spezzare il lavoro in blocchi gestibili, migliorando la concentrazione e riducendo la fatica mentale.
Esempio: Se stai preparando un esame di diritto costituzionale e hai diversi capitoli da studiare, puoi suddividere ogni sezione in sessioni da 25 minuti. Studia ad esempio il “titolo I” in un pomodoro, poi prenditi una breve pausa di 5 minuti prima di passare al “titolo II”. Dopo quattro pomodori, concediti una pausa più lunga per rilassarti e rigenerarti, così da mantenere alta la tua produttività senza sentirti sopraffatto.
4. Tecnica dei Loci di Cicerone
La tecnica dei Loci, nota anche come “palazzo della memoria“, è una delle più antiche tecniche mnemotecniche. Si dice che fosse utilizzata da oratori greci e romani, come Cicerone, per ricordare lunghi discorsi. Si basa sull’associazione di informazioni con luoghi familiari, permettendo di “passeggiare” mentalmente attraverso di essi per richiamare le informazioni.
Come funziona: Immagina di camminare attraverso un luogo che conosci bene, come la tua casa o il tuo quartiere. Ora associa ogni concetto che vuoi ricordare a un punto specifico di quel luogo. Ad esempio, potresti associare il primo concetto all’ingresso della tua casa, il secondo alla cucina, il terzo alla tua stanza, e così via. Quando devi ricordare le informazioni, visualizza mentalmente questo “cammino” e recupera i dettagli collegati a ciascun luogo.
Esempio: Se stai studiando la storia della Rivoluzione Francese e hai bisogno di ricordare gli eventi principali, puoi associare ogni evento a una stanza della tua casa. Potresti immaginare la “presa della Bastiglia” che avviene nel tuo salotto, con le porte che si spalancano drammaticamente, e poi visualizzare “la dichiarazione dei diritti dell’uomo” sulla tavola della tua cucina, come un documento luminoso e fluttuante. Man mano che “cammini” per la casa, ripercorri mentalmente gli eventi, richiamando le informazioni legate a ogni luogo.
Altri consigli utili
Migliorare la memoria nello studio è una delle sfide principali che gli studenti affrontano, soprattutto durante periodi di esami intensi. Una memoria efficiente non solo permette di ricordare meglio i concetti appresi, ma rende lo studio più produttivo e meno stressante. Di seguito, esploreremo cinque consigli pratici che puoi adottare per migliorare la tua memoria e ottenere migliori risultati accademici.
1. Organizzare il materiale di studio in modo logico
Uno degli errori più comuni che si commette è quello di affrontare lo studio senza una chiara organizzazione. Il cervello funziona meglio quando le informazioni sono presentate in modo coerente e strutturato. Raggruppare i concetti in categorie logiche o tematiche facilita la comprensione e la memorizzazione.
Come fare: Prima di iniziare a studiare, organizza il materiale in base agli argomenti. Puoi usare schemi, elenchi o tabelle per raggruppare le informazioni in modo ordinato. Questo aiuta a creare una “mappa mentale” che rende più semplice ricordare dove si trovano i dettagli all’interno del tema generale. Se studi anatomia, ad esempio, puoi suddividere le informazioni per sistemi (nervoso, digestivo, muscolare) e all’interno di ciascun sistema, creare ulteriori suddivisioni (organi, funzioni, patologie).
Perché funziona: Il cervello ama le strutture chiare. Quando le informazioni sono presentate in modo ordinato, il cervello trova più facile richiamarle, perché sa esattamente dove “cercarle” nel proprio archivio mentale.
2. Usare la ripetizione distribuita nel tempo
La ripetizione è un metodo di memorizzazione ben noto, ma la chiave del suo successo sta nel modo in cui viene applicata. Ripetere le informazioni in un breve arco di tempo porta spesso a risultati temporanei. Invece, la ripetizione distribuita nel tempo è una tecnica che migliora la memoria a lungo termine, ripetendo il materiale a intervalli progressivi.
Come fare: Dopo aver studiato un argomento, revisionalo il giorno seguente, poi di nuovo dopo 3 giorni, una settimana e infine un mese. Ogni volta che torni sul materiale, non è necessario rileggerlo interamente: concentrati sui concetti chiave e verifica quanto ricordi. Un’ottima strategia è quella di usare una “spaced repetition app” come Anki, che aiuta a programmare le revisioni nel tempo.
Perché funziona: La ripetizione distanziata sfrutta un fenomeno chiamato “curva dell’oblio”, secondo il quale tendiamo a dimenticare le informazioni rapidamente se non le ripetiamo. Tornare sul materiale in momenti specifici rinforza i collegamenti neuronali, rendendo più difficile dimenticare.
3. Adottare un’alimentazione sana e dormire a sufficienza
L’alimentazione e il sonno sono elementi fondamentali per il funzionamento ottimale del cervello. Un’alimentazione equilibrata, ricca di nutrienti, e un sonno di qualità contribuiscono direttamente alla memoria, alla concentrazione e alla capacità di apprendimento.
Come fare: Integra nella tua dieta cibi che favoriscono la salute cerebrale, come frutta secca, pesce azzurro, verdure a foglia verde, frutta e cereali integrali. Questi alimenti sono ricchi di acidi grassi omega-3, antiossidanti e vitamine essenziali per la memoria. Allo stesso tempo, assicurati di dormire almeno 7-8 ore per notte, perché il sonno è il momento in cui il cervello consolida le informazioni apprese durante il giorno.
Perché funziona: Durante il sonno profondo, il cervello organizza e archivia i ricordi, facilitando il richiamo delle informazioni. Inoltre, una dieta sana garantisce al cervello l’energia e i nutrienti necessari per funzionare al meglio, migliorando così la capacità di concentrazione e memorizzazione.
4. Fare esercizio fisico regolare
Non è solo lo studio a migliorare la memoria, ma anche il movimento fisico. L’esercizio regolare stimola il flusso sanguigno al cervello, favorendo la crescita di nuove cellule cerebrali e migliorando l’ossigenazione, due fattori essenziali per una memoria efficiente.
Come fare: Non è necessario diventare atleti per godere dei benefici dell’esercizio fisico. Anche 30 minuti di attività moderata al giorno, come camminare, correre o fare yoga, possono fare una grande differenza. L’importante è mantenere una routine costante. Se possibile, inserisci una breve camminata all’aperto durante le pause dallo studio: questo ti aiuterà anche a ridurre lo stress.
Perché funziona: L’esercizio fisico aumenta la neuroplasticità, ovvero la capacità del cervello di adattarsi e creare nuove connessioni. Inoltre, riduce lo stress e l’ansia, due fattori che possono ostacolare la memoria e l’apprendimento.
5. Sfruttare la visualizzazione e le tecniche mnemotecniche
Le tecniche mnemotecniche e la visualizzazione sono strumenti potenti per migliorare la memorizzazione. Associare concetti astratti a immagini o schemi mentali vividi aiuta a creare connessioni più forti e facilita il richiamo delle informazioni. La memoria visiva è particolarmente potente, poiché il nostro cervello è naturalmente predisposto a ricordare immagini piuttosto che parole astratte.
Come fare: Usa la tecnica dei loci o delle associazioni per ricordare elenchi o concetti complessi. Ad esempio, se devi memorizzare le capitali europee, immagina di camminare per una strada della tua città e di vedere ad ogni incrocio un simbolo rappresentativo di ciascuna capitale. Oppure, crea una storia bizzarra che collega tutti i concetti da memorizzare, rendendoli più facili da richiamare in seguito.
Perché funziona: Le immagini, soprattutto quelle vivide o insolite, rimangono più impresse nella memoria rispetto alle parole. Le tecniche mnemotecniche sfruttano questa predisposizione naturale del cervello, rendendo le informazioni più facili da ricordare e rievocare anche a distanza di tempo.
Adottare queste abitudini può fare una grande differenza nel modo in cui memorizzi e apprendi le informazioni. Organizzare lo studio, gestire il tempo e prendersi cura del proprio corpo e della propria mente sono tutti elementi chiave per migliorare le performance accademiche e vivere lo studio in modo più sereno e produttivo.
Conclusione
Migliorare la memoria non è solo questione di tecniche, ma di pratica costante e di trovare ciò che funziona meglio per te. Le quattro strategie che abbiamo esplorato — mappe mentali, tecnica del PAV, tecnica del Pomodoro e tecnica dei Loci di Cicerone — sono strumenti potenti, ma integrarle nel tuo metodo di studio richiederà impegno e adattamento. Se applicate con costanza, queste tecniche possono fare la differenza tra uno studio stressante e uno efficace.
Ma questo è solo l’inizio. Vuoi scoprire altre strategie per ottimizzare il tuo apprendimento? Il nostro blog è ricco di contenuti pensati per aiutarti a sviluppare un metodo di studio su misura per te. Continua a leggere per approfondire temi come la gestione del tempo, le tecniche di concentrazione e i segreti per affrontare gli esami senza stress. Sei pronto a portare le tue performance accademiche al livello successivo?












