Come studiare economia politica

Come studiare economia politica: 5 consigli essenzali

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Quella terribile sensazione di vuoto durante gli esami… Quando tutto quello che hai studiato sembra svanire nel nulla.

Passi intere giornate sui libri sacrificando la tua vita sociale, eppure i risultati non arrivano.

E la cosa peggiore? Ripeti come un pappagallo e dopo pochi giorni devi ricominciare da capo.

Immagina invece di memorizzare al primo colpo, dimezzare i tempi di studio e dire addio all’ansia da esame.

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Come organizzare lo studio

La quantità di argomenti richiesta dal Concorso ASMEL Enti Locali può sembrare scoraggiante se affrontata senza un piano chiaro. La differenza tra chi riesce e chi si blocca spesso sta proprio nella struttura della preparazione. Studiare senza metodo significa rischiare di perdere tempo, dimenticare le informazioni e arrivare alle prove senza sicurezza.

Ecco un approccio pratico e sostenibile:

1. Crea un piano di studio realistico

Prima di iniziare, valuta quanto tempo hai a disposizione fino alla data delle prove e suddividi i giorni in blocchi tematici.

  • Esempio: se mancano 90 giorni, dedica 60 giorni allo studio intensivo e 30 al ripasso e alle simulazioni.

  • Alterna le materie per evitare la monotonia (es. mattina diritto amministrativo, pomeriggio contabilità).

2. Suddividi le materie in micro-obiettivi

Non limitarti a dire “oggi studio diritto costituzionale”. Definisci capitoli precisi.

  • Esempio: “Articoli 1-12 della Costituzione” o “Atti amministrativi: classificazione e requisiti”.

  • Questo approccio ti permette di monitorare i progressi in modo misurabile.

3. Integra teoria ed esercitazioni

Il rischio più grande è fermarsi alla lettura delle norme. Il concorso valuta capacità di applicazione, quindi è essenziale:

  • Fare quiz giornalieri su ogni argomento appena studiato.

  • Ripetere ad alta voce concetti complessi.

  • Redigere brevi schemi o mappe mentali.

4. Organizza sessioni di ripasso ciclico

Il cervello dimentica rapidamente se non richiama le informazioni a intervalli regolari.

  • Ripassa gli argomenti a distanza di 1 giorno, 1 settimana e 1 mese dalla prima lettura.

  • Usa tecniche di richiamo attivo (flashcards, domande e risposte).

5. Simula le condizioni del concorso

Negli ultimi 30 giorni, dedica almeno 2-3 ore ogni settimana a simulazioni cronometrate.

  • Ricrea le condizioni reali: niente interruzioni, tempo limitato, uso di soli strumenti permessi.

  • Dopo la simulazione, correggi e analizza gli errori per evitare di ripeterli.

Suggerimento extra:
Se possibile, unisciti a gruppi di studio online o in presenza. Confrontarsi con altri candidati ti aiuta a chiarire dubbi, mantenere la motivazione alta e scoprire risorse utili che da solo potresti non trovare.

Strategie e tecniche di memorizzazione

Studiare per il Concorso ASMEL Enti Locali non significa solo leggere e capire le norme: la vera sfida è ricordarle e saperle richiamare rapidamente durante le prove, specialmente nei quiz a tempo o nei colloqui orali. Per questo motivo, applicare strategie di memorizzazione efficaci può fare la differenza tra un buon candidato e uno eccellente.

1. Metodo del richiamo attivo (Active Recall)

Invece di rileggere più volte lo stesso testo, prova a testarti continuamente:

  • Dopo aver studiato un argomento, chiudi il libro e scrivi tutto ciò che ricordi.

  • Crea domande e prova a rispondere senza guardare gli appunti.

  • Più sforzi fai per recuperare le informazioni, più queste restano impresse.

2. Spaced Repetition (Ripetizione dilazionata)

Il cervello dimentica se non viene stimolato a intervalli regolari.

  • Usa un calendario di ripasso: 1 giorno dopo, 7 giorni dopo, 30 giorni dopo la prima lettura.

  • Puoi utilizzare strumenti come Anki o Quizlet per gestire flashcards digitali.

3. Mappe concettuali e schemi visivi

Il diritto e le norme possono essere complesse: schematizzare aiuta a visualizzare i legami tra i concetti.

  • Usa colori diversi per evidenziare articoli, principi e eccezioni.

  • Disegna diagrammi ad albero per procedure e gerarchie.

4. Metodo dei loci (Palazzo della memoria)

Tecnica antica ma molto efficace:

  • Associa concetti complessi a luoghi familiari (stanze di casa, strade conosciute).

  • Immagina di “camminare” in questi luoghi e di trovare “oggetti” che rappresentano le informazioni da ricordare.

5. Studio multisensoriale

Coinvolgere più sensi facilita la memorizzazione:

  • Leggi ad alta voce per stimolare l’udito.

  • Scrivi a mano gli appunti per attivare la memoria motoria.

  • Registra spiegazioni e riascoltale durante i momenti liberi.

6. Ripetizione spiegata a terzi

Il cosiddetto metodo Feynman:

  • Spiega l’argomento a un amico o a un familiare come se fosse un principiante.

  • Se non riesci a spiegare un concetto in modo semplice, significa che non lo hai ancora assimilato a fondo.

Consiglio pratico:
Alterna lo studio delle norme con esercizi pratici e quiz. Il passaggio continuo tra teoria e applicazione è il modo migliore per fissare i concetti e ridurre il rischio di “vuoti di memoria” durante l’esame.

Come affrontare le prove

Superare il Concorso ASMEL Enti Locali richiede non solo preparazione teorica, ma anche strategia operativa per affrontare ciascuna fase con metodo e lucidità. Ogni prova ha le sue peculiarità e, per ottenere il massimo, è importante adattare il proprio approccio in base al tipo di esame.

1. Prova preselettiva

La preselezione è spesso il primo ostacolo da superare.

  • Gestisci il tempo: i quiz a risposta multipla richiedono rapidità. Se una domanda ti blocca, passa oltre e torna dopo.

  • Allenati con simulazioni cronometrate: riproduci le stesse condizioni dell’esame per ridurre l’ansia e migliorare la velocità di risposta.

  • Concentrati sui punti forti: alcune materie pesano più di altre. Consolidare le aree dove sei già forte ti permette di guadagnare tempo per le domande più complesse.

2. Prova scritta

La prova scritta può includere sia domande teoriche che esercizi pratici.

  • Organizza la risposta: inizia con una breve introduzione, sviluppa il corpo centrale e concludi con una sintesi chiara.

  • Cita riferimenti normativi: menzionare l’articolo o la legge di riferimento dimostra padronanza della materia.

  • Mantieni la leggibilità: usa frasi brevi e paragrafi ben distinti; una buona presentazione può influenzare positivamente la valutazione.

3. Prova orale

Il colloquio valuta non solo la conoscenza, ma anche la capacità di comunicare in modo chiaro e sicuro.

  • Allenati a parlare ad alta voce: ripeti i concetti principali come se li stessi spiegando a un collega.

  • Simula domande a sorpresa: chiedi a un amico di farti domande casuali sulle materie del bando per abituarti a ragionare “a caldo”.

  • Cura postura e tono di voce: mantieni contatto visivo, evita di parlare troppo in fretta e usa un tono fermo ma naturale.

4. Gestione dell’ansia

  • Respira profondamente prima di iniziare ogni prova.

  • Usa tecniche di rilassamento rapido, come il respiro 4-4-4 (inspira per 4 secondi, trattieni per 4, espira per 4).

  • Ricorda che un po’ di tensione è normale e può persino migliorare la concentrazione.

Suggerimento finale:
Considera ogni fase come un “gradino” verso l’obiettivo. Anche se la competizione è alta, affrontare le prove con metodo e serenità aumenta le tue probabilità di successo in modo significativo.

Errori da evitare nella preparazione

Anche i candidati più motivati possono compromettere le proprie possibilità di successo commettendo errori strategici durante la preparazione. Conoscere in anticipo questi rischi ti permette di evitarli e di concentrarti solo su ciò che ti avvicina davvero all’obiettivo.

1. Mancanza di pianificazione

Studiare “quando si ha tempo” è una delle trappole più comuni.

  • Senza un programma chiaro, si tende a concentrarsi solo sulle materie preferite, trascurando quelle più complesse.

  • La soluzione è creare un calendario di studio strutturato, con obiettivi giornalieri e settimanali ben definiti.

2. Studio passivo

Limitarsi a leggere e sottolineare testi senza fare esercizi porta a una falsa sensazione di preparazione.

  • La conoscenza teorica va sempre accompagnata da quiz, simulazioni e casi pratici per fissare le informazioni e capire come applicarle.

3. Ignorare la normativa aggiornata

Molti candidati studiano su materiali vecchi e non verificano eventuali modifiche legislative.

  • Poiché il diritto è in continua evoluzione, è fondamentale controllare sempre le fonti ufficiali (Gazzetta Ufficiale, siti ministeriali) per evitare di memorizzare norme superate.

4. Trascurare le materie “minori”

Materie come informatica o lingua inglese, spesso percepite come secondarie, possono invece essere decisive per il punteggio finale.

  • Dedica tempo a ogni disciplina, anche a quelle che sembrano meno rilevanti.

5. Non simulare l’esame

Affrontare il concorso senza aver mai provato simulazioni a tempo reale è come correre una maratona senza allenamento specifico.

  • Le prove simulate aiutano a gestire lo stress, ottimizzare il tempo e ridurre gli errori dovuti alla fretta.

Nota importante:
Prepararsi bene non significa solo studiare tanto, ma studiare in modo intelligente. Eliminare queste cattive abitudini ti farà guadagnare tempo e aumenterà la tua sicurezza durante l’esame.

Conclusione

Prepararsi al Concorso ASMEL Enti Locali è un percorso che richiede impegno, costanza e capacità di organizzarsi. Non si tratta soltanto di memorizzare norme e procedure, ma di sviluppare un metodo di studio che ti permetta di arrivare alle prove con lucidità e fiducia. Ogni ora che dedichi alla preparazione è un investimento su te stesso e sul tuo futuro professionale.

Ricorda che non stai semplicemente cercando un lavoro: stai puntando a entrare in un contesto in cui il tuo contributo può fare la differenza per la comunità. Lavorare in un ente locale significa essere parte attiva nel miglioramento dei servizi pubblici, nella gestione trasparente delle risorse e nel supporto ai cittadini. È una responsabilità importante, ma anche un’opportunità unica per mettere le tue competenze al servizio del bene comune.

Il cammino potrà sembrarti lungo e, in certi momenti, potresti sentirti sopraffatto dalla mole di materie da studiare o dalla pressione della competizione. In quei momenti, ricorda perché hai iniziato: che si tratti di stabilità economica, crescita professionale o desiderio di contribuire alla tua comunità, il tuo obiettivo merita ogni sforzo.

Mantieni la disciplina, segui un piano, sfrutta al meglio le tecniche di memorizzazione e affronta ogni prova come un gradino verso il traguardo. Non lasciare che il dubbio o la paura ti fermino: la preparazione costante, anche nei giorni in cui sembra difficile, è ciò che farà la differenza.

Ogni grande risultato nasce da una serie di piccoli passi quotidiani. Il giorno dell’esame non sarà un momento isolato, ma il frutto del lavoro che avrai costruito con costanza e determinazione. E quando vedrai il tuo nome nella graduatoria degli idonei, saprai che ogni sacrificio è valso la pena.

Il Concorso ASMEL per gli Enti Locali

è diventato, negli ultimi anni, uno degli appuntamenti più attesi da chi desidera lavorare nella pubblica amministrazione, in particolare nei comuni e negli enti locali italiani. Partecipare a questa selezione significa aprirsi la strada verso un impiego stabile, ben retribuito e ricco di opportunità di crescita professionale. Non si tratta soltanto di un concorso, ma di una vera e propria porta di accesso a un mondo dove le competenze individuali possono fare la differenza nel miglioramento dei servizi alla cittadinanza.

ASMEL, acronimo di Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali, organizza una procedura concorsuale centralizzata che consente a decine di comuni e amministrazioni locali di attingere a un’unica graduatoria di idonei. Questo significa che superare le prove non offre solo la possibilità di lavorare in un singolo ente, ma apre le porte a più enti contemporaneamente, aumentando le possibilità di essere chiamati in tempi brevi.

Negli ultimi anni, l’interesse verso il concorso ASMEL è cresciuto in modo esponenziale grazie a diversi fattori: la semplificazione delle procedure, la possibilità di svolgere alcune prove online, l’ampio ventaglio di profili ricercati (amministrativi, tecnici, contabili, informatici, ecc.) e la stabilità contrattuale che ne deriva. Tuttavia, proprio per questo motivo, la competizione è molto alta: migliaia di candidati si iscrivono a ogni edizione e soltanto una preparazione mirata e costante può fare la differenza.

In questo articolo, andremo ad analizzare in dettaglio cosa bisogna studiare e come organizzare lo studio per affrontare al meglio ogni fase della selezione. Ti guiderò passo passo nella comprensione delle materie richieste, delle tecniche di memorizzazione più efficaci e delle strategie per arrivare al giorno delle prove con la massima sicurezza.

Cos’è l’ASMEL e a cosa serve

L’ASMEL – Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali – è un’organizzazione senza scopo di lucro nata con l’obiettivo di supportare i comuni e le amministrazioni locali italiane nella gestione e nell’innovazione dei loro processi. Fondata per favorire la collaborazione tra enti e rendere più efficiente la macchina amministrativa, ASMEL si pone come punto di riferimento per la digitalizzazione, la formazione e la semplificazione delle procedure burocratiche.

Uno degli aspetti più importanti della sua attività è proprio la gestione di concorsi pubblici in forma aggregata. Invece di organizzare singolarmente le proprie selezioni, molti comuni aderenti delegano ad ASMEL l’intero processo concorsuale. Questo approccio porta diversi vantaggi:

  • Riduzione dei costi per le singole amministrazioni, che non devono predisporre bandi separati.

  • Uniformità nelle procedure, garantendo trasparenza e imparzialità.

  • Maggiore visibilità delle opportunità di lavoro, poiché un unico concorso serve più enti.

Il concorso ASMEL crea una graduatoria unica dalla quale ogni ente aderente può attingere per assumere personale. Questo significa che un candidato idoneo non si limita a sperare in un solo posto disponibile, ma può essere contattato da diversi comuni per ruoli anche differenti, in base al proprio profilo professionale.

Oltre ai concorsi, ASMEL promuove attività di formazione continua per il personale degli enti locali, offre servizi di supporto tecnico-legale e sviluppa strumenti digitali per semplificare la gestione amministrativa. La sua missione è chiara: modernizzare la pubblica amministrazione locale rendendola più vicina, veloce ed efficiente per i cittadini.

Conoscere a fondo il ruolo di ASMEL è fondamentale per affrontare il concorso con maggiore consapevolezza: non si tratta solo di superare delle prove, ma di entrare in una rete organizzativa ampia, dove competenze e professionalità vengono valorizzate e messe al servizio di più realtà territoriali.

Come funziona il concorso ASMEL Enti Locali

Il Concorso ASMEL Enti Locali si distingue per la sua struttura snella ed efficace, pensata per permettere a più amministrazioni di reclutare personale qualificato tramite un’unica procedura. Il processo è suddiviso in più fasi, ognuna delle quali ha regole precise e criteri di valutazione trasparenti. Conoscerle bene ti aiuterà a prepararti in modo mirato e ad affrontare le prove con maggiore sicurezza.

1. Pubblicazione dell’avviso e iscrizione

Tutto inizia con la pubblicazione dell’avviso ufficiale, che riporta i requisiti di partecipazione, le modalità di iscrizione e le date indicative delle prove. L’iscrizione avviene esclusivamente online sul portale ASMEL o tramite la piattaforma indicata nel bando, compilando un modulo e allegando la documentazione richiesta (documento d’identità, eventuali titoli di studio e professionali, ricevuta del pagamento della tassa di concorso). È fondamentale rispettare le scadenze: una domanda inviata anche solo un minuto dopo il termine non viene accettata.

2. Requisiti di partecipazione

A seconda del profilo per cui si concorre (amministrativo, tecnico, contabile, informatico, ecc.), possono essere richiesti:

  • Diploma di scuola superiore o laurea specifica.

  • Cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’UE.

  • Godimento dei diritti civili e politici.

  • Assenza di condanne penali che impediscano l’accesso alla PA.

3. Fase di preselezione

Quando il numero di candidati supera un certo limite, viene organizzata una prova preselettiva a quiz. I quesiti sono a risposta multipla e vertono su materie come diritto amministrativo, diritto costituzionale, normativa sugli enti locali, logica, informatica e lingua inglese. Superano la preselezione solo i candidati che raggiungono la soglia minima prevista dal bando.

4. Prova scritta

La prova scritta può consistere in:

  • Quesiti a risposta multipla e/o aperta.

  • Esercizi pratici legati al profilo (es. redazione di atti, analisi di casi, calcoli contabili).
    Il punteggio è determinante per l’accesso alla fase successiva.

5. Prova orale

Il colloquio orale verifica non solo le conoscenze tecniche, ma anche la capacità di ragionamento, la chiarezza espositiva e, in alcuni casi, la padronanza di una lingua straniera. Vengono inoltre valutate competenze trasversali come il problem solving e l’attitudine al lavoro di squadra.

6. Formazione della graduatoria unica

Al termine delle prove viene creata una graduatoria di idonei. Questa graduatoria resta valida per più anni e viene utilizzata da tutti gli enti locali aderenti per assumere personale. Essere inseriti significa poter ricevere chiamate anche mesi o anni dopo il concorso.

In sintesi, il concorso ASMEL è un’opportunità che richiede preparazione su più fronti: normativa, logica, competenze tecniche e abilità comunicative. Prepararsi conoscendo la struttura delle prove è il primo passo per affrontarle con metodo e serenità.

Cosa studiare per il concorso ASMEL

Uno degli errori più comuni tra i candidati è sottovalutare l’ampiezza e la varietà del programma. Il concorso ASMEL non si limita a verificare la conoscenza di singole normative, ma valuta la capacità di comprendere, interpretare e applicare le leggi e i regolamenti al contesto operativo degli enti locali. Per questo motivo, la preparazione deve essere strutturata e completa, toccando sia le materie giuridiche che quelle tecnico-pratiche.

Di seguito, le principali aree di studio richieste:

1. Diritto amministrativo

  • Fonti del diritto e gerarchia delle norme.

  • Atti amministrativi: tipologie, requisiti di validità, efficacia e vizi.

  • Procedimento amministrativo (L. 241/1990) e trasparenza amministrativa.

  • Accesso agli atti e tutela della privacy (Regolamento UE 2016/679 – GDPR).

  • Responsabilità della Pubblica Amministrazione e responsabilità dei dipendenti pubblici.

2. Diritto costituzionale

  • Principi fondamentali della Costituzione italiana.

  • Diritti e doveri dei cittadini.

  • Ordinamento dello Stato e delle Regioni.

  • Funzioni e ruoli del Parlamento, del Governo, della Presidenza della Repubblica e della Magistratura.

3. Normativa sugli enti locali

  • Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000): funzioni di comuni, province e città metropolitane.

  • Statuti comunali e regolamenti.

  • Organi di governo degli enti locali: sindaco, giunta, consiglio comunale.

4. Contabilità pubblica

  • Principi di contabilità armonizzata.

  • Bilancio di previsione e rendiconto di gestione.

  • Entrate e spese degli enti locali.

  • Patto di stabilità interno.

5. Trasparenza e anticorruzione

  • Normativa in materia di prevenzione della corruzione (L. 190/2012).

  • Piani triennali per la prevenzione della corruzione.

  • Obblighi di pubblicità e trasparenza (D.Lgs. 33/2013).

6. Informatica

  • Uso del pacchetto Office (Word, Excel, PowerPoint).

  • Posta elettronica e PEC.

  • Firma digitale e protocolli informatici.

  • Nozioni di sicurezza informatica.

7. Lingua inglese

  • Comprensione di testi brevi.

  • Traduzione di frasi semplici.

  • Vocabolario base relativo all’ambito amministrativo.

Consiglio pratico:
Non limitarti alla lettura passiva dei testi normativi. Integra lo studio con schemi, riassunti e test di verifica. Allenati con quiz a risposta multipla: sono il formato più frequente, soprattutto nelle preselezioni, e ti permettono di consolidare la memoria in modo attivo.

 

Studiare Economia Politica può sembrare un’impresa titanica: concetti astratti, formule matematiche, grafici complessi e una montagna di pagine da memorizzare. Se ti sei mai sentito sopraffatto davanti a un manuale di micro o macroeconomia, sappi che non sei il solo. In questo articolo analizzeremo le principali difficoltà che incontrano gli studenti, le fasi essenziali per preparare l’esame e, soprattutto, ti daremo 5 consigli infallibili per superarlo al primo colpo. Nessuna magia, solo metodo.

Principali difficoltà degli studenti quando si studia Economia Politica

Molti studenti si avvicinano allo studio dell’Economia Politica con entusiasmo, ma si ritrovano presto disorientati. Le difficoltà non sono solo di natura teorica, ma spesso riguardano anche il metodo di studio. Vediamo insieme le sfide più comuni:

1. Astrazione dei concetti economici

L’Economia Politica è una scienza teorica che lavora spesso con modelli astratti e ipotesi semplificate. Questo rende difficile per molti studenti collegare ciò che leggono nei libri con la realtà concreta. Termini come “utilità marginale”, “equilibrio generale”, “curva di indifferenza” possono sembrare inizialmente privi di significato se non vengono interiorizzati correttamente.

2. Difficoltà nel comprendere i grafici

I grafici sono una componente fondamentale dell’economia. Rappresentano relazioni tra variabili e aiutano a visualizzare concetti complessi. Tuttavia, interpretare assi, curve e aree richiede un certo allenamento, e molti studenti si bloccano proprio di fronte a questi strumenti visivi. Non è raro confondere cause ed effetti, o non riuscire a spiegare verbalmente cosa rappresenta un determinato grafico.

3. Volume eccessivo di informazioni

Un altro ostacolo è la mole di materiale da studiare. I manuali universitari sono spesso lunghi, densi e scritti con un linguaggio tecnico. Si parla di centinaia di pagine da leggere, comprendere e ricordare in poco tempo. Questo causa frustrazione e senso di smarrimento, soprattutto se non si ha un piano di studio chiaro e progressivo.

4. Presenza di formule e matematica

Molti corsi di Economia Politica includono una componente quantitativa che può mettere in crisi chi ha poca dimestichezza con la matematica. Le formule vanno non solo memorizzate, ma comprese nel loro significato e sapute applicare nei contesti giusti. La combinazione tra teoria astratta e calcoli concreti è una delle sfide più ardue.

5. Memorizzazione passiva

Infine, uno dei problemi più sottovalutati è lo studio passivo. Leggere e sottolineare non basta. Senza tecniche efficaci per fissare nella memoria concetti e meccanismi, è facile dimenticare tutto nel giro di pochi giorni. Il risultato? Ansia da esame e un senso di impotenza che mina la motivazione.

Principali fasi per preparare l'esame di Economia Politica

Preparare un esame di Economia Politica richiede organizzazione, metodo e costanza. Improvvisare è la strada più rapida verso la confusione. Vediamo quindi quali sono le fasi fondamentali che ogni studente dovrebbe seguire per affrontare con successo questa materia complessa:

1. Analisi del programma e raccolta del materiale

Prima ancora di iniziare a studiare, è fondamentale capire cosa studiare. Questo significa leggere attentamente il programma ufficiale del corso, identificare i capitoli più importanti, le letture obbligatorie e quelle consigliate. Spesso i professori forniscono delle slide o delle dispense da integrare al manuale. Non partire alla cieca: sapere dove stai andando è metà del lavoro.

2. Lettura comprensiva e prima esposizione ai concetti

La prima lettura non serve a memorizzare, ma a comprendere la struttura della materia. In questa fase si dovrebbe leggere in modo attivo, sottolineando solo ciò che è veramente centrale e prendendo appunti schematici. L’obiettivo è farsi un’idea generale dei concetti chiave, delle definizioni e dei meccanismi economici più importanti.

3. Schematizzazione e semplificazione

Dopo aver letto, bisogna “digerire” il contenuto. Questo significa creare mappe concettuali, schemi a blocchi, elenchi puntati e tabelle di confronto. Semplificare significa riuscire a esprimere un concetto in parole proprie, con esempi semplici e magari con un linguaggio più vicino al proprio modo di parlare. Questo passaggio è cruciale per fissare davvero ciò che si è letto.

4. Memorizzazione attiva e ripetizione

Una volta compresi e schematizzati i concetti, arriva il momento della memorizzazione. In questa fase lo studio deve diventare attivo: bisogna ripetere a voce alta, porsi domande, fare quiz, simulare spiegazioni come se si dovesse insegnare a qualcun altro. La ripetizione spaziata e l’uso di tecniche di memoria avanzate sono qui alleati formidabili.

5. Simulazione d’esame e ripasso finale

Nella fase finale è importante simulare l’esame vero e proprio: esercitarsi con domande d’esame passate, ripetere oralmente in modo strutturato e temporizzato, oppure risolvere problemi quantitativi se richiesti. L’obiettivo non è solo sapere, ma dimostrare di sapere. A questo punto il ripasso deve essere mirato, basato sugli errori fatti o sui concetti ancora poco chiari.

5 consigli infallibili per superare l'esame al primo colpo

Studiare Economia Politica non deve essere una maratona estenuante. Con le giuste strategie, puoi risparmiare tempo, memorizzare meglio e affrontare l’esame con sicurezza. Qui trovi 5 consigli pratici che combinano tecniche di memoria, apprendimento rapido e lettura efficace. Mettili in pratica e vedrai la differenza.

1. Usa il Metodo del PAV (Paradosso, Azione, Vivido)

Questa tecnica di memoria ti permette di trasformare concetti astratti in immagini vivide e memorabili. Funziona così:

  • Paradosso: Esagera o distorci il concetto in modo assurdo.

  • Azione: Immagina un’azione che coinvolga il concetto.

  • Vivido: Rendi l’immagine colorata, animata, carica di emozioni.

Ad esempio, per ricordare la “mano invisibile” di Adam Smith, potresti immaginare una gigantesca mano trasparente che sposta prodotti sugli scaffali di un supermercato vuoto… mentre vola! Quanto più strana e coinvolgente è l’immagine, tanto più resterà impressa.

2. Applica la Tecnica dei Loci di Cicerone

Una delle tecniche mnemoniche più antiche e potenti. Consiste nel trasformare uno spazio familiare (la tua casa, il tuo percorso per andare all’università) in una “strada della memoria”. Ogni punto del percorso (una stanza, un angolo) rappresenta un concetto da ricordare. Associando concetti economici a luoghi fisici, puoi recuperare le informazioni con estrema facilità durante l’esame.

Per esempio: nell’ingresso della tua casa “vive” il concetto di PIL, nella cucina “abita” la curva IS-LM, nel salotto c’è la teoria del valore-lavoro.

3. Organizza lo studio con la Tecnica del Pomodoro

Studiare per ore senza pause è controproducente. Con la Tecnica del Pomodoro migliori concentrazione e produttività. Funziona così:

  • 25 minuti di studio concentrato (senza distrazioni)

  • 5 minuti di pausa completa

  • Dopo 4 sessioni, una pausa lunga di 15-30 minuti

Questo approccio ti permette di rimanere lucido, evitare il burnout e monitorare i tuoi progressi giornalieri. Inoltre, sapere che hai solo 25 minuti da affrontare rende lo studio molto più “digeribile”.

4. Velocizza la lettura con tecniche di lettura veloce

I manuali di Economia Politica sono densi e spesso ripetitivi. Imparare a leggere più velocemente, senza perdere la comprensione, è un vantaggio enorme. Alcuni principi base:

  • Evita la subvocalizzazione (non leggere a voce nella tua testa)

  • Allarga il campo visivo: cerca di leggere gruppi di parole, non singole

  • Usa una guida visiva (come il dito o una penna) per scorrere le righe più rapidamente

Con la pratica puoi raddoppiare la tua velocità di lettura, risparmiando ore ogni settimana.

5. Studia spiegando ad alta voce (Metodo Feynman)

Una delle tecniche più potenti per fissare nella memoria un concetto è spiegarlo ad alta voce, come se lo stessi insegnando a un bambino. Se riesci a spiegare la curva di domanda o il concetto di elasticità in modo semplice, significa che l’hai davvero capito. In caso contrario, sai dove tornare a lavorare. Questo metodo ti forza a semplificare, riorganizzare e fare tue le informazioni.

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Durante il workshop imparerai:

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Conclusione

Studiare Economia Politica non è semplice, ma nemmeno impossibile. Conoscere le difficoltà tipiche, affrontarle con metodo e sfruttare le tecniche giuste può fare la differenza tra un esame fallito e un successo al primo colpo.

Ricorda: non è una questione di ore passate sui libri, ma di come studi.
Il cervello è uno strumento straordinario: se impari a usarlo nel modo corretto, anche la materia più complessa diventa affrontabile.

Scegli di investire nel tuo metodo, non solo nel tuo tempo. E se hai bisogno di una spinta per cominciare con il piede giusto, il nostro Workshop gratuito è il primo passo ideale.

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