Come studiare chimica

Come studiare Chimica all’università: 5 consigli utili

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Quella terribile sensazione di vuoto durante gli esami… Quando tutto quello che hai studiato sembra svanire nel nulla.

Passi intere giornate sui libri sacrificando la tua vita sociale, eppure i risultati non arrivano.

E la cosa peggiore? Ripeti come un pappagallo e dopo pochi giorni devi ricominciare da capo.

Immagina invece di memorizzare al primo colpo, dimezzare i tempi di studio e dire addio all’ansia da esame.

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Come organizzare lo studio

La quantità di argomenti richiesta dal Concorso ASMEL Enti Locali può sembrare scoraggiante se affrontata senza un piano chiaro. La differenza tra chi riesce e chi si blocca spesso sta proprio nella struttura della preparazione. Studiare senza metodo significa rischiare di perdere tempo, dimenticare le informazioni e arrivare alle prove senza sicurezza.

Ecco un approccio pratico e sostenibile:

1. Crea un piano di studio realistico

Prima di iniziare, valuta quanto tempo hai a disposizione fino alla data delle prove e suddividi i giorni in blocchi tematici.

  • Esempio: se mancano 90 giorni, dedica 60 giorni allo studio intensivo e 30 al ripasso e alle simulazioni.

  • Alterna le materie per evitare la monotonia (es. mattina diritto amministrativo, pomeriggio contabilità).

2. Suddividi le materie in micro-obiettivi

Non limitarti a dire “oggi studio diritto costituzionale”. Definisci capitoli precisi.

  • Esempio: “Articoli 1-12 della Costituzione” o “Atti amministrativi: classificazione e requisiti”.

  • Questo approccio ti permette di monitorare i progressi in modo misurabile.

3. Integra teoria ed esercitazioni

Il rischio più grande è fermarsi alla lettura delle norme. Il concorso valuta capacità di applicazione, quindi è essenziale:

  • Fare quiz giornalieri su ogni argomento appena studiato.

  • Ripetere ad alta voce concetti complessi.

  • Redigere brevi schemi o mappe mentali.

4. Organizza sessioni di ripasso ciclico

Il cervello dimentica rapidamente se non richiama le informazioni a intervalli regolari.

  • Ripassa gli argomenti a distanza di 1 giorno, 1 settimana e 1 mese dalla prima lettura.

  • Usa tecniche di richiamo attivo (flashcards, domande e risposte).

5. Simula le condizioni del concorso

Negli ultimi 30 giorni, dedica almeno 2-3 ore ogni settimana a simulazioni cronometrate.

  • Ricrea le condizioni reali: niente interruzioni, tempo limitato, uso di soli strumenti permessi.

  • Dopo la simulazione, correggi e analizza gli errori per evitare di ripeterli.

Suggerimento extra:
Se possibile, unisciti a gruppi di studio online o in presenza. Confrontarsi con altri candidati ti aiuta a chiarire dubbi, mantenere la motivazione alta e scoprire risorse utili che da solo potresti non trovare.

Strategie e tecniche di memorizzazione

Studiare per il Concorso ASMEL Enti Locali non significa solo leggere e capire le norme: la vera sfida è ricordarle e saperle richiamare rapidamente durante le prove, specialmente nei quiz a tempo o nei colloqui orali. Per questo motivo, applicare strategie di memorizzazione efficaci può fare la differenza tra un buon candidato e uno eccellente.

1. Metodo del richiamo attivo (Active Recall)

Invece di rileggere più volte lo stesso testo, prova a testarti continuamente:

  • Dopo aver studiato un argomento, chiudi il libro e scrivi tutto ciò che ricordi.

  • Crea domande e prova a rispondere senza guardare gli appunti.

  • Più sforzi fai per recuperare le informazioni, più queste restano impresse.

2. Spaced Repetition (Ripetizione dilazionata)

Il cervello dimentica se non viene stimolato a intervalli regolari.

  • Usa un calendario di ripasso: 1 giorno dopo, 7 giorni dopo, 30 giorni dopo la prima lettura.

  • Puoi utilizzare strumenti come Anki o Quizlet per gestire flashcards digitali.

3. Mappe concettuali e schemi visivi

Il diritto e le norme possono essere complesse: schematizzare aiuta a visualizzare i legami tra i concetti.

  • Usa colori diversi per evidenziare articoli, principi e eccezioni.

  • Disegna diagrammi ad albero per procedure e gerarchie.

4. Metodo dei loci (Palazzo della memoria)

Tecnica antica ma molto efficace:

  • Associa concetti complessi a luoghi familiari (stanze di casa, strade conosciute).

  • Immagina di “camminare” in questi luoghi e di trovare “oggetti” che rappresentano le informazioni da ricordare.

5. Studio multisensoriale

Coinvolgere più sensi facilita la memorizzazione:

  • Leggi ad alta voce per stimolare l’udito.

  • Scrivi a mano gli appunti per attivare la memoria motoria.

  • Registra spiegazioni e riascoltale durante i momenti liberi.

6. Ripetizione spiegata a terzi

Il cosiddetto metodo Feynman:

  • Spiega l’argomento a un amico o a un familiare come se fosse un principiante.

  • Se non riesci a spiegare un concetto in modo semplice, significa che non lo hai ancora assimilato a fondo.

Consiglio pratico:
Alterna lo studio delle norme con esercizi pratici e quiz. Il passaggio continuo tra teoria e applicazione è il modo migliore per fissare i concetti e ridurre il rischio di “vuoti di memoria” durante l’esame.

Come affrontare le prove

Superare il Concorso ASMEL Enti Locali richiede non solo preparazione teorica, ma anche strategia operativa per affrontare ciascuna fase con metodo e lucidità. Ogni prova ha le sue peculiarità e, per ottenere il massimo, è importante adattare il proprio approccio in base al tipo di esame.

1. Prova preselettiva

La preselezione è spesso il primo ostacolo da superare.

  • Gestisci il tempo: i quiz a risposta multipla richiedono rapidità. Se una domanda ti blocca, passa oltre e torna dopo.

  • Allenati con simulazioni cronometrate: riproduci le stesse condizioni dell’esame per ridurre l’ansia e migliorare la velocità di risposta.

  • Concentrati sui punti forti: alcune materie pesano più di altre. Consolidare le aree dove sei già forte ti permette di guadagnare tempo per le domande più complesse.

2. Prova scritta

La prova scritta può includere sia domande teoriche che esercizi pratici.

  • Organizza la risposta: inizia con una breve introduzione, sviluppa il corpo centrale e concludi con una sintesi chiara.

  • Cita riferimenti normativi: menzionare l’articolo o la legge di riferimento dimostra padronanza della materia.

  • Mantieni la leggibilità: usa frasi brevi e paragrafi ben distinti; una buona presentazione può influenzare positivamente la valutazione.

3. Prova orale

Il colloquio valuta non solo la conoscenza, ma anche la capacità di comunicare in modo chiaro e sicuro.

  • Allenati a parlare ad alta voce: ripeti i concetti principali come se li stessi spiegando a un collega.

  • Simula domande a sorpresa: chiedi a un amico di farti domande casuali sulle materie del bando per abituarti a ragionare “a caldo”.

  • Cura postura e tono di voce: mantieni contatto visivo, evita di parlare troppo in fretta e usa un tono fermo ma naturale.

4. Gestione dell’ansia

  • Respira profondamente prima di iniziare ogni prova.

  • Usa tecniche di rilassamento rapido, come il respiro 4-4-4 (inspira per 4 secondi, trattieni per 4, espira per 4).

  • Ricorda che un po’ di tensione è normale e può persino migliorare la concentrazione.

Suggerimento finale:
Considera ogni fase come un “gradino” verso l’obiettivo. Anche se la competizione è alta, affrontare le prove con metodo e serenità aumenta le tue probabilità di successo in modo significativo.

Errori da evitare nella preparazione

Anche i candidati più motivati possono compromettere le proprie possibilità di successo commettendo errori strategici durante la preparazione. Conoscere in anticipo questi rischi ti permette di evitarli e di concentrarti solo su ciò che ti avvicina davvero all’obiettivo.

1. Mancanza di pianificazione

Studiare “quando si ha tempo” è una delle trappole più comuni.

  • Senza un programma chiaro, si tende a concentrarsi solo sulle materie preferite, trascurando quelle più complesse.

  • La soluzione è creare un calendario di studio strutturato, con obiettivi giornalieri e settimanali ben definiti.

2. Studio passivo

Limitarsi a leggere e sottolineare testi senza fare esercizi porta a una falsa sensazione di preparazione.

  • La conoscenza teorica va sempre accompagnata da quiz, simulazioni e casi pratici per fissare le informazioni e capire come applicarle.

3. Ignorare la normativa aggiornata

Molti candidati studiano su materiali vecchi e non verificano eventuali modifiche legislative.

  • Poiché il diritto è in continua evoluzione, è fondamentale controllare sempre le fonti ufficiali (Gazzetta Ufficiale, siti ministeriali) per evitare di memorizzare norme superate.

4. Trascurare le materie “minori”

Materie come informatica o lingua inglese, spesso percepite come secondarie, possono invece essere decisive per il punteggio finale.

  • Dedica tempo a ogni disciplina, anche a quelle che sembrano meno rilevanti.

5. Non simulare l’esame

Affrontare il concorso senza aver mai provato simulazioni a tempo reale è come correre una maratona senza allenamento specifico.

  • Le prove simulate aiutano a gestire lo stress, ottimizzare il tempo e ridurre gli errori dovuti alla fretta.

Nota importante:
Prepararsi bene non significa solo studiare tanto, ma studiare in modo intelligente. Eliminare queste cattive abitudini ti farà guadagnare tempo e aumenterà la tua sicurezza durante l’esame.

Conclusione

Prepararsi al Concorso ASMEL Enti Locali è un percorso che richiede impegno, costanza e capacità di organizzarsi. Non si tratta soltanto di memorizzare norme e procedure, ma di sviluppare un metodo di studio che ti permetta di arrivare alle prove con lucidità e fiducia. Ogni ora che dedichi alla preparazione è un investimento su te stesso e sul tuo futuro professionale.

Ricorda che non stai semplicemente cercando un lavoro: stai puntando a entrare in un contesto in cui il tuo contributo può fare la differenza per la comunità. Lavorare in un ente locale significa essere parte attiva nel miglioramento dei servizi pubblici, nella gestione trasparente delle risorse e nel supporto ai cittadini. È una responsabilità importante, ma anche un’opportunità unica per mettere le tue competenze al servizio del bene comune.

Il cammino potrà sembrarti lungo e, in certi momenti, potresti sentirti sopraffatto dalla mole di materie da studiare o dalla pressione della competizione. In quei momenti, ricorda perché hai iniziato: che si tratti di stabilità economica, crescita professionale o desiderio di contribuire alla tua comunità, il tuo obiettivo merita ogni sforzo.

Mantieni la disciplina, segui un piano, sfrutta al meglio le tecniche di memorizzazione e affronta ogni prova come un gradino verso il traguardo. Non lasciare che il dubbio o la paura ti fermino: la preparazione costante, anche nei giorni in cui sembra difficile, è ciò che farà la differenza.

Ogni grande risultato nasce da una serie di piccoli passi quotidiani. Il giorno dell’esame non sarà un momento isolato, ma il frutto del lavoro che avrai costruito con costanza e determinazione. E quando vedrai il tuo nome nella graduatoria degli idonei, saprai che ogni sacrificio è valso la pena.

Il Concorso ASMEL per gli Enti Locali

è diventato, negli ultimi anni, uno degli appuntamenti più attesi da chi desidera lavorare nella pubblica amministrazione, in particolare nei comuni e negli enti locali italiani. Partecipare a questa selezione significa aprirsi la strada verso un impiego stabile, ben retribuito e ricco di opportunità di crescita professionale. Non si tratta soltanto di un concorso, ma di una vera e propria porta di accesso a un mondo dove le competenze individuali possono fare la differenza nel miglioramento dei servizi alla cittadinanza.

ASMEL, acronimo di Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali, organizza una procedura concorsuale centralizzata che consente a decine di comuni e amministrazioni locali di attingere a un’unica graduatoria di idonei. Questo significa che superare le prove non offre solo la possibilità di lavorare in un singolo ente, ma apre le porte a più enti contemporaneamente, aumentando le possibilità di essere chiamati in tempi brevi.

Negli ultimi anni, l’interesse verso il concorso ASMEL è cresciuto in modo esponenziale grazie a diversi fattori: la semplificazione delle procedure, la possibilità di svolgere alcune prove online, l’ampio ventaglio di profili ricercati (amministrativi, tecnici, contabili, informatici, ecc.) e la stabilità contrattuale che ne deriva. Tuttavia, proprio per questo motivo, la competizione è molto alta: migliaia di candidati si iscrivono a ogni edizione e soltanto una preparazione mirata e costante può fare la differenza.

In questo articolo, andremo ad analizzare in dettaglio cosa bisogna studiare e come organizzare lo studio per affrontare al meglio ogni fase della selezione. Ti guiderò passo passo nella comprensione delle materie richieste, delle tecniche di memorizzazione più efficaci e delle strategie per arrivare al giorno delle prove con la massima sicurezza.

Cos’è l’ASMEL e a cosa serve

L’ASMEL – Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali – è un’organizzazione senza scopo di lucro nata con l’obiettivo di supportare i comuni e le amministrazioni locali italiane nella gestione e nell’innovazione dei loro processi. Fondata per favorire la collaborazione tra enti e rendere più efficiente la macchina amministrativa, ASMEL si pone come punto di riferimento per la digitalizzazione, la formazione e la semplificazione delle procedure burocratiche.

Uno degli aspetti più importanti della sua attività è proprio la gestione di concorsi pubblici in forma aggregata. Invece di organizzare singolarmente le proprie selezioni, molti comuni aderenti delegano ad ASMEL l’intero processo concorsuale. Questo approccio porta diversi vantaggi:

  • Riduzione dei costi per le singole amministrazioni, che non devono predisporre bandi separati.

  • Uniformità nelle procedure, garantendo trasparenza e imparzialità.

  • Maggiore visibilità delle opportunità di lavoro, poiché un unico concorso serve più enti.

Il concorso ASMEL crea una graduatoria unica dalla quale ogni ente aderente può attingere per assumere personale. Questo significa che un candidato idoneo non si limita a sperare in un solo posto disponibile, ma può essere contattato da diversi comuni per ruoli anche differenti, in base al proprio profilo professionale.

Oltre ai concorsi, ASMEL promuove attività di formazione continua per il personale degli enti locali, offre servizi di supporto tecnico-legale e sviluppa strumenti digitali per semplificare la gestione amministrativa. La sua missione è chiara: modernizzare la pubblica amministrazione locale rendendola più vicina, veloce ed efficiente per i cittadini.

Conoscere a fondo il ruolo di ASMEL è fondamentale per affrontare il concorso con maggiore consapevolezza: non si tratta solo di superare delle prove, ma di entrare in una rete organizzativa ampia, dove competenze e professionalità vengono valorizzate e messe al servizio di più realtà territoriali.

Come funziona il concorso ASMEL Enti Locali

Il Concorso ASMEL Enti Locali si distingue per la sua struttura snella ed efficace, pensata per permettere a più amministrazioni di reclutare personale qualificato tramite un’unica procedura. Il processo è suddiviso in più fasi, ognuna delle quali ha regole precise e criteri di valutazione trasparenti. Conoscerle bene ti aiuterà a prepararti in modo mirato e ad affrontare le prove con maggiore sicurezza.

1. Pubblicazione dell’avviso e iscrizione

Tutto inizia con la pubblicazione dell’avviso ufficiale, che riporta i requisiti di partecipazione, le modalità di iscrizione e le date indicative delle prove. L’iscrizione avviene esclusivamente online sul portale ASMEL o tramite la piattaforma indicata nel bando, compilando un modulo e allegando la documentazione richiesta (documento d’identità, eventuali titoli di studio e professionali, ricevuta del pagamento della tassa di concorso). È fondamentale rispettare le scadenze: una domanda inviata anche solo un minuto dopo il termine non viene accettata.

2. Requisiti di partecipazione

A seconda del profilo per cui si concorre (amministrativo, tecnico, contabile, informatico, ecc.), possono essere richiesti:

  • Diploma di scuola superiore o laurea specifica.

  • Cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’UE.

  • Godimento dei diritti civili e politici.

  • Assenza di condanne penali che impediscano l’accesso alla PA.

3. Fase di preselezione

Quando il numero di candidati supera un certo limite, viene organizzata una prova preselettiva a quiz. I quesiti sono a risposta multipla e vertono su materie come diritto amministrativo, diritto costituzionale, normativa sugli enti locali, logica, informatica e lingua inglese. Superano la preselezione solo i candidati che raggiungono la soglia minima prevista dal bando.

4. Prova scritta

La prova scritta può consistere in:

  • Quesiti a risposta multipla e/o aperta.

  • Esercizi pratici legati al profilo (es. redazione di atti, analisi di casi, calcoli contabili).
    Il punteggio è determinante per l’accesso alla fase successiva.

5. Prova orale

Il colloquio orale verifica non solo le conoscenze tecniche, ma anche la capacità di ragionamento, la chiarezza espositiva e, in alcuni casi, la padronanza di una lingua straniera. Vengono inoltre valutate competenze trasversali come il problem solving e l’attitudine al lavoro di squadra.

6. Formazione della graduatoria unica

Al termine delle prove viene creata una graduatoria di idonei. Questa graduatoria resta valida per più anni e viene utilizzata da tutti gli enti locali aderenti per assumere personale. Essere inseriti significa poter ricevere chiamate anche mesi o anni dopo il concorso.

In sintesi, il concorso ASMEL è un’opportunità che richiede preparazione su più fronti: normativa, logica, competenze tecniche e abilità comunicative. Prepararsi conoscendo la struttura delle prove è il primo passo per affrontarle con metodo e serenità.

Cosa studiare per il concorso ASMEL

Uno degli errori più comuni tra i candidati è sottovalutare l’ampiezza e la varietà del programma. Il concorso ASMEL non si limita a verificare la conoscenza di singole normative, ma valuta la capacità di comprendere, interpretare e applicare le leggi e i regolamenti al contesto operativo degli enti locali. Per questo motivo, la preparazione deve essere strutturata e completa, toccando sia le materie giuridiche che quelle tecnico-pratiche.

Di seguito, le principali aree di studio richieste:

1. Diritto amministrativo

  • Fonti del diritto e gerarchia delle norme.

  • Atti amministrativi: tipologie, requisiti di validità, efficacia e vizi.

  • Procedimento amministrativo (L. 241/1990) e trasparenza amministrativa.

  • Accesso agli atti e tutela della privacy (Regolamento UE 2016/679 – GDPR).

  • Responsabilità della Pubblica Amministrazione e responsabilità dei dipendenti pubblici.

2. Diritto costituzionale

  • Principi fondamentali della Costituzione italiana.

  • Diritti e doveri dei cittadini.

  • Ordinamento dello Stato e delle Regioni.

  • Funzioni e ruoli del Parlamento, del Governo, della Presidenza della Repubblica e della Magistratura.

3. Normativa sugli enti locali

  • Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000): funzioni di comuni, province e città metropolitane.

  • Statuti comunali e regolamenti.

  • Organi di governo degli enti locali: sindaco, giunta, consiglio comunale.

4. Contabilità pubblica

  • Principi di contabilità armonizzata.

  • Bilancio di previsione e rendiconto di gestione.

  • Entrate e spese degli enti locali.

  • Patto di stabilità interno.

5. Trasparenza e anticorruzione

  • Normativa in materia di prevenzione della corruzione (L. 190/2012).

  • Piani triennali per la prevenzione della corruzione.

  • Obblighi di pubblicità e trasparenza (D.Lgs. 33/2013).

6. Informatica

  • Uso del pacchetto Office (Word, Excel, PowerPoint).

  • Posta elettronica e PEC.

  • Firma digitale e protocolli informatici.

  • Nozioni di sicurezza informatica.

7. Lingua inglese

  • Comprensione di testi brevi.

  • Traduzione di frasi semplici.

  • Vocabolario base relativo all’ambito amministrativo.

Consiglio pratico:
Non limitarti alla lettura passiva dei testi normativi. Integra lo studio con schemi, riassunti e test di verifica. Allenati con quiz a risposta multipla: sono il formato più frequente, soprattutto nelle preselezioni, e ti permettono di consolidare la memoria in modo attivo.

 

Studiare Chimica all’università può essere un’esperienza affascinante… o un incubo, a seconda di come ti approcci alla materia. Molti studenti si ritrovano travolti da formule, reazioni, nomi complicati e mille concetti astratti che sembrano non entrare mai in testa. Eppure, con il giusto metodo, tutto può cambiare.

In questo articolo esploreremo le principali difficoltà che incontrano gli studenti, le fasi fondamentali per preparare l’esame, e ti daremo 5 consigli infallibili per superarlo al primo tentativo. Non importa se parti da zero o se sei già al secondo (o terzo!) appello: scoprirai che memorizzare la Chimica può diventare molto più semplice e, perché no, anche stimolante.

Principali difficoltà degli studenti quando si studia chimica

Studiare chimica all’università comporta sfide specifiche che possono mettere a dura prova anche lo studente più motivato. Non si tratta solo di “capire” la materia, ma di saperla affrontare con metodo. Ecco le difficoltà più comuni e perché possono diventare un ostacolo serio.

1. Memorizzare formule e reazioni chimiche

Uno degli scogli principali è la quantità enorme di formule, equazioni e reazioni da ricordare. A differenza di altre materie, in chimica non basta afferrare il concetto generale: serve conoscere le trasformazioni nei dettagli, i reagenti, i prodotti, le condizioni di reazione. Questo crea un sovraccarico di informazioni che, se non ben gestito, porta a confusione mentale e frustrazione.

2. Comprendere concetti astratti

Molecole, legami ionici, livelli energetici, orbitali… Spesso ci si trova davanti a concetti che non hanno un riscontro visivo diretto nella realtà. Questa astrazione rende difficile costruire immagini mentali solide, e la comprensione rischia di rimanere superficiale, compromettendo anche la capacità di applicare ciò che si è studiato.

3. Collegare teoria e pratica

In chimica, la teoria è fondamentale, ma va continuamente tradotta in esercizi e problemi pratici. Molti studenti trovano complicato questo passaggio: capire una reazione sul libro non significa saperla risolvere in un esercizio, soprattutto sotto pressione. Il rischio è memorizzare a pappagallo senza riuscire a usare davvero le conoscenze in modo attivo.

4. Gestione del tempo e organizzazione dello studio

L’esame di chimica richiede preparazione su più fronti: teoria, esercizi, laboratorio. Ma spesso gli studenti non sanno da dove iniziare, o dedicano troppo tempo a ripetere passivamente i concetti invece di pianificare uno studio efficace e strategico. Il risultato? Settimane di studio con scarsi risultati e ansia crescente.

5. Ansia da prestazione e blocchi mentali

La fama di “esame tosto” rende chimica un incubo psicologico per molti. L’ansia blocca la memoria, mina la fiducia, porta a procrastinare o a rimandare l’esame all’infinito. Anche chi ha studiato bene può trovarsi in difficoltà se non sa gestire lo stress durante la prova.

Principali fasi per preparare l’esame di chimica

Superare l’esame di chimica non è questione di fortuna, ma di metodo. Organizzare lo studio in fasi precise è essenziale per non perdersi nel mare di informazioni e arrivare preparati il giorno dell’esame. Ecco quali sono le tappe fondamentali:

1. Analisi del programma e del tipo di esame

Prima di aprire i libri, è fondamentale capire cosa bisogna studiare. Questo significa leggere con attenzione il programma ufficiale, analizzare le lezioni del docente, raccogliere informazioni sul tipo di domande che vengono fatte (quiz, esercizi, domande teoriche, orali…). In questa fase molti studenti sbagliano: iniziano a studiare tutto indistintamente, senza priorità. Il rischio è sprecare tempo su argomenti marginali, tralasciando quelli che ricorrono sempre.

2. Organizzazione del materiale

Una volta compreso il programma, bisogna raccogliere e organizzare i materiali: appunti, libri di testo, dispense del docente, eserciziari, schemi. È utile creare una mappa dei contenuti per avere una visione d’insieme. Anche qui, l’errore più comune è affidarsi a materiali disordinati o incompleti, che aumentano la confusione e rallentano lo studio.

3. Studio teorico attivo

La fase di studio teorico non deve essere passiva. Non basta leggere: serve rielaborare. Scrivere schemi, riassunti, mappe concettuali o usare tecniche di memoria aiuta a fissare i concetti in modo duraturo. In questa fase, l’obiettivo è comprendere a fondo i meccanismi della chimica, creando una base solida per affrontare gli esercizi.

4. Pratica costante con esercizi

Dopo aver compreso la teoria, bisogna applicarla con esercizi ogni giorno. Non si tratta solo di “vedere” come si risolve un problema, ma di farlo in prima persona, commettendo errori e imparando da essi. La pratica deve essere progressiva: iniziare con esercizi semplici, poi passare a quelli più complessi, simili a quelli d’esame.

5. Simulazioni e revisione finale

L’ultima fase è la più strategica: fare simulazioni d’esame complete, con timer, condizioni reali, e correggerle in modo critico. Questo permette di individuare punti deboli e rafforzarli. Infine, una revisione ben strutturata – preferibilmente con tecniche di memoria – consolida quanto appreso e dà sicurezza per il grande giorno.

5 consigli infallibili per superare l’esame al primo colpo

Hai già capito che per superare chimica serve metodo. E il segreto sta proprio nell’usare strumenti efficaci, che ti aiutino a memorizzare meglio, più in fretta e a ripassare in modo intelligente. Ecco cinque consigli pratici, basati su tecniche di memoria e apprendimento rapido, che possono fare la differenza.

1. Usa la Tecnica dei Loci di Cicerone per memorizzare le reazioni chimiche

Questa tecnica antichissima, usata dagli oratori romani, è perfetta per memorizzare sequenze complesse, come le reazioni chimiche. Come funziona? Associa ogni passaggio della reazione a un luogo familiare (una stanza della tua casa, ad esempio). Ad ogni stanza abbini un reagente, un catalizzatore, una condizione… e costruisci un “percorso mentale” che puoi ripercorrere con facilità.

Perché funziona: crea immagini mentali vivide, che il cervello ricorda con più facilità rispetto a informazioni astratte.
Esempio: immagina il soggiorno pieno di acido solforico che ribolle, mentre in cucina entra l’etanolo e insieme formano una nube di estere profumato.

2. Applica il Metodo del PAV: Paradosso, Azione, Vivido

Il Metodo PAV trasforma qualsiasi concetto complicato in un’immagine assurda, in movimento e ricca di dettagli sensoriali. È ideale per ricordare nomi di composti, gruppi funzionali, regole della chimica organica.

Esempio: per ricordare che l’aldeide ha il gruppo -CHO, potresti immaginare un chihuahua (CHO) con una testa gigante (carbonile) che rincorre molecole nel tuo giardino.
Paradossale, sì. Ma la tua memoria lo adorerà.

3. Dividi lo studio in blocchi da 25 minuti con la Tecnica del Pomodoro

Studiare chimica per ore senza pause è controproducente. Il cervello perde attenzione e non assimila più nulla. La Tecnica del Pomodoro propone sessioni da 25 minuti di studio concentrato seguite da 5 minuti di pausa attiva. Dopo quattro sessioni, fai una pausa lunga da 15-30 minuti.

Perché è efficace: migliora la concentrazione, previene la fatica mentale e ti aiuta a rimanere costante anche nei giorni più pieni.

4. Sfrutta la lettura veloce per rivedere velocemente appunti e testi

La lettura veloce non è solo “leggere di corsa”, ma allenare l’occhio e la mente a processare le informazioni in modo più efficiente. Con esercizi mirati puoi arrivare a leggere 2-3 volte più velocemente, mantenendo la comprensione.

Quando usarla: nelle fasi di ripasso, per scorrere velocemente appunti e riconoscere i punti chiave.
Consiglio bonus: abbina la lettura veloce alla sottolineatura strategica e alla creazione di mappe visive.

5. Crea mappe mentali con parole chiave e colori per visualizzare i concetti

Le mappe mentali sono uno strumento potentissimo per collegare concetti, memorizzare classificazioni, tipologie di reazioni o proprietà dei gruppi chimici. Usa parole chiave, frecce, colori diversi, simboli: più la mappa è visiva e personalizzata, più il cervello la ricorderà con facilità.

Pro tip: costruiscile a mano! Il gesto fisico aiuta a consolidare la memoria.

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  • Le basi delle tecniche di memoria applicate allo studio universitario

  • Come usare davvero il Metodo dei Loci e il Metodo PAV con esempi pratici

  • Le strategie di lettura veloce per ottimizzare il tempo

  • Come organizzare il tuo piano di studio per massimizzare i risultati

  • E soprattutto, come ritrovare motivazione e fiducia nelle tue capacità

  • È gratuito, pratico, e puoi partecipare anche da casa.
  • Alla fine del workshop avrai già acquisito strumenti concreti per iniziare a studiare Chimica in modo intelligente.

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Conclusione

Studiare Chimica all’università non deve essere una battaglia persa in partenza. Le difficoltà esistono, certo, ma con il giusto metodo e gli strumenti adatti puoi affrontarle con successo. Ricorda: non si tratta di passare ore e ore sui libri, ma di studiare in modo strategico, sfruttando al massimo le capacità della tua mente.

Le tecniche di memoria, la lettura veloce, l’organizzazione efficace… tutto questo può trasformare la tua esperienza di studio. Non aspettare il prossimo esame per cambiare approccio. Inizia ora.
Hai già tutto quello che ti serve: ti manca solo il primo passo.

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