Migliori tecniche per allenare la memoria

Come allenare la memoria: 5 esercizi pratici

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Ti senti frustrato perché dopo ore di studio non ricordi nulla?

Quella terribile sensazione di vuoto durante gli esami… Quando tutto quello che hai studiato sembra svanire nel nulla.

Passi intere giornate sui libri sacrificando la tua vita sociale, eppure i risultati non arrivano.

E la cosa peggiore? Ripeti come un pappagallo e dopo pochi giorni devi ricominciare da capo.

Immagina invece di memorizzare al primo colpo, dimezzare i tempi di studio e dire addio all’ansia da esame.

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Come organizzare lo studio

La quantità di argomenti richiesta dal Concorso ASMEL Enti Locali può sembrare scoraggiante se affrontata senza un piano chiaro. La differenza tra chi riesce e chi si blocca spesso sta proprio nella struttura della preparazione. Studiare senza metodo significa rischiare di perdere tempo, dimenticare le informazioni e arrivare alle prove senza sicurezza.

Ecco un approccio pratico e sostenibile:

1. Crea un piano di studio realistico

Prima di iniziare, valuta quanto tempo hai a disposizione fino alla data delle prove e suddividi i giorni in blocchi tematici.

  • Esempio: se mancano 90 giorni, dedica 60 giorni allo studio intensivo e 30 al ripasso e alle simulazioni.

  • Alterna le materie per evitare la monotonia (es. mattina diritto amministrativo, pomeriggio contabilità).

2. Suddividi le materie in micro-obiettivi

Non limitarti a dire “oggi studio diritto costituzionale”. Definisci capitoli precisi.

  • Esempio: “Articoli 1-12 della Costituzione” o “Atti amministrativi: classificazione e requisiti”.

  • Questo approccio ti permette di monitorare i progressi in modo misurabile.

3. Integra teoria ed esercitazioni

Il rischio più grande è fermarsi alla lettura delle norme. Il concorso valuta capacità di applicazione, quindi è essenziale:

  • Fare quiz giornalieri su ogni argomento appena studiato.

  • Ripetere ad alta voce concetti complessi.

  • Redigere brevi schemi o mappe mentali.

4. Organizza sessioni di ripasso ciclico

Il cervello dimentica rapidamente se non richiama le informazioni a intervalli regolari.

  • Ripassa gli argomenti a distanza di 1 giorno, 1 settimana e 1 mese dalla prima lettura.

  • Usa tecniche di richiamo attivo (flashcards, domande e risposte).

5. Simula le condizioni del concorso

Negli ultimi 30 giorni, dedica almeno 2-3 ore ogni settimana a simulazioni cronometrate.

  • Ricrea le condizioni reali: niente interruzioni, tempo limitato, uso di soli strumenti permessi.

  • Dopo la simulazione, correggi e analizza gli errori per evitare di ripeterli.

Suggerimento extra:
Se possibile, unisciti a gruppi di studio online o in presenza. Confrontarsi con altri candidati ti aiuta a chiarire dubbi, mantenere la motivazione alta e scoprire risorse utili che da solo potresti non trovare.

Strategie e tecniche di memorizzazione

Studiare per il Concorso ASMEL Enti Locali non significa solo leggere e capire le norme: la vera sfida è ricordarle e saperle richiamare rapidamente durante le prove, specialmente nei quiz a tempo o nei colloqui orali. Per questo motivo, applicare strategie di memorizzazione efficaci può fare la differenza tra un buon candidato e uno eccellente.

1. Metodo del richiamo attivo (Active Recall)

Invece di rileggere più volte lo stesso testo, prova a testarti continuamente:

  • Dopo aver studiato un argomento, chiudi il libro e scrivi tutto ciò che ricordi.

  • Crea domande e prova a rispondere senza guardare gli appunti.

  • Più sforzi fai per recuperare le informazioni, più queste restano impresse.

2. Spaced Repetition (Ripetizione dilazionata)

Il cervello dimentica se non viene stimolato a intervalli regolari.

  • Usa un calendario di ripasso: 1 giorno dopo, 7 giorni dopo, 30 giorni dopo la prima lettura.

  • Puoi utilizzare strumenti come Anki o Quizlet per gestire flashcards digitali.

3. Mappe concettuali e schemi visivi

Il diritto e le norme possono essere complesse: schematizzare aiuta a visualizzare i legami tra i concetti.

  • Usa colori diversi per evidenziare articoli, principi e eccezioni.

  • Disegna diagrammi ad albero per procedure e gerarchie.

4. Metodo dei loci (Palazzo della memoria)

Tecnica antica ma molto efficace:

  • Associa concetti complessi a luoghi familiari (stanze di casa, strade conosciute).

  • Immagina di “camminare” in questi luoghi e di trovare “oggetti” che rappresentano le informazioni da ricordare.

5. Studio multisensoriale

Coinvolgere più sensi facilita la memorizzazione:

  • Leggi ad alta voce per stimolare l’udito.

  • Scrivi a mano gli appunti per attivare la memoria motoria.

  • Registra spiegazioni e riascoltale durante i momenti liberi.

6. Ripetizione spiegata a terzi

Il cosiddetto metodo Feynman:

  • Spiega l’argomento a un amico o a un familiare come se fosse un principiante.

  • Se non riesci a spiegare un concetto in modo semplice, significa che non lo hai ancora assimilato a fondo.

Consiglio pratico:
Alterna lo studio delle norme con esercizi pratici e quiz. Il passaggio continuo tra teoria e applicazione è il modo migliore per fissare i concetti e ridurre il rischio di “vuoti di memoria” durante l’esame.

Come affrontare le prove

Superare il Concorso ASMEL Enti Locali richiede non solo preparazione teorica, ma anche strategia operativa per affrontare ciascuna fase con metodo e lucidità. Ogni prova ha le sue peculiarità e, per ottenere il massimo, è importante adattare il proprio approccio in base al tipo di esame.

1. Prova preselettiva

La preselezione è spesso il primo ostacolo da superare.

  • Gestisci il tempo: i quiz a risposta multipla richiedono rapidità. Se una domanda ti blocca, passa oltre e torna dopo.

  • Allenati con simulazioni cronometrate: riproduci le stesse condizioni dell’esame per ridurre l’ansia e migliorare la velocità di risposta.

  • Concentrati sui punti forti: alcune materie pesano più di altre. Consolidare le aree dove sei già forte ti permette di guadagnare tempo per le domande più complesse.

2. Prova scritta

La prova scritta può includere sia domande teoriche che esercizi pratici.

  • Organizza la risposta: inizia con una breve introduzione, sviluppa il corpo centrale e concludi con una sintesi chiara.

  • Cita riferimenti normativi: menzionare l’articolo o la legge di riferimento dimostra padronanza della materia.

  • Mantieni la leggibilità: usa frasi brevi e paragrafi ben distinti; una buona presentazione può influenzare positivamente la valutazione.

3. Prova orale

Il colloquio valuta non solo la conoscenza, ma anche la capacità di comunicare in modo chiaro e sicuro.

  • Allenati a parlare ad alta voce: ripeti i concetti principali come se li stessi spiegando a un collega.

  • Simula domande a sorpresa: chiedi a un amico di farti domande casuali sulle materie del bando per abituarti a ragionare “a caldo”.

  • Cura postura e tono di voce: mantieni contatto visivo, evita di parlare troppo in fretta e usa un tono fermo ma naturale.

4. Gestione dell’ansia

  • Respira profondamente prima di iniziare ogni prova.

  • Usa tecniche di rilassamento rapido, come il respiro 4-4-4 (inspira per 4 secondi, trattieni per 4, espira per 4).

  • Ricorda che un po’ di tensione è normale e può persino migliorare la concentrazione.

Suggerimento finale:
Considera ogni fase come un “gradino” verso l’obiettivo. Anche se la competizione è alta, affrontare le prove con metodo e serenità aumenta le tue probabilità di successo in modo significativo.

Errori da evitare nella preparazione

Anche i candidati più motivati possono compromettere le proprie possibilità di successo commettendo errori strategici durante la preparazione. Conoscere in anticipo questi rischi ti permette di evitarli e di concentrarti solo su ciò che ti avvicina davvero all’obiettivo.

1. Mancanza di pianificazione

Studiare “quando si ha tempo” è una delle trappole più comuni.

  • Senza un programma chiaro, si tende a concentrarsi solo sulle materie preferite, trascurando quelle più complesse.

  • La soluzione è creare un calendario di studio strutturato, con obiettivi giornalieri e settimanali ben definiti.

2. Studio passivo

Limitarsi a leggere e sottolineare testi senza fare esercizi porta a una falsa sensazione di preparazione.

  • La conoscenza teorica va sempre accompagnata da quiz, simulazioni e casi pratici per fissare le informazioni e capire come applicarle.

3. Ignorare la normativa aggiornata

Molti candidati studiano su materiali vecchi e non verificano eventuali modifiche legislative.

  • Poiché il diritto è in continua evoluzione, è fondamentale controllare sempre le fonti ufficiali (Gazzetta Ufficiale, siti ministeriali) per evitare di memorizzare norme superate.

4. Trascurare le materie “minori”

Materie come informatica o lingua inglese, spesso percepite come secondarie, possono invece essere decisive per il punteggio finale.

  • Dedica tempo a ogni disciplina, anche a quelle che sembrano meno rilevanti.

5. Non simulare l’esame

Affrontare il concorso senza aver mai provato simulazioni a tempo reale è come correre una maratona senza allenamento specifico.

  • Le prove simulate aiutano a gestire lo stress, ottimizzare il tempo e ridurre gli errori dovuti alla fretta.

Nota importante:
Prepararsi bene non significa solo studiare tanto, ma studiare in modo intelligente. Eliminare queste cattive abitudini ti farà guadagnare tempo e aumenterà la tua sicurezza durante l’esame.

Conclusione

Prepararsi al Concorso ASMEL Enti Locali è un percorso che richiede impegno, costanza e capacità di organizzarsi. Non si tratta soltanto di memorizzare norme e procedure, ma di sviluppare un metodo di studio che ti permetta di arrivare alle prove con lucidità e fiducia. Ogni ora che dedichi alla preparazione è un investimento su te stesso e sul tuo futuro professionale.

Ricorda che non stai semplicemente cercando un lavoro: stai puntando a entrare in un contesto in cui il tuo contributo può fare la differenza per la comunità. Lavorare in un ente locale significa essere parte attiva nel miglioramento dei servizi pubblici, nella gestione trasparente delle risorse e nel supporto ai cittadini. È una responsabilità importante, ma anche un’opportunità unica per mettere le tue competenze al servizio del bene comune.

Il cammino potrà sembrarti lungo e, in certi momenti, potresti sentirti sopraffatto dalla mole di materie da studiare o dalla pressione della competizione. In quei momenti, ricorda perché hai iniziato: che si tratti di stabilità economica, crescita professionale o desiderio di contribuire alla tua comunità, il tuo obiettivo merita ogni sforzo.

Mantieni la disciplina, segui un piano, sfrutta al meglio le tecniche di memorizzazione e affronta ogni prova come un gradino verso il traguardo. Non lasciare che il dubbio o la paura ti fermino: la preparazione costante, anche nei giorni in cui sembra difficile, è ciò che farà la differenza.

Ogni grande risultato nasce da una serie di piccoli passi quotidiani. Il giorno dell’esame non sarà un momento isolato, ma il frutto del lavoro che avrai costruito con costanza e determinazione. E quando vedrai il tuo nome nella graduatoria degli idonei, saprai che ogni sacrificio è valso la pena.

Il Concorso ASMEL per gli Enti Locali

è diventato, negli ultimi anni, uno degli appuntamenti più attesi da chi desidera lavorare nella pubblica amministrazione, in particolare nei comuni e negli enti locali italiani. Partecipare a questa selezione significa aprirsi la strada verso un impiego stabile, ben retribuito e ricco di opportunità di crescita professionale. Non si tratta soltanto di un concorso, ma di una vera e propria porta di accesso a un mondo dove le competenze individuali possono fare la differenza nel miglioramento dei servizi alla cittadinanza.

ASMEL, acronimo di Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali, organizza una procedura concorsuale centralizzata che consente a decine di comuni e amministrazioni locali di attingere a un’unica graduatoria di idonei. Questo significa che superare le prove non offre solo la possibilità di lavorare in un singolo ente, ma apre le porte a più enti contemporaneamente, aumentando le possibilità di essere chiamati in tempi brevi.

Negli ultimi anni, l’interesse verso il concorso ASMEL è cresciuto in modo esponenziale grazie a diversi fattori: la semplificazione delle procedure, la possibilità di svolgere alcune prove online, l’ampio ventaglio di profili ricercati (amministrativi, tecnici, contabili, informatici, ecc.) e la stabilità contrattuale che ne deriva. Tuttavia, proprio per questo motivo, la competizione è molto alta: migliaia di candidati si iscrivono a ogni edizione e soltanto una preparazione mirata e costante può fare la differenza.

In questo articolo, andremo ad analizzare in dettaglio cosa bisogna studiare e come organizzare lo studio per affrontare al meglio ogni fase della selezione. Ti guiderò passo passo nella comprensione delle materie richieste, delle tecniche di memorizzazione più efficaci e delle strategie per arrivare al giorno delle prove con la massima sicurezza.

Cos’è l’ASMEL e a cosa serve

L’ASMEL – Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali – è un’organizzazione senza scopo di lucro nata con l’obiettivo di supportare i comuni e le amministrazioni locali italiane nella gestione e nell’innovazione dei loro processi. Fondata per favorire la collaborazione tra enti e rendere più efficiente la macchina amministrativa, ASMEL si pone come punto di riferimento per la digitalizzazione, la formazione e la semplificazione delle procedure burocratiche.

Uno degli aspetti più importanti della sua attività è proprio la gestione di concorsi pubblici in forma aggregata. Invece di organizzare singolarmente le proprie selezioni, molti comuni aderenti delegano ad ASMEL l’intero processo concorsuale. Questo approccio porta diversi vantaggi:

  • Riduzione dei costi per le singole amministrazioni, che non devono predisporre bandi separati.

  • Uniformità nelle procedure, garantendo trasparenza e imparzialità.

  • Maggiore visibilità delle opportunità di lavoro, poiché un unico concorso serve più enti.

Il concorso ASMEL crea una graduatoria unica dalla quale ogni ente aderente può attingere per assumere personale. Questo significa che un candidato idoneo non si limita a sperare in un solo posto disponibile, ma può essere contattato da diversi comuni per ruoli anche differenti, in base al proprio profilo professionale.

Oltre ai concorsi, ASMEL promuove attività di formazione continua per il personale degli enti locali, offre servizi di supporto tecnico-legale e sviluppa strumenti digitali per semplificare la gestione amministrativa. La sua missione è chiara: modernizzare la pubblica amministrazione locale rendendola più vicina, veloce ed efficiente per i cittadini.

Conoscere a fondo il ruolo di ASMEL è fondamentale per affrontare il concorso con maggiore consapevolezza: non si tratta solo di superare delle prove, ma di entrare in una rete organizzativa ampia, dove competenze e professionalità vengono valorizzate e messe al servizio di più realtà territoriali.

Come funziona il concorso ASMEL Enti Locali

Il Concorso ASMEL Enti Locali si distingue per la sua struttura snella ed efficace, pensata per permettere a più amministrazioni di reclutare personale qualificato tramite un’unica procedura. Il processo è suddiviso in più fasi, ognuna delle quali ha regole precise e criteri di valutazione trasparenti. Conoscerle bene ti aiuterà a prepararti in modo mirato e ad affrontare le prove con maggiore sicurezza.

1. Pubblicazione dell’avviso e iscrizione

Tutto inizia con la pubblicazione dell’avviso ufficiale, che riporta i requisiti di partecipazione, le modalità di iscrizione e le date indicative delle prove. L’iscrizione avviene esclusivamente online sul portale ASMEL o tramite la piattaforma indicata nel bando, compilando un modulo e allegando la documentazione richiesta (documento d’identità, eventuali titoli di studio e professionali, ricevuta del pagamento della tassa di concorso). È fondamentale rispettare le scadenze: una domanda inviata anche solo un minuto dopo il termine non viene accettata.

2. Requisiti di partecipazione

A seconda del profilo per cui si concorre (amministrativo, tecnico, contabile, informatico, ecc.), possono essere richiesti:

  • Diploma di scuola superiore o laurea specifica.

  • Cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’UE.

  • Godimento dei diritti civili e politici.

  • Assenza di condanne penali che impediscano l’accesso alla PA.

3. Fase di preselezione

Quando il numero di candidati supera un certo limite, viene organizzata una prova preselettiva a quiz. I quesiti sono a risposta multipla e vertono su materie come diritto amministrativo, diritto costituzionale, normativa sugli enti locali, logica, informatica e lingua inglese. Superano la preselezione solo i candidati che raggiungono la soglia minima prevista dal bando.

4. Prova scritta

La prova scritta può consistere in:

  • Quesiti a risposta multipla e/o aperta.

  • Esercizi pratici legati al profilo (es. redazione di atti, analisi di casi, calcoli contabili).
    Il punteggio è determinante per l’accesso alla fase successiva.

5. Prova orale

Il colloquio orale verifica non solo le conoscenze tecniche, ma anche la capacità di ragionamento, la chiarezza espositiva e, in alcuni casi, la padronanza di una lingua straniera. Vengono inoltre valutate competenze trasversali come il problem solving e l’attitudine al lavoro di squadra.

6. Formazione della graduatoria unica

Al termine delle prove viene creata una graduatoria di idonei. Questa graduatoria resta valida per più anni e viene utilizzata da tutti gli enti locali aderenti per assumere personale. Essere inseriti significa poter ricevere chiamate anche mesi o anni dopo il concorso.

In sintesi, il concorso ASMEL è un’opportunità che richiede preparazione su più fronti: normativa, logica, competenze tecniche e abilità comunicative. Prepararsi conoscendo la struttura delle prove è il primo passo per affrontarle con metodo e serenità.

Cosa studiare per il concorso ASMEL

Uno degli errori più comuni tra i candidati è sottovalutare l’ampiezza e la varietà del programma. Il concorso ASMEL non si limita a verificare la conoscenza di singole normative, ma valuta la capacità di comprendere, interpretare e applicare le leggi e i regolamenti al contesto operativo degli enti locali. Per questo motivo, la preparazione deve essere strutturata e completa, toccando sia le materie giuridiche che quelle tecnico-pratiche.

Di seguito, le principali aree di studio richieste:

1. Diritto amministrativo

  • Fonti del diritto e gerarchia delle norme.

  • Atti amministrativi: tipologie, requisiti di validità, efficacia e vizi.

  • Procedimento amministrativo (L. 241/1990) e trasparenza amministrativa.

  • Accesso agli atti e tutela della privacy (Regolamento UE 2016/679 – GDPR).

  • Responsabilità della Pubblica Amministrazione e responsabilità dei dipendenti pubblici.

2. Diritto costituzionale

  • Principi fondamentali della Costituzione italiana.

  • Diritti e doveri dei cittadini.

  • Ordinamento dello Stato e delle Regioni.

  • Funzioni e ruoli del Parlamento, del Governo, della Presidenza della Repubblica e della Magistratura.

3. Normativa sugli enti locali

  • Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. 267/2000): funzioni di comuni, province e città metropolitane.

  • Statuti comunali e regolamenti.

  • Organi di governo degli enti locali: sindaco, giunta, consiglio comunale.

4. Contabilità pubblica

  • Principi di contabilità armonizzata.

  • Bilancio di previsione e rendiconto di gestione.

  • Entrate e spese degli enti locali.

  • Patto di stabilità interno.

5. Trasparenza e anticorruzione

  • Normativa in materia di prevenzione della corruzione (L. 190/2012).

  • Piani triennali per la prevenzione della corruzione.

  • Obblighi di pubblicità e trasparenza (D.Lgs. 33/2013).

6. Informatica

  • Uso del pacchetto Office (Word, Excel, PowerPoint).

  • Posta elettronica e PEC.

  • Firma digitale e protocolli informatici.

  • Nozioni di sicurezza informatica.

7. Lingua inglese

  • Comprensione di testi brevi.

  • Traduzione di frasi semplici.

  • Vocabolario base relativo all’ambito amministrativo.

Consiglio pratico:
Non limitarti alla lettura passiva dei testi normativi. Integra lo studio con schemi, riassunti e test di verifica. Allenati con quiz a risposta multipla: sono il formato più frequente, soprattutto nelle preselezioni, e ti permettono di consolidare la memoria in modo attivo.

 

Viviamo in un’epoca in cui siamo costantemente sommersi da stimoli, notifiche, appuntamenti e informazioni da ricordare. Eppure, nonostante la tecnologia ci venga spesso in soccorso con promemoria digitali, calendari condivisi e app per l’organizzazione, la sensazione di “dimenticare qualcosa” è sempre dietro l’angolo.

Allenare la memoria non è solo una questione di capacità intellettiva: è un’abilità che tutti possono sviluppare, esattamente come si fa con un muscolo. Spesso pensiamo che alcune persone nascano semplicemente “con una buona memoria”, ma la verità è che esistono tecniche precise e scientificamente fondate per migliorare la capacità di ricordare.

In questo articolo ti guiderò attraverso 5 esercizi pratici per allenare la memoria, che potrai iniziare a usare fin da subito. Non serve essere uno studente, un esperto o un professionista del settore: basta un po’ di curiosità e voglia di sperimentare.

Scoprirai:

  • Perché la memoria si può migliorare con l’allenamento

  • Quali sono i migliori esercizi da applicare nella vita quotidiana

  • Come rendere il ricordo più stabile, duraturo e preciso

Pronto a trasformare la tua mente in uno strumento più efficiente? Cominciamo!

Perché la memoria si può allenare

Uno dei più grandi malintesi legati alla memoria è l’idea che si tratti di una capacità fissa: “O ce l’hai o non ce l’hai”. In realtà, la memoria è una funzione cognitiva dinamica, influenzata da molti fattori come l’attenzione, l’alimentazione, il sonno, lo stress e – soprattutto – l’allenamento costante.

La scienza dietro la memoria

Il nostro cervello è un organo plastico: grazie al principio della neuroplasticità, è in grado di modificare le proprie connessioni neuronali in risposta all’esperienza e all’apprendimento. Questo significa che ogni volta che memorizziamo qualcosa di nuovo o ripetiamo un’informazione, creiamo o rafforziamo una connessione nel nostro cervello. Più esercitiamo questi collegamenti, più diventano stabili e accessibili.

Studi neuroscientifici hanno dimostrato che anche in età adulta – e persino in età avanzata – il cervello mantiene la capacità di apprendere, adattarsi e migliorare le proprie prestazioni mnemoniche. Non è mai troppo tardi per iniziare.

I nemici della memoria

Tuttavia, la nostra memoria può indebolirsi se viene trascurata. Stress cronico, multitasking, mancanza di sonno e l’abuso della tecnologia per ricordare tutto al posto nostro (agenda digitale, app, reminder) possono indebolire la nostra capacità naturale di ricordare. Ecco perché diventa fondamentale allenare la memoria con intenzione: serve una ginnastica mentale regolare, proprio come quella fisica.

Allenare la memoria è possibile per tutti

Non importa se pensi di avere “poca memoria”: quello che conta è iniziare a esercitare il cervello in modo intelligente, con tecniche mirate e semplici da applicare. Nei prossimi paragrafi vedremo 5 esercizi pratici che ti aiuteranno a sviluppare una memoria più solida, veloce e duratura.

Esercizio 1: La tecnica del palazzo della memoria

La tecnica del palazzo della memoria (o method of loci) è uno degli strumenti mnemonici più antichi e potenti mai ideati. Utilizzata fin dall’Antica Grecia, era l’arma segreta degli oratori per ricordare lunghi discorsi senza note scritte. Oggi, è ancora una delle tecniche più efficaci per allenare la memoria e viene utilizzata perfino dai campioni di memoria a livello mondiale.

Come funziona?

Immagina un luogo familiare: la tua casa, la tua scuola, un percorso che fai ogni giorno. Questo spazio diventa il tuo “palazzo della memoria”. Ogni stanza, angolo o oggetto viene associato a un’informazione che vuoi ricordare. Quando hai bisogno di richiamare quei dati, ripercorri mentalmente quel luogo, stanza dopo stanza, e le informazioni ti verranno in mente perché saranno legate a uno scenario visivo ben preciso.

Un esempio pratico

Supponiamo che tu debba ricordare una lista della spesa: mele, latte, pasta, detersivo e pane.

  1. Immagina di entrare in casa e vedere mele giganti sul tappeto d’ingresso.

  2. Cammini nel soggiorno e vedi il divano che galleggia in una pozza di latte.

  3. In cucina, i fornelli stanno bollendo spaghetti come fossero vulcani.

  4. Nel bagno trovi il lavandino inondato di schiuma di detersivo.

  5. Infine, nella camera da letto, il letto è ricoperto da una montagna di panini.

Assurdo? Proprio per questo funziona! Il cervello ricorda molto meglio immagini insolite, divertenti o emotivamente forti rispetto a informazioni neutre.

Come allenarti

  • Scegli un percorso che conosci bene (es. la tua casa).

  • Identifica 5-10 punti di riferimento lungo quel percorso.

  • Associa a ciascun punto un’informazione usando immagini vivide.

  • Ripassa mentalmente il percorso ogni giorno per rinforzare i legami.

Risultato

Dopo pochi giorni di pratica, inizierai a notare quanto sia più facile richiamare informazioni complesse con immagini visive. Questo esercizio non solo migliora la tua memoria a breve e lungo termine, ma stimola anche la creatività, la concentrazione e la capacità di astrazione.

Esercizio 2: Ripetizione spaziata

Uno dei problemi principali della memoria è che dimentichiamo in fretta ciò che impariamo, soprattutto se non lo ripetiamo. La curva dell’oblio, scoperta dallo psicologo tedesco Hermann Ebbinghaus, mostra quanto rapidamente la memoria si deteriora se non viene “rinfrescata”. Fortunatamente, esiste un metodo semplice ed estremamente efficace per contrastare questo fenomeno: la ripetizione spaziata.

Che cos’è la ripetizione spaziata?

La ripetizione spaziata consiste nel ripassare le informazioni a intervalli crescenti di tempo, in modo da consolidarle nella memoria a lungo termine. Invece di ripetere lo stesso concetto dieci volte nello stesso giorno, lo rivedi dopo 1 giorno, poi 3 giorni, poi 7, e così via. Ogni ripetizione “risveglia” il ricordo prima che venga dimenticato, rafforzandolo sempre di più.

Un esempio concreto

Immagina di voler ricordare vocaboli in una lingua straniera. Oggi impari la parola “aprender” (in spagnolo, “imparare”). Se non la rivedi, potresti dimenticarla entro 24 ore. Ma se la ripassi:

  • Il giorno dopo (1° ripetizione),

  • Poi dopo 3 giorni (2ª ripetizione),

  • Poi dopo una settimana (3ª ripetizione),

  • Poi dopo un mese (4ª ripetizione),

…ogni revisione consolida il ricordo nella tua memoria a lungo termine. Alla fine, non ti servirà più ripassarla: la parola sarà impressa nella tua mente.

Come allenarti

  • Scegli un argomento da memorizzare (una poesia, parole nuove, date storiche).

  • Scrivi le informazioni su schede o app dedicate.

  • Imposta un calendario di ripetizioni: 1 giorno, 3 giorni, 7 giorni, 15 giorni, 30 giorni.

  • Ripeti attivamente: non rileggere passivamente, ma prova a ricordare prima di controllare.

Strumenti utili

Per facilitare questo processo, esistono diverse app che implementano la ripetizione spaziata in modo automatico:

  • Anki: open source, personalizzabile, molto usata per lo studio.

  • Quizlet: ideale per studenti, include anche immagini e audio.

  • Memrise: ottima per le lingue, con sistema di revisione integrato.

Risultato

Dopo alcune settimane, noterai un miglioramento notevole nella memorizzazione duratura di concetti, numeri o nozioni complesse. Allenare la memoria con la ripetizione spaziata è come costruire una rete neurale resistente: con il tempo, il ricordo sarà automatico.

Esercizio 3: Visualizzazione creativa

Una delle tecniche più potenti per allenare la memoria è trasformare ciò che dobbiamo ricordare in immagini vivide, insolite e spesso surreali. Questo è il principio alla base della visualizzazione creativa, un metodo che sfrutta la naturale predisposizione del nostro cervello a ricordare immagini meglio che parole o concetti astratti.

Perché funziona?

Il nostro cervello elabora e conserva le immagini in modo più efficiente rispetto ai dati verbali. Un’informazione astratta come “fiducia”, ad esempio, è difficile da memorizzare se rimane solo una parola. Ma se la trasformi in un’immagine – come un ponte che collega due montagne, simbolo di legame e stabilità – diventa immediatamente più facile da ricordare.

La visualizzazione creativa attiva più aree del cervello contemporaneamente, migliorando non solo la memorizzazione ma anche la capacità di richiamo. Più l’immagine è assurda, emotiva o fuori dal comune, più il cervello la percepisce come memorabile.

Un esempio pratico

Supponiamo che tu debba ricordare il nome “Giovanni Ponte”. Invece di ripeterlo meccanicamente, visualizza un uomo (Giovanni) che indossa un ponte come cappello, e magari lo attraversano delle formiche in fila. È buffo, strano, e proprio per questo… indimenticabile.

Oppure, per memorizzare il PIN “4932”, potresti immaginare:

  • Un 4 come una sedia con un gatto sopra,

  • Un 9 come un palloncino che vola via,

  • Un 3 come una bocca che sorride,

  • Un 2 come un cigno che nuota.

La scena diventa: un gatto seduto, guarda un palloncino volare, mentre una bocca ride e un cigno passa accanto. Più pazza è l’immagine, più funziona.

Come allenarti

  • Prendi una lista di concetti, numeri o parole difficili da ricordare.

  • Trasformali in immagini concrete, assurde o divertenti.

  • Crea una “storia” che colleghi queste immagini.

  • Rivedi la storia ogni tanto per rafforzare i collegamenti.

Risultato

Con la pratica, la visualizzazione creativa diventerà un’abitudine mentale automatica, utile in ogni situazione: dallo studio al lavoro, dai numeri di telefono ai nomi delle persone. Allenerai non solo la memoria, ma anche l’immaginazione, l’intuizione e la capacità di collegare concetti in modo originale.

Esercizio 4: Associazione emozionale

Ti sei mai chiesto perché ricordi perfettamente dove eri e cosa stavi facendo in certi momenti emozionanti, ma dimentichi facilmente cosa hai mangiato ieri? La risposta sta nell’emozione. L’emozione è un potente attivatore della memoria: quando un’informazione è legata a un’esperienza emotiva, il cervello la registra in modo più profondo e duraturo.

Perché funziona?

Le emozioni coinvolgono l’amigdala, una struttura del cervello che interagisce con l’ippocampo, sede della memoria. Quando proviamo un’emozione intensa – sia positiva che negativa – il cervello amplifica l’attenzione e consolida l’informazione associata. Questo meccanismo evolutivo ci ha aiutato per millenni a ricordare situazioni importanti per la sopravvivenza.

Nel contesto quotidiano, possiamo sfruttare questo principio associare emozioni alle informazioni che vogliamo ricordare.

Un esempio pratico

Mettiamo che tu debba ricordare il concetto di “responsabilità”. Invece di memorizzarlo come definizione, associalo a un ricordo personale: magari la prima volta che ti sei preso cura di un fratellino più piccolo, o quando ti sei assunto un impegno importante al lavoro. Rivivere quel momento con le sue emozioni – l’orgoglio, la paura, la determinazione – ancorerà il concetto alla tua memoria emotiva.

Oppure, per studiare date storiche, puoi inventare storie cariche di emozioni:

“Il 1789 non è solo l’anno della Rivoluzione Francese, ma il momento in cui il popolo gridò ‘basta!’ e si ribellò con rabbia e speranza. Immagina la folla agitata, la presa della Bastiglia, la tensione nell’aria.”

Come allenarti

  • Ogni volta che impari qualcosa di nuovo, collegalo a un’emozione reale o immaginata.

  • Usa storie, esperienze personali, o scene emotivamente intense.

  • Visualizza e rivivi l’emozione associata mentre ripassi l’informazione.

  • Puoi anche usare musica o immagini per evocare sentimenti legati all’argomento.

Risultato

Questo esercizio ti aiuterà non solo ad allenare la memoria, ma anche a rendere più significativo ciò che apprendi. Le informazioni associate a emozioni diventano parte di te, non solo nozioni astratte. E ricordare sarà un atto naturale, profondo e duraturo.

Esercizio 5: Mindfulness e memoria

Potrebbe sorprenderti, ma uno dei migliori modi per allenare la memoria è… rallentare. In un mondo dominato dalla fretta e dalla distrazione, spesso il problema non è che abbiamo “poca memoria”, ma che non siamo davvero presenti quando le cose accadono. È qui che entra in gioco la mindfulness, ovvero l’arte di prestare attenzione al momento presente in modo intenzionale e senza giudizio.

Perché funziona?

La memoria è strettamente legata all’attenzione. Se non prestiamo attenzione a un’informazione quando la riceviamo, è molto difficile che il cervello la registri e la conservi. La mindfulness migliora l’attenzione sostenuta e selettiva, e di conseguenza rafforza la capacità di memorizzare dati, eventi e persino emozioni.

Numerosi studi neuroscientifici dimostrano che la pratica regolare della mindfulness modifica la struttura e la funzionalità del cervello, migliorando l’attività dell’ippocampo (coinvolto nella memoria) e riducendo l’attività dell’amigdala (associata allo stress).

Un esempio pratico

Quante volte ti è capitato di leggere una pagina e poi non ricordare nulla di ciò che hai letto? Probabilmente stavi pensando ad altro. Prova questo: la prossima volta che leggi, fermati a ogni paragrafo, chiudi gli occhi, ripeti a voce alta cosa hai appena appreso e chiediti: “Che cosa mi ha colpito di più?”.

Oppure, mentre mangi, osserva il cibo, senti il profumo, assapora con calma ogni boccone. Questo tipo di attenzione volontaria, anche in attività semplici, rafforza la concentrazione e l’attivazione cerebrale legata alla memoria.

Come allenarti

  • Dedica 5-10 minuti al giorno a esercizi di mindfulness: respira profondamente, osserva il respiro, i pensieri e le sensazioni, senza giudicarli.

  • Durante lo studio o il lavoro, imposta brevi pause per “ricentrare” l’attenzione.

  • Allenati a fare una sola cosa alla volta, evitando il multitasking.

  • Applica la mindfulness anche alle conversazioni: ascolta con presenza, senza pensare già alla risposta.

Risultato

Con la pratica quotidiana, scoprirai che sei più attento, più lucido e più capace di ricordare informazioni anche complesse. La mindfulness è uno strumento potente per ridurre lo stress, migliorare la qualità della vita… e rafforzare in modo naturale la tua memoria.

Conclusione

Allenare la memoria non è un privilegio riservato a pochi, ma un percorso accessibile a chiunque desideri migliorare la propria mente con costanza, creatività e presenza. Abbiamo visto come la memoria non sia un talento fisso, ma una capacità che può essere coltivata e rafforzata attraverso tecniche semplici ma potenti.

Ricapitolando, ecco i 5 esercizi pratici che puoi iniziare a usare fin da subito:

  1. Palazzo della memoria – Associa informazioni a luoghi familiari creando storie visive memorabili.

  2. Ripetizione spaziata – Rivedi ciò che impari a intervalli strategici per fissarlo nella memoria a lungo termine.

  3. Visualizzazione creativa – Trasforma concetti astratti in immagini vivide e surreali.

  4. Associazione emozionale – Collega ciò che vuoi ricordare a emozioni personali o storie coinvolgenti.

  5. Mindfulness – Allena l’attenzione al presente per migliorare l’immagazzinamento delle informazioni.

Non serve applicarli tutti insieme. Scegli un esercizio e prova a integrarlo nella tua giornata, anche solo per 5 minuti. Ti accorgerai di quanto la tua mente può diventare più ricettiva, lucida e pronta.

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