60 CFU, 30 CFU, 24 CFU 2026: La Guida Definitiva ai Percorsi Abilitanti per Diventare Docente

Se sei arrivato qui digitando “60 CFU 2026” o “30 CFU 2026” o “24 CFU 2026” o “percorsi abilitanti” su Google, hai bisogno di una mappa. Perché in questo momento il sistema dei percorsi abilitanti per i docenti è diventato un labirinto: tre numeri diversi (60 CFU, 30 CFU, 36 CFU), regole che cambiano in base al tuo profilo, decreti che si aggiungono uno sull’altro (DPCM 4 agosto 2023, DM 148/2025, DM 156/2025, DM 137/2026, DM 138/2026), bandi universitari che escono in finestre diverse e costano dai 2.000 ai 2.500 euro.

E intanto Google si riempie di guide vaghe che non ti dicono mai la cosa che ti serve davvero: quale dei percorsi abilitanti devi fare TU?

Ti rispondo in questo articolo. Ti spiego cosa sono i 60 CFU, i 30 CFU (che sono due percorsi diversi, non uno), i 36 CFU, e perché i 24 CFU del titolo dell’articolo sono in realtà la chiave che apre — o non apre — molte porte. Ti dico chi può accedere a cosa, quanto costa, quanto dura, dove iscriversi.

E poi — perché il mio mestiere è questo — ti spiego come affrontare tutta la mole di studio richiesta dai percorsi abilitanti in metà del tempo, usando il metodo certificato Tony Buzan che applico da quindici anni con migliaia di aspiranti docenti.

Cominciamo.

60 CFU 30 CFU 24 CFU 2026 - percorsi abilitanti per diventare docente

Cosa sono i percorsi abilitanti 60 CFU, 30 CFU, 24 CFU e 36 CFU

Partiamo dal quadro normativo, che è la cosa che la maggior parte degli articoli online sbaglia o semplifica troppo.

I percorsi abilitanti per la scuola secondaria di primo e secondo grado sono stati ridisegnati dalla Legge 79 del 29 giugno 2022, attuata con il DPCM 4 agosto 2023. Da lì è partita la riforma che ha sostituito i vecchi PAS, TFA ordinari e i 24 CFU come strumento autonomo di accesso ai concorsi.

Oggi — anno accademico 2025/2026, in vista del 2026/2027 — i percorsi attivi sono quattro, e ognuno serve a un profilo specifico:

  • Percorso 60 CFU (Allegato 1 del DPCM): è il percorso completo per la prima abilitazione all’insegnamento. Lo fa chi ha una laurea magistrale (o ciclo unico) e non ha ancora un’abilitazione.
  • Percorso 30 CFU All. 2 (DPCM Allegato 2): riservato a chi ha almeno tre annualità di servizio negli ultimi cinque anni, di cui almeno una nella classe di concorso scelta. È il percorso dei “triennalisti”.
  • Percorso 30 CFU ex art. 13 (DPCM art. 13): riservato a chi ha già un’abilitazione su un’altra classe di concorso, o una specializzazione TFA sostegno, o una laurea in Scienze della Formazione Primaria. Si chiamano “ingabbiati” perché vogliono uscire dalla loro classe attuale per ottenerne un’altra.
  • Percorso 36 CFU (DPCM Allegato 5): riservato a vincitori di concorso che possedevano i 24 CFU entro il 31 ottobre 2022, e agli ITP vincitori del concorso PNRR anche senza 24 CFU.

E i 24 CFU? I 24 CFU come percorso autonomo non esistono più. Erano la vecchia certificazione antropo-psico-pedagogica del DM 616/2017 che permetteva di accedere ai concorsi docenti fino al 31 ottobre 2022. Da quella data in poi, chi li ha conseguiti tempestivamente può solo richiederne il riconoscimento parziale all’interno dei nuovi percorsi 60 CFU o 30 CFU. Chi non li ha conseguiti entro quella data, deve fare il percorso 60 CFU completo.

Tradotto in modo brutale: se cerchi “24 CFU 2026” sperando di trovare il percorso veloce per insegnare, smetti. Quel percorso è chiuso. Tu hai bisogno dei 60 CFU o di uno dei 30 CFU.

Il percorso 60 CFU: la strada principale per la prima abilitazione

Il percorso 60 CFU 2026 è il percorso più richiesto e il più completo. Lo fa la stragrande maggioranza degli aspiranti docenti che non hanno mai insegnato e vogliono entrare nella scuola.

Chi può accedere ai 60 CFU. Tutti i laureati con una laurea magistrale (o ciclo unico) che hanno i CFU specifici della classe di concorso a cui vogliono accedere (i settori scientifico-disciplinari del DPR 19/2016). Possono iscriversi anche gli studenti ancora iscritti a una magistrale, purché abbiano già maturato i requisiti della classe di concorso e si laureino prima della prova finale.

Quanto dura. Da 9 a 12 mesi a tempo pieno. Tipicamente con avvio aprile-maggio 2026 e conclusione primavera 2027.

Cosa contiene. Il percorso è strutturato in quattro aree: discipline antropo-psico-pedagogiche, didattica delle metodologie, didattica disciplinare specifica, tirocinio diretto e indiretto. Almeno 10 CFU devono essere tirocinio diretto in classe.

Quanto costa. 2.500 euro secondo il DPCM, più tasse regionali di abilitazione e bolli. Le università telematiche (eCampus, Pegaso, Mercatorum, Unicusano, Unifortunato, San Raffaele, Niccolò Cusano) propongono spesso piani di rateizzazione.

Dove ci si iscrive. Tramite bandi di ateneo che escono ogni anno tra gennaio e marzo. Per il 2025/2026 le iscrizioni si sono aperte tra fine febbraio e inizio marzo 2026 nella maggior parte degli atenei.

Riserva posti del 45%. Attenzione a questo punto, che molti non conoscono. Il 45% dei posti del percorso 60 CFU è riservato ai docenti con tre annualità di servizio negli ultimi cinque anni e ai docenti della formazione professionale (5%). Significa che se sei un laureato senza esperienza di servizio, concorri sul restante 55% dei posti. Il numero di posti varia da ateneo ad ateneo, e in molti casi la concorrenza è fortissima.

Riconoscimento dei 24 CFU. Se hai conseguito i 24 CFU del DM 616/2017 entro il 31 ottobre 2022, puoi chiedere il riconoscimento all’interno dei 60 CFU. In genere ti vengono riconosciuti fino a 24 CFU, fermi restando i 10 CFU di tirocinio diretto. Tradotto: il percorso ti si accorcia, ma il tirocinio lo fai comunque.

Il percorso 30 CFU All. 2: la corsia preferenziale dei triennalisti

Il percorso 30 CFU 2026 Allegato 2 è quello che sta facendo gola a tantissimi precari della scuola, perché è la metà del costo e la metà del tempo dei 60 CFU.

Chi può accedere ai 30 CFU All. 2. Solo chi ha svolto almeno tre annualità di servizio nelle istituzioni scolastiche statali o paritarie negli ultimi cinque anni, di cui almeno una nella specifica classe di concorso per cui vuole abilitarsi. Per “annualità” si intende un servizio di almeno 180 giorni continuativi o almeno 16 giorni al mese per più mesi. Possono accedere anche i vincitori di concorso che non hanno l’abilitazione e hanno partecipato alla procedura ai sensi dell’art. 5, c. 4 del D.Lgs. 59/2017.

Quanto dura. Tra 4 e 6 mesi.

Quanto costa. 2.000 euro, più bolli e tassa regionale.

Cosa cambia rispetto ai 60 CFU. Il 30 CFU All. 2 è strutturalmente identico, ma con la metà dei crediti. Vengono coperti solo gli aspetti pedagogici, didattici e di tirocinio essenziali, partendo dal presupposto che chi ha tre anni di servizio ha già imparato sul campo le competenze di base.

Riserva 45%. I triennalisti hanno diritto al 45% dei posti riservati anche nei percorsi 60 CFU (oltre a quelli del 30 CFU All. 2). Se vuoi massimizzare le tue chance di entrare, puoi iscriverti contemporaneamente a entrambi i percorsi nella stessa classe di concorso (con un solo contributo di partecipazione di 150 euro).

Il percorso 30 CFU ex art. 13: per chi è già abilitato e vuole una seconda classe

Il 30 CFU ex art. 13 è il fratello meno conosciuto, ma è una corsia interessante per una categoria specifica.

Chi può accedere ai 30 CFU ex art. 13. Tre profili: (1) chi è già abilitato su un’altra classe di concorso o su un altro grado di istruzione (per esempio docenti della primaria che vogliono passare alla secondaria), (2) chi ha la specializzazione TFA sostegno e vuole abilitarsi su una classe di concorso curricolare, (3) chi ha la laurea in Scienze della Formazione Primaria e vuole un’abilitazione aggiuntiva su una classe della scuola secondaria.

Quanto dura. 4-6 mesi.

Quanto costa. 2.000 euro.

Particolarità. È il percorso con l’urgenza più forte: i bandi escono spesso con scadenze brevissime. Per il 2025/2026 alcune università (Pegaso, Camerino) hanno aperto le iscrizioni a fine febbraio-inizio marzo 2026 con scadenze a metà marzo.

Il percorso 36 CFU: per i vincitori di concorso

Il 36 CFU è il percorso meno richiesto in termini numerici ma cruciale per chi rientra nel profilo specifico.

Chi può accedere ai 36 CFU. Solo due categorie: (1) vincitori di concorso che avevano conseguito i 24 CFU del DM 616/2017 entro il 31 ottobre 2022, (2) ITP vincitori di concorso PNRR, anche senza i 24 CFU.

Caratteristica chiave. Accesso in sovrannumero — non c’è graduatoria competitiva, basta essere nel profilo.

Se non hai vinto un concorso e hai i 24 CFU, non puoi accedere ai 36 CFU. Devi fare i 60 CFU con riconoscimento dei 24. Per approfondire come prepararti al concorso e cosa studiare, leggi la guida Concorso Docenti 2026: come prepararsi e cosa studiare.

Quale percorso devi fare tu? La tabella di scelta

Per chiarire ti riassumo tutto in uno schema decisionale.

ProfiloPercorso da fareCostoDurata
Laureato senza servizio scolastico60 CFU2.500 €9-12 mesi
Laureato con 24 CFU (entro 31/10/2022)60 CFU con riconoscimento2.500 €7-10 mesi
Docente con 3+ anni di servizio negli ultimi 530 CFU All. 2 + opzione 60 CFU2.000 €4-6 mesi
Già abilitato su altra classe / TFA sostegno / SFP30 CFU ex art. 132.000 €4-6 mesi
Vincitore di concorso con 24 CFU (entro 31/10/2022)36 CFUda bando4-6 mesi
ITP vincitore concorso PNRR36 CFUda bando4-6 mesi

Se sei in due profili contemporaneamente (es. triennalista + 24 CFU del 2022), puoi scegliere il percorso che ti conviene di più. In genere conviene il 30 CFU All. 2 perché costa meno e dura meno.

L’esperienza di Io Passo il Test su 60 CFU 30 CFU 24 CFU Percorsi Abilitanti

Nei 15 anni di insegnamento ai 9.000+ studenti formati da Io Passo il Test, 60 cfu 30 cfu 24 cfu percorsi abilitanti è un tema ricorrente. Chi applica il sistema integrato IPT (mappe mentali Tony Buzan, Schedario Mentale, Palazzo della Memoria, spaced repetition) passa da risultati altalenanti a recall a 24h dell’85% in 4-6 settimane. Manuel Boscarelli, certificato Tony Buzan International, accompagna gli studenti con tutoraggio 1:1.

FAQ — Domande frequenti

Cos’è e come applicare 60 CFU 30 CFU 24 CFU Percorsi Abilitanti? 60 CFU 30 CFU 24 CFU Percorsi Abilitanti richiede metodo strutturato. Mappe mentali, mnemotecniche, active recall e gestione tempo danno risultati in 4-6 settimane.

Quanto tempo serve? 4-6 settimane di pratica deliberata. Le prime tecniche danno risultati in 1-2 settimane.

Quali tecniche IPT sono efficaci? Mappe Buzan + Schedario Mentale + Palazzo della Memoria + lettura veloce + spaced repetition.

Come misurare i progressi? Recall a 24h, simulazioni cronometrate, riduzione tempo. Dato IPT: -40-50% tempo a parità di risultati.

Validato scientificamente? Sì: meta-analisi Metodo dei Loci 2025 BJP, mappe Springer 2025, spaced repetition Cepeda 2008, active recall Karpicke 2008.

Tabella decisionale percorsi abilitanti 60 CFU 30 CFU 24 CFU 2026

Come si svolgono le lezioni dei percorsi abilitanti

Una cosa che molti aspiranti docenti non sanno e che fa la differenza nella scelta dell’ateneo.

Le università statali erogano i percorsi abilitanti in modalità mista: lezioni di Area Trasversale (pedagogia, psicologia, didattica generale) in telematica sincrona, lezioni di Area Disciplinare in presenza nell’ateneo di iscrizione. Il tirocinio è sempre in presenza, in scuole convenzionate vicine alla sede.

Le università telematiche (eCampus, Pegaso, Mercatorum, Unicusano, Unifortunato, San Raffaele, Niccolò Cusano) erogano fino al 50% delle lezioni in modalità telematica sincrona (limite stabilito dal DPCM), il restante in presenza presso le sedi distaccate, più tirocinio in scuole convenzionate.

Frequenza obbligatoria al 70% per ogni attività formativa: lezioni trasversali, lezioni disciplinari, tirocinio diretto, tirocinio indiretto. Il 70% deve essere raggiunto in ognuna di queste, non sul totale complessivo. Sotto soglia, non accedi alla prova finale.

La prova finale dei percorsi abilitanti: cosa devi sapere

La prova finale dei percorsi abilitanti è la fase che decide se ottieni l’abilitazione oppure no. Si compone di due parti:

1. Lezione simulata. 45 minuti in cui devi tenere una lezione su un argomento estratto a sorte 24 ore prima, davanti a una commissione di docenti universitari, dirigenti scolastici e tutor. Devi mostrare padronanza della disciplina, capacità didattica, gestione della classe (anche simulata), uso di metodologie attive.

2. Prova orale. Colloquio di circa 30 minuti su tematiche disciplinari, didattiche, pedagogiche. Spesso include la discussione di un elaborato scritto (relazione di tirocinio).

La soglia di superamento è 70/100. Se non passi, in molte università puoi ripetere la prova in una sessione successiva, ma le finestre sono limitate.

Qui arriviamo al punto di cui voglio parlarti.

Il vero problema dei percorsi abilitanti (non è quello che pensi)

Mille pagine di pedagogia, psicologia, sociologia dell’educazione, didattica generale, didattica disciplinare, normativa scolastica. Più il programma specifico della tua classe di concorso. Più la relazione di tirocinio da scrivere. Più la lezione simulata da preparare.

E tutto questo da fare in 4-12 mesi, mentre già lavori — perché la maggior parte di chi fa i 60 CFU o i 30 CFU è gente che insegna come precario, fa supplenze, ha figli, ha una vita.

Avevo diciassette anni e frequentavo il liceo scientifico Benedetto Croce di Roma. Studiavo ore e ore al giorno. Pomeriggi interi sui libri. Niente amici, niente sport, niente vita. E i risultati? Sei meno meno. Sette se andava bene. Imparavo oggi, dimenticavo domani.

Mi sentivo stupido. Lo ero davvero? No. Avevo solo un metodo che faceva schifo.

Quel metodo lo stai usando anche tu, adesso, mentre prepari il tuo percorso 60 CFU o 30 CFU. Leggi il manuale, sottolinei, ripeti. Studi al computer fino a tarda notte dopo aver insegnato in supplenza tutto il giorno. E quando arriva il momento della lezione simulata della prova finale ti accorgi che le metodologie didattiche si confondono tutte (Cooperative Learning? Project-based? Flipped Classroom? CLIL? Inquiry-based?), che la normativa scolastica è un blocco indistinto (PTOF, RAV, PDM, PEI, PDP, GLO, GLI, BES, DSA), che gli autori della pedagogia ti sembrano tutti uguali (Vygotskij, Bruner, Piaget, Dewey, Montessori, Freinet).

Non è colpa tua. È colpa del fatto che il cervello umano non funziona così.

Il metodo certificato Tony Buzan applicato ai percorsi abilitanti

Tony Buzan, psicologo e ricercatore inglese, ha passato cinquant’anni a studiare come funziona davvero il cervello umano quando memorizza. Ha codificato un sistema basato su quattro strumenti che, usati insieme, permettono di triplicare la velocità di memorizzazione e di ricordare a lungo termine senza ripetere a pappagallo. Io sono certificato dalla Tony Buzan International — la scuola numero uno al mondo per le mappe mentali — e da quindici anni applico questo metodo specificamente a chi prepara percorsi abilitanti, concorsi docenti e prove finali.

Mappe mentali Tony Buzan per i percorsi abilitanti 60 CFU 30 CFU

Le mappe mentali per le metodologie didattiche

Una mappa mentale prende un blocco intero — diciamo “metodologie didattiche attive” — e lo trasforma in una struttura visiva radiale: il concetto centrale al centro, sei rami principali (Cooperative Learning, Project-based Learning, Flipped Classroom, CLIL, Inquiry-based, Gamification), e da ogni ramo i sotto-rami con definizione, autori, applicazioni, vantaggi, criticità. La mappa si memorizza in dieci minuti e si ripassa in trenta secondi. Quando ti chiedono “differenza tra Cooperative Learning e Inquiry-based” alla prova orale, la mappa compare come immagine nella tua testa.

Lo schedario mentale per la normativa scolastica

PTOF, RAV, PDM, PEI, PDP, GLO, GLI, BES, DSA. Più gli articoli del Codice Civile, della Costituzione, del CCNL Scuola che devi sapere a memoria. Lo schedario mentale è una tecnica di codifica che associa ogni numero a un’immagine fissa, e ogni immagine a un contenuto specifico. L’art. 33 della Costituzione (libertà di insegnamento) diventa un’immagine memorabile. Non ti chiedi più “ma cosa diceva l’art. 33?”. L’immagine compare e il contenuto è lì.

I PAV per gli autori della pedagogia

Vygotskij, Bruner, Piaget, Dewey, Montessori, Freinet, Don Milani, Lombardo Radice. Decine di nomi che si confondono, con le loro teorie che si sovrappongono. I PAV (Personaggio-Azione-Vita) trasformano ogni autore in una scena vivida: Vygotskij diventa un personaggio specifico in un posto specifico che fa una cosa specifica legata alla zona di sviluppo prossimale. Te lo ricordi per sempre.

Il Palazzo della Memoria per la lezione simulata

Per la lezione simulata della prova finale dei 60 CFU o 30 CFU devi tenere 45 minuti di lezione strutturata con introduzione, sviluppo, momenti interattivi, verifica. Il Palazzo della Memoria — la tecnica più antica del mondo — ti permette di tenerti in mente l’intera scaletta passeggiando mentalmente lungo un percorso fisico noto. Non perdi il filo nemmeno sotto pressione.

Pianificazione realistica per chi lavora in supplenza

Se stai facendo supplenze e hai un 60 CFU o un 30 CFU in corso, la tua giornata tipo è già un mosaico complicato. Mattina a scuola, pomeriggio correzione compiti e preparazione lezioni, sera lezioni telematiche dell’università.

Ti propongo una struttura realistica:

  • Blocchi flessibili da 90 minuti, non da due ore. Novanta minuti è la durata massima di concentrazione profonda secondo i ritmi ultradiani.
  • Quattro blocchi a settimana dedicati allo studio dei materiali del percorso (oltre alle lezioni telematiche obbligatorie).
  • Un blocco ogni tre giorni dedicato esclusivamente al ripasso delle mappe mentali fatte prima. La regola della curva dell’oblio di Ebbinghaus è chiara: se non ripassi a 24 ore, 72 ore e una settimana, perdi il 75% di quello che hai studiato.
  • Una simulazione di lezione a settimana dalla terza settimana di corso in poi. Ti metti davanti a una webcam e tieni una lezione di 30 minuti su un argomento del tuo programma. La riguardi. Annoti errori. La rifai meglio.

I 3 errori che fa il 95% degli iscritti ai percorsi abilitanti

Errore 1: aspettare le slide del professore per cominciare a studiare. Le slide arrivano spesso una settimana dopo la lezione. Tu nel frattempo perdi ritmo. Comincia a studiare il programma in autonomia con il manuale ufficiale del tuo percorso (ogni ateneo lo indica in bibliografia) prima che cominci il corso. Arrivi in lezione con il 50% delle nozioni già acquisite e usi le lezioni come ripasso strutturato.

Errore 2: trascurare il tirocinio diretto pensando “tanto so già insegnare”. Il tirocinio è valutato. Il tutor coordinatore scrive una relazione che pesa nella prova finale. Se ti presenti distratto o saltuario, ti porti dietro un giudizio basso fino alla prova orale.

Errore 3: preparare la lezione simulata in due giorni. È l’errore più frequente e il più pagato. La lezione simulata richiede metodo. Devi conoscere la disciplina, padroneggiare almeno tre metodologie didattiche attive, gestire 45 minuti senza appunti, usare lo schermo se sei online. Si prepara in due-tre settimane, non in un weekend. Comincia a esercitarti dal terzo mese di corso.

I prossimi bandi 60 CFU, 30 CFU e 36 CFU del 2026/2027

Una cosa importante. I bandi per i percorsi abilitanti 2026/2027 non sono ancora usciti al momento in cui scrivo. La normativa di riferimento sarà pubblicata dal MUR in primavera-estate 2026 con i nuovi decreti ministeriali (a integrazione del DM 137/2026 sulla riserva posti già pubblicato).

Cosa monitorare:

  • I siti istituzionali degli atenei (sezione “Formazione Insegnanti” o “Post-laurea”) da gennaio 2027 in poi
  • Il portale MUR per i decreti di accreditamento e Normattiva per i testi ufficiali (DPCM 4 agosto 2023, DM 148/2025, DM 156/2025)
  • I siti delle università telematiche (eCampus, Pegaso, Mercatorum, Unicusano, Unifortunato, San Raffaele, Niccolò Cusano), che spesso aprono i bandi prima delle statali
  • Il portale unico InPA per il concorso docenti collegato

Comincia a prepararti adesso. Non quando esce il bando. Perché quando esce il bando hai tipicamente 10-15 giorni per la domanda, poi 30-45 giorni alla selezione, e poi parte il corso. Tre mesi totali. Se cominci da zero quando esce il bando, sei già in ritardo.

In conclusione: scegli il percorso giusto e affrontalo con il metodo giusto

Diventare docente in Italia nel 2026 richiede di passare attraverso uno dei percorsi abilitanti — 60 CFU, 30 CFU All. 2, 30 CFU ex art. 13, o 36 CFU. Non c’è scorciatoia. I 24 CFU come strumento di accesso ai concorsi non esistono più dal 2022.

Ma c’è una scorciatoia nel metodo di studio. Negli ultimi quindici anni ho visto centinaia di aspiranti docenti completare il loro percorso con il metodo Tony Buzan in metà del tempo che impiegano gli altri. Persone che insegnavano come precari, persone con figli piccoli, persone che credevano di non farcela. E ce l’hanno fatta.

Non perché siano più intelligenti di te. Perché hanno cambiato metodo.

Se vuoi vedere come funziona dal vivo, ho organizzato un workshop gratuito di 2 ore dove ti mostro le quattro tecniche del metodo Tony Buzan applicate a un esempio concreto di pedagogia, di metodologie didattiche e di normativa scolastica. Niente teoria astratta. Solo cose che puoi usare la mattina dopo per cominciare a preparare il tuo percorso 60 CFU o 30 CFU con un metodo che funziona davvero.

Ci vediamo lì. E in bocca al lupo per il tuo percorso abilitante. Ne hai bisogno meno di quanto pensi — se hai il metodo giusto.

Iscriviti al nostro Workshop Gratuito

Ente di formazione accreditato alla Regione Lazio con n. G13572

Una Volta inviato il modulo riceverai per e-mail il link dell'evento su Zoom.

FAQ — Domande frequenti sui percorsi 60 CFU, 30 CFU e 24 CFU 2026

I 24 CFU esistono ancora nel 2026?
Come percorso autonomo per l’accesso ai concorsi docenti, no. I 24 CFU del DM 616/2017 sono validi solo se conseguiti entro il 31 ottobre 2022, e possono essere riconosciuti all’interno dei percorsi 60 CFU o 30 CFU. Chi non li ha conseguiti entro quella data deve fare il percorso 60 CFU completo.

Qual è la differenza tra 30 CFU All. 2 e 30 CFU ex art. 13?
Il 30 CFU All. 2 è riservato ai docenti con almeno tre annualità di servizio negli ultimi cinque anni (i “triennalisti”). Il 30 CFU ex art. 13 è riservato a chi è già abilitato su un’altra classe di concorso, ai TFA sostegno e ai laureati in Scienze della Formazione Primaria che vogliono una nuova abilitazione.

Quanto costa il percorso 60 CFU 2026?
Il costo previsto dal DPCM 4 agosto 2023 è di 2.500 euro, più tassa regionale di abilitazione (variabile per regione) e bolli. Le università telematiche propongono spesso piani di rateizzazione. Il contributo di partecipazione al concorso di ammissione è di 150 euro e non è rimborsabile.

Posso iscrivermi contemporaneamente a 60 CFU e 30 CFU?
Sì, nella stessa classe di concorso, con un solo contributo di partecipazione di 150 euro. È una strategia consigliata per chi è triennalista e vuole massimizzare le chance di entrare.

Quanto dura un percorso 60 CFU?
Tra 9 e 12 mesi a tempo pieno. I percorsi attivati per l’a.a. 2025/2026 partono tra marzo e aprile 2026 e si concluderanno entro la primavera 2027. Le università organizzano lezioni in modalità mista (telematica sincrona + presenza) con il 50% al massimo a distanza.

Cosa è la riserva del 45% nei percorsi 60 CFU?
Il 45% dei posti del percorso 60 CFU è riservato ai docenti con tre annualità di servizio negli ultimi cinque anni (40%) e ai docenti della formazione professionale (5%). I laureati senza servizio concorrono sul restante 55%.

Quando escono i bandi 60 CFU e 30 CFU 2026/2027?
I bandi degli atenei tipicamente escono tra gennaio e marzo dell’anno accademico di riferimento. Per il 2026/2027 sono attesi tra gennaio e marzo 2027. Si consiglia di monitorare i siti istituzionali degli atenei statali e telematici e il portale del MUR.

Manuel Boscarelli — Trainer certificato dalla Tony Buzan International (la scuola numero uno al mondo per le mappe mentali), fondatore e responsabile della didattica di Io Passo il Test. Da oltre quindici anni aiuta studenti universitari, aspiranti docenti e professionisti a trasformare il proprio metodo di studio. È autore del manuale Io Passo il Test (Edizioni IPT) e ha formato migliaia di candidati a percorsi abilitanti, concorsi pubblici, test universitari ed esami di stato. Vive e lavora a Roma.

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